Pagelle Nuovi Singoli

Tutti le nostre mini-recensioni dei nuovi singoli in rotazione radiofonica

  • PEZZO DI CUORE – Emma e Alessandra Amoroso

Era un duetto atteso da più di dieci anni ed il fatto che non sia mai arrivato fino a questo momento evidentemente è stato un bene per entrambe le artiste salentine che anche così sono riuscite a costruire ciascuna il proprio percorso. Il fatto che nel 2021 decidano finalmente di concedersi questa collaborazione non sfoderando, però, un pezzo che rincorra la più stretta attualità depone a loro favore: finalmente due artiste pop che non hanno paura di abbracciare la melodia, il racconto del sentimento e lo sfodero di una vocalità che non ha paura di affrontare quei crescendo che da qualche tempo paiono essere stati banditi. Parte Emma per una strofa ed un ritornello poi lo stesso fa Alessandra prima di riunirsi nel finale: se la mora tira fuori tutta la sua profondità timbrica dimostrando di aver imparato a dosarsi e a sottolineare interpretativamente i versi che canta, la bionda non esita a sfoderare la sua energia e quel graffio che da corpo ad una voce che torna ad abbracciare una dinamica non forzatamente trattenuta. Una bella ballata che rende giustizia ad entrambe e che fa tirare un sospiro di sollievo a chi temeva si lanciassero in un reggae invernale giusto per seguire le mode. VOTO: 8

  • NO SATISFACTION – Ermal Meta

Il mago delle ballate strappalacrime archivia, almeno per l’occasione, il suo lato più tradizionale e conservatore per far sfoggio di un suono rivoluzionato ed una dimensione musicale completamente rivista. La struttura della forma-canzone è quella di un piglio funky da coniugare con un’ambientazione elettronica e anni ’80 su cui si possano collocare diversi riferimenti da oltremanica che, con evidenza, appartengono ad Ermal. Un cambio di rotta è legittimo se si considera che già tanto era stato mostrato attorno all’universo ballad a cui ci aveva abituato prima come autore e poi come cantante ma ora occorrerà vedere se questa chiave sarà la nuova regola di base o un singolo episodio prima di un rassicurante ritorno all’emotività pop per la prossima avventura sanremese. Nel frattempo si salta su di un ritornello energico e perfettamente adattabile all’ambiente live. VOTO: 7-

  • INSONNE – Filo Vals

Lui è un altro di quei tanti (troppi?) cantautori indie che affollano il sottobosco mainstream di oggi. Lo si intuisce fin dall’apertura di una canzone che vorrebbe suonare come una ballata d’amore tradizionale ma che, poi, deve obbligatoriamente guardare altrove vista la timbrica che si trova a supportare. Un suono graffiato e irregolare della voce rende il tutto più ruvido e diseducato ma anche più viscerale e reale nelle sue declinazioni narrative. La canzone è ben scritta, il testo ha in sè degli elementi interessanti e l’interpretazione sentita rende il tutto credibile ed estremamente vero. Certo, forse, un arrangiamento più possente e orchestrale avrebbe dato una centralità meno spiccata alla voce e reso tutto più armonico ma l’episodio, già così, è assolutamente degno di nota. VOTO: 6.5

  • COMM’A LL’ARIA – Giulia Molino

Ha affrontato Amici di Maria de Filippi in una chiave tradizionalmente pop appena sei mesi fa, poi ha tentato una svolta rap ricercando una contemporaneità sonora più attuale ed ora torna con una canzone che non è nè carne nè pesce. Le strofe richiamando il mood della sua ‘Nietzsche’ adottando un parlato che, però, è fin troppo disteso per finire nel contenitore del rap nostrano. L’inciso, invece, si apre in un canto più rassicurante e melodico in cui il richiamo partenopeo di un verso non giustifica l’impressione che il titolo vuole con evidenza dare rispetto ad un’aderenza alla nuova scena urban napoletana che si identifica con Geolier e soci. Il brano in sè ha delle cose interessanti ma i due momenti sono troppo distinti per risultare credibili insieme e a Giulia occorre la forza di scegliere da che parte stare. Almeno per un po’. VOTO: 5

