A tu per tu con il giovanissimo cantautore romano, in uscita con il nuovo singolo intitolato “Uova

Tempo di nuova musica per Emanuele Crisanti, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Nuela, cantautore classe 2003 che ricordiamo per la sua fortunata apparizione ad X Factor 13, passata di certo non in sordina con ben 18 milioni di view su YouTube, con la sua “Carote” è diventato il video più visto del 2019. Dopo aver lanciato “Ti voglio al mio funerale” e “Frozen”, il giovane romano torna con un nuovo stravagante e ironico singolo, disponibile dallo scorso 6 marzo, intitolato “Uova”. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Emanuele, benvenuto. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Uova”, com’è nata e come si è evoluta l’idea di questo pezzo?

«”Uova” è nata a maggio dello scorso anno, quindi, prima di X Factor, prima di tutto. Molti penseranno che io l’abbia scritta per fare un’altra canzone sul cibo, ma in verità è nata molto casualmente, perché mi è venuta in mente la frase “ti strapazzerei come uova”, da questo doppio senso ho sviluppato tutto il resto del testo, che racconta di quell’attrazione tipica che scatta all’inizio di una relazione. E’ la prima canzone diciamo “d’amore” che io abbia mai scritto».

Metafore e doppi sensi, un filo più che mai sottile, per raccontare la storia di una passione tra due amanti. Qual è stata la scintilla che ti ha permesso di raccontare la fase dell’innamoramento in maniera così ironica e originale? 

«Non è stata una scintilla, in tutte le canzoni voglio lasciare qualcosa di diverso, non ho mai voluto fare qualcosa di classico, tendo sempre a voler colpire la gente, o con doppi sensi o con frasi che colpiscono, come ad esempio anche nel mio precedente singolo “Ti voglio al mio funerale”. Insomma, cerco di lasciare un mio segno».

“Ti strapazzerei come uova, e poi ti monterei ancora e ancora”, è una frase che per me ha vinto in partenza. Però non posso non chiederti, visto e considerato il successo di “Carote”, l’hype che sicuramente c’è intorno al tuo progetto, quali sono le tue personali aspettative e che tipo di pubblico ti piacerebbe raggiungere con questo pezzo?

«Spero che questo pezzo possa piacere a tante persone perché personalmente sono molto fiero del risultato ottenuto. Sinceramente penso che le mie canzoni possano raggiungere chiunque, magari i più piccoli possono semplicemente esserne divertiti, mentre i più grandi possono capirci qualcosa in più, andando a vedere quello che c’è dietro. Trattando temi simpatici ma con un significato, penso che si possa arrivare a chiunque».

Una curiosità personale, l’hai dedicata a qualcuno in particolare?

«Sì, ma non lo sa (sorride, ndr), ovviamente. Questo pezzo racconta un’attrazione, la storia di un desiderio, soltanto da un punto di vista, senza alcuna risposta. Nel videoclip, invece, una risposta c’è e non è certo delle più positive».

Facciamo un breve salto indietro indietro nel tempo, perché sei giovanissimo, hai sedici anni. Tu e la musica, dove vi siete conosciuti e in che modo vi siete avvicinati?

«Da piccolo ho sempre amato i musical, i film cantati, mi ha sempre affascinato la musica associata ad una storia ed è per questo motivo che realizzo sempre videoclip che raccontano qualcosa, perché è un aspetto che mi piace tanto. Mi piace parecchio il pop internazionale, mi ispiro molto a Katy Perry, anche per quanto riguarda il discorso dei video un po’ più elaborati, infatti tendo a dare la stessa importanza che dò alle parole del pezzo anche alle immagini».

Il video dell’audizione di X Factor è diventato a dir poco virale, con ben 18 milioni di visualizzazioni è stata la clip più vista di tutto il 2019. Secondo te, cosa ha colpito esattamente di “Carote”, quali caratteristiche hanno fatto centro?

«Secondo me, di “Carote” può aver colpito la semplicità del mio personaggio, perché sono salito su quel palco con estrema nonchalance, senza aspettative. Poi, sicuramente la canzone, il fatto che sia riuscito a non trattare qualcosa di specifico o elaborato, ho semplicemente scritto un pezzo sulle carote, un tema più casuale possibile, associandogli qualsiasi tipo di rima, e la gente è rimasta divertita da questo. Ognuno può fare le proprie considerazioni, sia positive che negative, se ne è parlato tanto e quindi l’attenzione attorno a questa canzone è cresciuta sempre di più».

Le videointerviste ai tempi del Coronavirus, stiamo realizzando questa chiacchierata tramite Skype non a caso, quindi ti chiedo: come stai vivendo tutto quello che sta accadendo?

«Sto bene, per fortuna. E’ un tema delicato, col passare dei giorni sta diventato sempre più grave, le cose stanno peggiorando rispetto a qualche settimana fa. Spero solo che si riesca a mantenere la calma, stiamo cercando anche di risolvere con la scuola perché, essendo chiuse, è tutto un po’ più complicato. Spero che tutto vada per il meglio».

“Carote”, “Ti voglio al mio funerale”, “Frozen” e “Uova” sono i primi quattro tasselli del tuo attuale mosaico discografico, cosa dobbiamo aspettarci dal tuo prossimo futuro? 

«Lavoro costantemente da circa due anni alla fase di scrittura, per cui ho tanti pezzi nel cassetto e penso che presto possa arrivare un album, o almeno è quello che spero perché voglio far vedere tutto quello che riesco a fare. In più mi piacerebbe sicuramente girare per l’Italia e cantare, un obiettivo che mi piacerebbe raggiungere presto. Non escludo anche l’ipotesi di fare qualcosa che vada al di là della musica, realizzando videoclip mi piacerebbe continuare su questa strada e, magari, un giorno girare anche un film, sarebbe sicuramente un sogno».

Per concludere, se dovessimo definirti utilizzando metaforicamente il tuo ultimo singolo, che tipo di ricetta a base di uova saresti? Strapazzato, al tegamino, in camicia, un’omelette, un uovo sodo, alla coque, a quale di queste cotture ti senti più affine?

«Probabilmente… un’omelette, sia perché è il tipo di cottura che mi piace di più, anche se l’uovo sodo è la preparazione più semplice, quella che so cucinare meglio. Non so dirti perché, ma tra tutte le ricette che cito anche nella canzone, mi viene da risponderti l’omelette».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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