Pagelle Nuovi Singoli

Tutte le nostre mini-recensioni dei nuovi brani in radio

  • TUTTE LE VOLTE – Alessandra Amoroso

E’ l’Alessandra Amoroso che non ti aspetti non perchè il pezzo abbia in sè qualche elemento particolare o del tutto innovativo ma perchè, sostanzialmente, dalla cantante salentina, soprattutto all’apertura di un nuovo album e del periodo autunnale, ci si aspetta sempre una delle sue intense ballate. Sandrina, invece, pare determinata a proporre al pubblico quella sua leggerezza musicale che ha lungo cercato e combattuto per avere. La scrittura di Davide Petrella si nota e riesce ad interpretare perfettamente l’esigenza di un racconto biografico pur senza dimenticare l’esigenza di universalità del cantato. Alessandra, dalla sua, ci mette il suo solito colore di voce ed azzecca un inciso che, dopo qualche ascolto, non può uscire facilmente dalla testa. Spensierata e contagiosa l’Amoroso riesce a stupire ancora e a non far pesare troppo il lungo periodo di lontananza da quel nocciolo duro della sua musica, le ballate strappalacrime. VOTO: 7.5

  • UNA DOMENICA AL MARE – Carmen Consoli

Il ritorno discografico della “Cantantessa” arriva con un pezzo che, di fatto, la conferma per come l’avevamo lasciata ormai 6 anni fa. Ad accompagnarla rimane un suono acustico che, pur ricco di sfumature, si presta a fare d’accompagnamento nel vero senso della parola senza mai soverchiare la narrativa testuale e vocale. Altra conferma è la voce di Carmen, sempre sensuale, soffusa, delicata e riconoscibile. Più impegnativo del solito è, invece, il filo narrativo dove la Consoli s’impegna a tracciare un racconto ben specifico fatto di tante parole anche a scapito di un ritornello facilmente identificabile e canticchiabile. Ecco, per essere un brano apripista manca quell’elemento radiofonico che, talvolta, anche una penna impegnativa come quella di Carmen Consoli ha saputo regalare al pubblico. A compensare, però, è quel significato importante che le parole, tutte tese all’esaltazione della bellezza della vita, riescono a restituire. Un maturo ritorno di classe. VOTO: 7

  • OH LORD, VAARDA GIO – Davide Van De Sfroos e Zucchero

Non è certo una novità la collaborazione tra Davide Van De Sfroos e Zucchero. I due, già in passato, hanno già avuto modo di collaborare insieme numerose volte e in diverse vesti. Questa volta, mantenendo il dialetto tipico della scrittura di Van De Sfroos, i due artisti si confrontano con un brano che suona essere quasi una preghiera che possa innalzare la loro supplica anche grazie ad una struttura musicale perfetta per supportare questa impostazione. L’arrangiamento cresce progressivamente sottolineando gli accenti timbrici soul delle due voci che sanno cosa significa cantare insieme. VOTO: 6.5

  • HO BISOGNO DI TE (TERE’) – Dellai

Continuano a provarci i due fratelli che il grande pubblico ha conosciuto all’ultimo Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte pur senza attribuirgli risultati di troppo rilievo. Anche in questa nuova occasione radiofonica torna la “Teresa” protagonista del passato singolo per continuare a far da destinataria della dedica d’amore che i due interpreti confezionano con un linguaggio spensierato e positivo pur ribadendo che “ho bisogno di te”. Piacevole. VOTO: 6

  • LA RETE – Francesco Gabbani

Sostanzialmente ci riprova Francesco Gabbani. Ci riprova nel senso che la ricetta seguita per la realizzazione di questo nuovo singolo è sufficientemente fedele a quello che già è stato mostrato al pubblico dal cantautore di Carrara. Lo è, perlomeno, per quanto riguarda l’inciso che ha in sé sempre quell’elemento di orecchiabilità contagiosa. Più sofisticate, almeno nella ricerca dei vocaboli, suonano, invece, le strofe come anche l’intermezzo parlato che, però, ha l’effetto di smorzare troppo il fluire del pezzo. Insomma, Gabbani fa il Gabbani della situazione: dalla sua ha un’idea ma, stavolta, la realizzazione non è delle migliori. VOTO: 6-

