Elisa

L’ugola di Monfalcone torna al Festival di Sanremo con “O forse sei tu”, una ballad dai contorni fiabeschi

Seconda presenza sanremese per Elisa, che torna in Riviera a distanza di ventuno anni dalla vittoriosa partecipazione con “Luce (tramonti a nord est)” del 2001. Nel corso della sua straordinaria carriera, la cantautrice ha realizzato dieci album in studio, sei raccolte e due album dal vivo, pubblicando oltre settanta singoli e arrivando a vendere circa sei milioni di dischi.

Elisa a Sanremo è già di per sé una notizia, ma la canzone merita un’attenta e profonda analisi. Al primo ascolto si potrebbe storcere anche un po’ il naso, perché “O forse sei tu” è una proposta tutt’altro che facile e immediata, l’inciso melodico c’è, ma forse paga lo scotto di strofe meno efficaci, non a caso la lampadina si accende dopo più di un minuto dall’inizio della canzone, con il primo ritornello.

Nulla a che vedere dall’immediatezza di quel “parlami come il vento dagli alberi”, per intenderci. Difficile scindere il giudizio di un brano di questo tipo da quello che è il peso specifico di un’artista di questo livello, capace di regalare magia attraverso la sua voce. Il risultato è una canzone d’amore, scritta a quattro mani con Davide Petrella, a metà strada tra narrazione quotidiana e poesia.

“O forse sei tu” è una ballad dai contorni fiabeschi, impreziosita dallo straordinario talento di Elisa, abile nel destreggiarsi tra le parole e le note. Il risultato è uno slancio emotivo nei confronti della nostra esistenza, un invito ad apprezzare ogni singolo istante e ogni piccola felicità, tra le luci di mille città, tra la solita pubblicità e quella stupida voglia di vivere.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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