Pagelle nuovi singoli: Francesca Michielin minimalmente pop, Cremonini articolato

Tutte le nostre recensioni dei nuovi singoli

  • NON SONO PIU’ LO STESSO – Alberto Urso

Sceglie nuovamente la firma di Kekko Silvestre dei Modà per proseguire il percorso radiofonico del suo ultimo album d’inediti il giovane Alberto Urso che, anche in questo caso, si trova a confrontarsi con una ballata pop-rock dedicato all’amore e all’introspezione verso la propria persona. Si parte facendo leva sulla melodia e sull’intimità di una voce che sussurra riflessioni su se stesso scoprendo, poi, che “non son poi così diverso”. Nella seconda metà del brano l’arrangiamento esplode all’improvviso e vira verso un’atmosfera decisamente più rock che appartiene molto più profondamente al mondo compositivo del suo autore che del suo interprete che tenta di sporcarsi la voce e di svettare ugualmente rispetto ad un mondo sonoro che non è propriamente il suo ma che deve cercare dei compromessi per essere almeno un po’ commercialmente valido. VOTO: 6+

  • CI SIAMO CAPITI MALE – Biagio Antonacci

Biagio torna e, di per sè, si assume un rischio visto che il suo ultimo progetto era risultato poco convincente sia per i suoi fan storici che per il mercato (discografico e radiofonico insieme). La scelta è quella di adagiarsi musicalmente e vocalmente su di un terreno più sicuro e decisamente meno impegnativo ed impervio. I suoni sono sempre ricchi e densi di richiami e rimandi ma la voce, che a tratti si rompe e dona nuova sfumature, sceglie di adagiarsi su di una melodia vocale mai azzardata o esasperata. Il brano cresce con calma facendo leva su di un inciso che risuona facilmente in testa pur trovando una rapidissima conclusione. Un ritorno dignitoso. VOTO: 6.5

  • AL TELEFONO – Cesare Cremonini

Cesare è un cantautore impegnativo, uno di quelli che ti costringono a capirlo davvero per riuscire ad apprezzare lui ed il suo linguaggio musicale che sta diventando, via via, sempre più criptico e inespugnabile. In questo caso parte lento e trattenuto per raccontare la dipendenza di oggi ai dettami della tecnologia e dei nuovi linguaggi di comunicazione che condizionano, inevitabilmente, anche le singole relazioni sociali. Il brano passa, poi, dall’elettronica alla ritmica all’orchestrazione conclusiva complicando ancor di più l’immediatezza di un pezzo che avrà bisogno di diversi ascolti per convincere davvero. VOTO: 6/7

  • CHEYENNE – Francesca Michielin

Indiscutibilmente Francesca Michielin è una delle nuove protagoniste del pop italiano che maggiormente hanno inteso il compito e la responsabilità dell’essere davvero “artista” e lo dimostra proponendosi anche questa volta in una veste rivisitata e frutto di una qualche ricerca. La scelta, questa volta, è quella di depurarsi, di trovare l’essenzialità delle cose a partire dall’arrangiamento che, diciamocelo, non sfrutta poi troppo la “grandezza” delle potenzialità di Charlie Charles e delle sue realizzazioni sempre molto piene e ricche. Non sfrutta nemmeno la scrittura di Mahmood che, pur realizzando un bel brano, non trova nella voce della Michielin quell’arma necessaria per impressionare con quei virtuosismi e quell’eccessività che consistono nelle carte vincenti della propria proposta musicale. Ridurre spesso è un pregio ma, in questo caso, è un po’ anche una colpa che smorza, di troppo, l’effetto che ci si poteva (legittimamente) aspettare. VOTO: 7

  • FOSSI DIO – Marco Rotelli

Il ragazzo è cresciuto e lo dimostra con questo gran bel brano che riporta il giovane Marco Rotelli a confrontarsi con una bella ballata pop tradizionale dopo qualche sperimentazione al di fuori delle proprie zone di confort. Ne esce un brano che parla della bellezza di essere italiani nel senso musicale del termine. C’è l’orchestrazione, ci sono gli archi intensi, c’è una leggera ritmica che porta il tutto nel pop-rock di sempre, c’è una bella voce che viaggia con efficacia tra gli alti ed i bassi dimostrandosi anche cresciuta nell’intensità e nell’espressività. Un bel brano che permette a Marco di trovare nuovamente i propri fasti di proposta artistica e di far assaporare le più diverse sfumature della propria essenza musicale. VOTO: 7.5

  • CLORO – Mietta

Attenzione a Mietta che azzecca il brano giusto anche in questa occasione dimostrando di non essere mai stata più in forma di questo momento. La ricetta è quella sperimentata già in occasione dell’ultima estate affidando alla propria voce un’atmosfera più spensierata e leggera rispetto ai grandi classici impegnativi e tecnici della canzone italiana che finora aveva fatto propria. Qui c’è l’electro-pop che fa gran parte del gioco sostenendo le diverse linee vocali dell’arrangiamento complessivo del brano che suona accessibile anche al mondo radio. VOTO: 7.5

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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