“Non vendermi” di Biagio Antonacci: te la ricordi questa?

Non vendermi Biagio Antonacci

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Non vendermi” di Biagio Antonacci

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1998 con “Non vendermi” di Biagio Antonacci.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Non vendermi” di Biagio Antonacci

“Non vendermi” è uno dei brani più vulnerabili e forse meno conosciuti della discografia di Biagio Antonacci, una canzone che sceglie la fragilità come linguaggio principale e che, già alla fine degli anni Novanta, anticipa una scrittura sentimentale più spoglia e introspettiva rispetto ai grandi inni d’amore che renderanno Antonacci un autore popolarissimo.

Inserita come terza traccia nell’album “Mi fai stare bene” del 1998, la canzone è una richiesta disperata e tenera allo stesso tempo: non essere trattati come merce di scambio emotiva, non essere sacrificati sull’altare della paura o dell’incompiutezza. Il cuore del testo ruota attorno a un’idea potente e insolita: “sono quello che non hai”. Antonacci si colloca deliberatamente nello spazio della mancanza, in quella zona indefinita che l’altro non riesce a riconoscere o ad accettare. Non si propone come soluzione, ma come possibilità. È un amore che non promette certezze, ma presenza.

“Non vendermi” è una canzone che non cerca l’applauso immediato, ma scava. Un brano che parla di amore senza eroismi, fatto di esitazioni, tremori e richieste scomode. Proprio per questo, resta una delle dichiarazioni sentimentali più sincere e sottovalutate di Biagio Antonacci.

Il testo di “Non vendermi” di Biagio Antonacci

Non vendermi 
Amore mio 
Non vedi sono quello che non hai 
Credimi 
È più facile lasciarsi andare che cercare di capire 

Tra le cose che non hai mi ritrovo proprio lì 
Un po’ mi viene naturale, un po’ sarai tu che lo vuoi fare 
Tra le cose che non hai potrò vivere così 
Là dove nascono i pensieri e dove oggi più di ieri 

Non vendermi 
Amore mio 
Non senti sono quello che non hai 
Insegnami 
A non aver paura e a starti lì vicino, lì così, così, eh

Tra le cose che non hai, non mi cambiare mai 
Quando piangi tu per noi, mentre mi difendo dal tuo amore 
Tra le cose che non hai, sono un vergine, ma dai
Puoi provare ad andar via o a seguirmi sempre, o a seguirmi sempre 

E poter dire le più stupide parole d’amore (mah, che mistero è)
E guardarti ridere di me (ridere tu di me)
Anche se il mio cuore batte forte e vola via così 
E mi fa tremare, mi fa tremare davanti a te 
Tremare e fa tremare, forse anche te 

Eh
Tra le cose che non hai io mi trovo proprio lì 
Un po’ mi viene naturale, un po’ sarai tu che lo vuoi fare 
Tra le cose che non hai potrò vivere con te 
Là dove nascono i pensieri e dove oggi più di ieri 

Na-na-na-na-na-na-na
Na-na-na-na-na-na
Na-na-na-na-na-na
E dove oggi più di ieri

Na-na-na-na-na-na-na
Na-na-na-na-na-na
Na-na-na-na-na-na
Na-na-na-na-na-na-na-na-na

Amore mio, vedi, sono quello che non hai

Scritto da Nico Donvito
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