  • FOREVER – Leo Pari

E’ il classico brano in chiave electropop che gioca su di un arrangiamento condito di sintetizzatori e tastiere ed una vocalità ruvida e sabbiosa che vi si appoggia sopra giocando su di una resa “maleducata” della timbrica. Il buon Tommaso Paradiso, che questa scuola l’ha resa indiscutibilmente popolare, non faticherà a riconoscersi in questo pezzo. Leo, dalla sua, aggiunge poco di suo che lo possa identificare e rappresentare in modo univoco se non si considera la scrittura onesta ed efficace che porta a conclusione una canzone che, nella sua sostanza, funziona e si rivela efficace. Anche se molto poco originale. VOTO: 6

  • IL MIO AMICO – Madame e Fabri Fibra

Tutto anni ’80 questo sound che unisce Madame ad un altro pezzo da 90 che la sua giovane carriera ha la fortuna di intercettare. Fibra si limita ad una strofa sempre ispirata e concreta mentre, invece, strofe ed incisi spettano alla voce di Madame che sfrutta sempre abilmente l’autotune e l’effettistica per mettere in risalto delle sfumature timbriche di cui evidentemente dispone. Il brano funziona e la produzione di Dario ‘DRD’ Faini (la stessa che curerà anche la sua prossima comparsa sanremese) lo aiuta a spiccare il volo e a farlo rivelare come una potenziale hit radiofonica che, però, ha in sè la capacità di rileggere gli anni ’80 in una salsa diversa rispetto all’abusatissimo sound degli ultimi tempi. VOTO: 6/7

  • CANTALOUPE ISLAND – Mario Biondi

Mario ha una voce che lo rende riconoscibile dopo una sola nota e che, sostanzialmente, gli permette di cantare qualunque cosa voglia il problema, però, sta diventando sempre più evidentemente la scelta del repertorio. Anche per questa nuova occasione, che anticipa la pubblicazione di un prossimo album, il vocalist siciliano si affida un brano che è infinitamente più debole del suo valore di interprete e che, oltre alla resa sonora nel suo complesso, poco aggiunge ad un percorso artistico che ha già ampiamente dimostrato il proprio valore ma che ora ha nuovamente bisogno di trovare qualche canzone giusta per farsi ricordare anche al di fuori di un’ambiente di nicchia. Ne ha le possibilità. VOTO: 5-

  • NON C’E’ PIU’ MUSICA – Mr.Rain e Birdy

E’ il singolo che anticipa la pubblicazione di un album particolarmente atteso come quello di Mr.Rain che, dopo aver dimostrato una maturazione autorale di tutto rilievo, ha ora bisogno di consolidare e confermare quanto di buono ha mostrato da ‘Fiori di Chernobyl’ in poi. La collaborazione importante con la giovanissima cantautrice britannica rende il pezzo angelico e perfettamente cucito sulle timbriche di una voce da sirena che ne regge gran parte del peso. Il ritornello cantato da Birdy si adagia su di una melodia particolarmente distesa e che non spinge nè a livello di dinamica nè di arrangiamento per raggiungere quell’esplosione che, invece, sarebbe stato lecito ed interessante ascoltare. Mr.Rain si dimostra, nel suo, sempre ispiratissimo e capace di una profondità sia autoriale che interpretativa che rende onore alla migliore nostalgia in musica. Funziona dopo qualche ascolto e cattura per quella sua dimensione eterea anche se un pizzico di pepe in più avrebbe, comunque, giovato. VOTO: 7

  • L’URLO DI MUNCH – Tecla

Un cambio di rotta nettissimo per la giovanissima vocalist che abbiamo conosciuto lo scorso febbraio al Festival di Sanremo in un sorprendente secondo posto tra le Nuove Proposte. La ragazza mette in mostra una maturazione sonora e d’immagine di indiscusso valore ed arriva ad interpretare un pezzo che guarda con efficacia alla contemporaneità rintracciando un sound ricercato e che guarda con coraggio ad un uso dell’elettronica non così abituale. Lei canta sempre benissimo, la sua timbrica delicata la proietta in interessanti raffronti con il pop contemporaneo di oggi a livello internazionale e la canzone le permette di confrontarsi con più risolutezza con l’oggi. Sarà interessante capire le prossime evoluzioni. VOTO: 6/7

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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