Pagelle Nuovi Singoli

Tutte le nostre mini-recensioni dei nuovi singoli in rotazione radiofonica

  • IL REGALO PERFETTO – Galeffi

Galeffi torna sulle scene con questo nuovo lavoro che ha precisamente lo scopo di andare ad inserirsi sul solco di uno scenario tipicamente indie-pop guardando, per certi versi, molto attentamente all’ultima produzione di Cesare Cremonini che la vocalità e la scrittura richiamano in diversi punti e sfumature. Il brano si presenta dotato di un buon elemento di orecchiabilità, di una voce tipicamente grezza ed “indie” e di un arrangiamento che furbamente fa propri tutti gli elementi necessari per rispondere all’attualità ma guardare anche al periodo natalizio che tra le righe viene richiamato anche dallo stesso testo. Le carte per inserirsi nella postazione a cui si ambisce ci sono tutte. VOTO: 6-

  • 25 ORE – Guè Pequeno e Ernia

Guè si dota della collaborazione del fenomeno del momento per rivisitare una delle tracce del suo ultimo album d’inediti. Il linguaggio rimane ovviamente fedele al rap da cui sia Guè che Ernia provengono e si dota di quella rivisitazione sonora che Shablo si concede di rielaborare in un remix comunque sufficientemente rispettoso dei suoni. L’intervento di Ernia smorza la durezza del cantato portando in scena quella implicita melodia che la sua voce dispone nelle proprie sfumature e sfaccettature. Il brano si fa ricordare e canticchiare con leggerezza pur senza risultare eccessivamente memorabile. VOTO: 6=

  • DELIA – Legno

Il loro nuovo album viene accompagnato con questo nuovo estratto radiofonico che suona assolutamente credibile e ben costruito pensando alle due voci del nuovo fenomeno della scena indipendente. I suoni si rivelano essenziali ma, soprattutto, rispettosi di quell’essenzialità che la canzone vuole ricercare ed adottare per raccontare di una sofferenza d’amore talmente intensa da non permettere di guardare al domani o ad altre distrazioni. Funziona la bella crescita che porta al ritornello che si fa ricordare con piacere rispondendo allo schema del nuovo pop melodico che guarda all’amore sofferto prendendo in prestito i gesti della più comune quotidianità. VOTO: 8

  • SIAMO UGUALI – Massimo Ranieri e Gino Vannelli

In questa nuova collaborazione il grande showman partenopeo si concede una collaborazione internazionale prestigiosa con cui realizzare questa reinterpretazione che porta anche lo stesso ospite a confrontarsi con l’italiano. Il brano è ovviamente rispondente a quell’idea di musica che da decenni risponde all’idea di melodia all’italiana con un’ampia apertura orchestrale ed una vocalità abbastanza spessa da riuscire a sorreggere il peso dell’intera canzone. Il risultato è assolutamente lodevole per i propri presupposti di partenza e dal vivo potrebbe rendere ancor più l’idea di potenza ed alchimia tra i due. In radio lo spazio sarà pressoché nullo perché oggi (purtroppo) si è smesso di guardare anche alla bella musica in quei contesti. VOTO: 7+

  • C’E’ – Renato Zero

Renato presenta così al pubblico l’ultimo dei tre capitoli discografici che ha proposto al pubblico nel corso di questi ultimi tre mesi. Lo fa con il brano che, probabilmente, rappresenta l’episodio più etereo e “misterioso e profondo” tra quelli fin qui pubblicati in rotazione radiofonica. Il tema è quello di un amore salvifico che si rivela capace di prenderci per mano ed accompagnarci verso un nuovo giorno in cui “il sole ritorna” e ci regala una nuova luce da guardare con fiducia e speranza. La poetica di Zero rimane anche qui intatta e ben riconoscibile come proprio anche il suo cantato (mai, sopra le righe in questo caso) ed il suo abituale modo di comporre ed interpretare. L’ennesimo brano alla Renato e per questo facilmente apprezzabile da chi, ancora una volta, vorrà dargli fiducia. VOTO: 7.5

  • L’ARIA DEL NATALE – Valerio Scanu

Produrre un’inedito natalizio all’altezza di un repertorio tradizionale consolidato ed affermato è impresa ardua e difficile da far passare come credibile e riuscita. Valerio ci prova attingendo ad una passione autentica per il periodo natalizio e per le sue atmosfere. Il risultato vince la sfida e si presenta assolutamente in grado di rispondere adeguatamente all’idea di partenza coniugando, oltretutto, la tematica del Natale da vivere in armonia con un linguaggio pop assolutamente spendibile e credibile. Immancabile, ovviamente, anche il coro delle voci bianche che sorreggono l’ultimo special e ne confermano l’ambizione di inserirsi nella tradizione del tempo. Sfida vinta. VOTO: 7

  • SEPTEMBER – Zucchero e Sting

Tornano ad incrociarsi le due esperienze artistiche di due colossi della musica mondiale che, in questa circostanza, fanno dell’apertura blues di questo brano arioso il proprio punto di forza. Zucchero continua a vantare una vocalità importante e riconoscibile che è sempre un piacere sentire su dei brani che si propongono una crescita continua ed emozionale. Sting, invece, mette in campo uno spessore più sottile e soffiato nella sua emissione che si rivela più adatta all’atmosfera che al ruolo di primario del pezzo che, indiscutibilmente, spetta piuttosto al bluesman romagnolo che riesce anche a riportare l’ex Police al cantare in italiano. L’atmosfera del brano è comunque quell’unico valore credibile di un brano che non resterà nella storia ma che si farà notare dagli amanti. VOTO: 6+

Acquista qui i brani |

The following two tabs change content below.

Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.