“Ora e per sempre”, Raf sceglie la nostalgia per il ritorno a Sanremo – RECENSIONE
Una canzone tenera e ben costruita che guarda più al passato che al futuro, così Raf fa il suo ritorno a Sanremo, proponendo l’inedito “Ora e per sempre”
Torna a Sanremo Raf e lo fa con un pezzo intitolato “Ora e per sempre”, firmato a quattro mani con suo figlio Samuele Riefoli. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.
Raf, la recensione di “Ora e per sempre”
Il ritorno al Festival di Sanremo per Raf è un atto di coerenza più che di rivoluzione. “Ora e per sempre”, ascoltata una sola volta durante le audizioni riservate alla stampa, è una canzone che guarda al tempo che passa e a ciò che resta dentro una storia d’amore. Un tema classico, affrontato con una scrittura altrettanto classica.
Il brano, scritto a quattro mani con il figlio Samuele, classe 2000, avrebbe potuto rappresentare un vero incontro tra generazioni: un dialogo musicale tra memoria e presente, tra sensibilità diverse. Invece sceglie una strada senza compromessi, rivolta quasi esclusivamente al secolo scorso. Le sonorità, le soluzioni melodiche, l’impostazione generale parlano il linguaggio della nostalgia più che quello dell’evoluzione.
È una canzone gradevole, ben confezionata, persino tenera. Il lato emozionale è evidente e coerente con quanto dichiarato dall’artista, che ha spiegato di aver scelto di portarla all’Ariston proprio per l’intensità emotiva che lo ha colpito. È una riflessione sul tempo, sulle trasformazioni, su ciò che resiste. Il punto, però, è che tutto questo si muove su coordinate prevedibili. Per un ritorno che poteva diventare un ponte verso qualcosa di nuovo, il risultato appare più come un passo indietro.
Raf con Sanremo ha un rapporto lungo e stratificato, fatto di brani che hanno segnato epoche e di ritorni mai casuali. Nel 2026 sale sul palco con un atteggiamento più leggero, meno competitivo. “Ora e per sempre” non cerca di sorprendere, ma di emozionare. E probabilmente il suo pubblico troverà proprio in questa fedeltà al proprio stile il motivo per apprezzarla. Dopo un solo ascolto resta la sensazione di una canzone che non tradisce l’identità dell’artista, ma che difficilmente allargherà i confini del suo mondo sonoro. Un ritorno rassicurante. Forse fin troppo.