Stefano Ceri

Recensione di una collaborazione che guarda al futuro

Non lo farei mai” è il singolo di Ceri feat. Ginvera tratto dall’ EP “Insieme“, in cui al centro del concept c’è la condivisione come punto di partenza per scalare ogni montagna (qui per leggere nel dettaglio l’articolo su questa nuova uscita).

Ceri è anche noto per essere colui che ha lavorato per e con, tra gli altri, Francesco Di Leo, Franco126, Mahmood e Frah Quintale, rivoluzionando senza mezzi termini le regole dell’ indie-pop italiano. “Ho cercato di farlo unendo la bellezza della melodia italiana e l’energia ritmica della musica da club. In un mondo che sembra allontanarci l’uno dall’altro, in un momento in cui molte persone tendono a chiudersi nelle personali convinzioni diventando gelose delle proprie idee, ho visto quanta energia e quali risultati si riescono ad ottenere mettendo da parte l’ego e unendo le forze. Per questo motivo ho sentito l’esigenza di parlare di tutto ciò e di farlo in compagnia. Perché forse, in fondo, solo insieme potremo essere”.

Il brano |

Le parole di Ceri introducono bene tutto quello che di bello si ascolterà in questo singolo. Il producer è forte e consapevole dei propri mezzi e in questo brano lo dimostra ampiamente. Sin dall’intro si respira aria di Nord Europa, il beat che scandisce la semiminima è poco elettronico eppure sta dentro all’elettronica con eleganza e un linguaggio ritmico pop. La voce di Ginevra è solo un elemento musicale, non è la protagonista del brano, poiché il protagonista reale è Ceri e la sua musica, che si sviluppa in avanguardia italiana, prossima al new pop.

La ciclicità ritimica e melodica, il minimal che diventa articolazione di uno stato d’animo interiore tocca il suo apice nell’outro, in cui l’ utilizzo della loop station vede la sua massima espressione artistica, il tutto in maniera misurata. Attenzione però, non si pensi che si voglia sminuire il talento della giovane Ginevra: essere una voce ma comportarsi da strumento musicale e non da star è una capacità che va oltre quella dell’ essere un cantante.

Il testo |

Il testo è coerente con il concept dell’EP. Ogni parola cantata da Ginevra è piena di valori di vicinanza e condivisione. Nello specifico in questo brano “vengo a riprenderti anche stanotte” è il mood che muove i drum incalzanti. In amicizia come in amore c’è un estremo bisogno di non sentirsi soli, in un’epoca in cui il social ha preso il sopravvento e l’egocentrismo è diventato il nuovo valore dei millennials, spesso troppo soli davanti ad uno specchio.

Questo brano parla ai giovani mettendo al centro un messaggio importante da comunicare, altrettanto da recepire. Non ci sono troppi giri di parole, poche metafore ma tanta poetica colloquiale, oggi necessaria a dire una cosa, che sia quella e basta.

Conclusioni |

Non stupisca se l’ascolto aveva altre aspettative. Ci si sforzi a continuare ad ascoltare, affinché le orecchie si possano abituare al nuovo che in questo caso è bello. “Non lo farei mai” è promosso a pieni voti ed anzi, lancia il cuore oltre l’ostacolo e piace a mani basse.

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Testo |  Non lo farei mai

Non lo farei mai
Girarti le spalle
Non lo farei mai
Ma vedi tu se ora credermi o no
Non lo farei mai
Raccontarti le storie
Meglio stare ore
Fuori da un locale

Non lo farei mai
Tenerti all’oscuro
Non lo farei mai
Preferisco tenerti al sicuro
Sai che ci sono
Se hai bisogno di aiuto
Fammi uno squillo
Arrivo in un minuto

Sentimi bene
Vengo a riprenderti anche stanotte
Se sei felice o sei triste
Vengo a riprenderti anche stanotte

Non lo farei mai
Sparire nel nulla
Come l’amore
Che finisce senza dire nulla
Non passerei mai
La sera a fare le storie
Meglio bere ore
Fuori da un locale

E senza di te, senza di te, senza di me
E senza di te, senza di te, senza di me

Sentimi bene
Vengo a riprenderti anche stanotte
Se sei felice o sei triste
Vengo a riprenderti anche stanotte
E senza di te, senza di te, senza di me
E senza di te, senza di te, senza di me
E senza di te, senza di te, senza di me
E senza di te, senza di te, senza di me
E senza di te, senza di te, senza di me
E senza di te, senza di te
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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