  • TU MI HAI CAPITO – Madame e Sfera Ebbasta

Sulla carta è una collaborazione pronta a fare esplodere le playlist e c’è da scommetterci che molto probabilmente lo farà. Il risultato, però, è l’esatto contrario di quanto ci si sarebbe aspettati. La produzione di Bias e Charlie Charles si rivela minimale e nient’affatto orientata ad esaltare la carica energica di due indiscussi fuoriclasse su questo terreno musicale. Anche Sfera Ebbasta si propone in una veste intima, sussurrata e, a tratti, anche poco incisiva. Il risultato è quello di una sorta di “ballata-trap” in cui indiscutibilmente il ritornello ha degli elementi che ne facilitano la memorizzazione immediata ma dove manca quell’energia talmente tanto impattante che può essere capace di stendere a terra chiunque. VOTO: 5.5

  • VANIGLIA – Maninni

Nuovo singolo d’impostazione indie-pop per Maninni che, fin dall’apertura, ricorda vocalmente (e non solo) il mondo di Gazzelle. Quando la voce si apre insieme all’inciso assume delle timbriche più chiare, colorate e limpide rispetto a quelle dell’ispiratore (impossibile negarlo) romano. Anche la scrittura nostalgica incasellata in un racconto di un amore calato sulla quotidianità ricorda il riferimento gazzelliano ma vive in Maninni di logiche meno sofferenti e più positive. Un buon pezzo pop che si lascia cantare facilmente anche solo dopo pochi ascolti. VOTO: 6+

  • LA NOTTE (RMX) – Olly e Arisa

Il grandissimo classico della cantante potentina vive una nuova vita con questo RMX che, di fatto, risulta essere più una cover che un vero e proprio remix. Olly si mantiene fedelmente al testo (splendido) di Giuseppe Anastasi non cambiandone nemmeno una virgola fino alla seconda strofa che riscrive completamente a proprio modo. La voce di Arisa viene, invece, utilizzata solo nello sfondo per richiamare alla memoria quel capolavoro scaturito dalla sua interpretazione viscerale. Se l’intermezzo scritto da Olly trasporta il brano nell’attualità contemporaneamente lo snatura e fa storcere il naso a chi da sempre ha apprezzato la capacità autorale di Anastasi nel riuscire a tracciare una narrativa che, pur cruda in alcune espressioni, si rivelava poetica ed impalpabile rendendo il pezzo etereo insieme alla leggiadria della sua interprete. Qui, invece, di etereo non rimane molto e c’è da chiedersi se possa essere un bene dato che è giusto allontanarsi da una versione originale inarrivabile o se, invece, sarebbe stato preferibile un maggior rispetto nell’affrontare questo pezzo. VOTO: 5

  • BALACLAVA – Tony Effe e Capo Plaza

Viene già arricchito di una nuova traccia l’ultimo disco digitale di Tony Effe che si dota di un nome importante come quello di Capo Plaza per consolidare sempre di più la propria posizione. Il problema, però, risulta essere lo stesso del genere trap italiano degli ultimi tempi: stessi temi, stessi nomi, stessi clichè. Ci sono le scarpe all’ultima moda, i bonifici, la ricerca disperata dei soldi, la citazione della “pistola dentro la tasca” ed il disprezzo dei colleghi “rapper chiusi” per i quali “ho preparato la bara”. Niente di nuovo sotto il sole, dunque, per un pezzo che non può superare i criteri minimi per riuscire a suonare come nuovo e d’impatto. Dopo un po’ anche la trap stuferà se non saprà rinnovarsi.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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