Pagelle Nuovi Singoli

Tutte le nostre mini-recensioni dei nuovi singoli in rotazione radiofonica

  • POPOLARI – Blind

Nel giorno post-partenza della nuova stagione di X-Factor ecco che il vincitore morale della passata annata torna a proporsi per riuscire a ritrovare quel successo discografico che al di fuori del circuito televisivo non è più riuscito a ripetere. Rimane spiccata la componente rap che ha già caratterizzato le ultime uscite abbandonando quella cifra più accessibile, mainstream e pop che aveva proposto per la sua ‘Cuore nero’. Il problema vero di questo pezzo, però, è la mancanza di un inciso facilmente riconoscibile all’interno di una forma-canzone che procede linearmente dall’inizio alla fine senza troppe variazioni dinamiche. VOTO: 5

  • LA NAVE SUL MONTE – Extraliscio

Parte lenta poi evolve velocemente verso la tradizionale forma della canzone da balera con la ritmica accesa, un cantato cadenzato e melodico, un ricorso a controcanti e cori ed un testo che non ha paura di raccontare una quotidianità umile e reale. Difficile immaginare una vita fuori dalla dimensione live per un genere simile e per una canzone che, di fatto, ne sposa tutti i criteri. VOTO: 4

  • IL CAMBIAMENTO – Giovanni Caccamo

Con un’introduzione recitata da Patti Smith e Jesse Paris Smith, Giovanni Caccamo apre questo suo nuovo singolo che accompagna, nello stesso giorno, anche la pubblicazione del suo atteso nuovo disco. C’è anche lo zampino di Amara nella scrittura del pezzo (e non si fa difficoltà a riconoscerne il marchio in alcuni passaggi ben precisi). Giovanni, dal canto suo, riscopre l’utilizzo di un’elettronica fine e minimale che monopolizza tutto il suono ma anche il sentore stesso del brano. Indubbiamente il brano propone un Caccamo più adulto musicalmente rispetto a come lo avevamo lasciato, più complesso e ricercato sonoramente ma anche, e soprattutto, concettualmente. Un passo in avanti verso un cantautorato più sopraffino. VOTO: 6.5

  • FUORI E’ NOTTE – Il Tre

Sulla base di una chitarra acustica Il Tre s’inserisce con le sue barre più cantate che mai creando un effetto interessante da ascoltare. L’apertura dell’inciso farebbe pensare che anche la componente musicale avrebbe potuto sottolineare questo momento ma, in realtà, l’introduzione di una leggerissima componente d’archi risulta sufficiente a reggere il pezzo. L’introduzione della ritmica arriva solo nella seconda strofa non facendo, però, svoltare o snaturare la canzone ma dando l’idea di completezza ad una canzone che inevitabilmente necessitava di un suono più pieno per dirsi completamente realizzata. Bravo, però, Il Tre a riempire la canzone anche quando questa è stata sprovvista di un arrangiamento pieno. VOTO: 6.5

  • POVERO CUORE – Mobrici e Brunori Sas

Due cantautori che, ciascuno dal lato proprio, hanno avuto la forza (ed il coraggio) di prendere la tradizione cantautorale italiana e riscriverla a proprio modo rispettando anche le logiche della canzone leggera contemporanea. Sentirli cantare insieme in un unico pezzo è sicuramente interessante ed occasione importante. Indubbiamente dalla sua Brunori Sas ha una pasta vocale più incisiva e riconoscibile ma anche Mobrici ben si integra all’interno del pezzo. In alcuni passaggi testuali e melodici non si fatica a riconoscere la mano dell’autore calabrese che interviene nel brano molto più di quanto possa sembrare. Peccato venga chiusa così in fretta. VOTO: 6.5

  • COMINCIA LO SHOW – Modà

Ad ogni nuova uscita dei Modà ci si ritrova, da qualche anno a questa parte, a pensare di aver già sentito qualcosa di molto simile a quello che si va ad ascoltare, in realtà, per la prima volta. Anche questa volta la sensazione si ripete e, come spesso succede, i “plagiati” sono proprio gli stessi Modà. Francesco Silvestre ha indubbiamente segnato un periodo della musica pop italiana con la propria scrittura ed il proprio modo d’interpretare ma non è riuscito a sviluppare una qualsiasi evoluzione che rinnovasse l’attenzione del pubblico nei suoi confronti. Stavolta la dedica è ai cosiddetti “cecchini da TV” sempre pronti a giudicare e a colpire. Il tema è sicuramente attuale e fuori dalla logica amorosa più tipica dei Modà ma la resa così “egoriferita” non nobilita la scelta. La necessità vera, però, rimane quella di trovare una chiave interpretativa nuova, una scrittura rivitalizzata ed un suono più ai passi con i tempi che non per forza significa scopiazzare le altre proposte. VOTO: 5

  • LA MIA CYCLETTE – Nicolas Bonazzi

Il cantautore bolognese rimane attento ad una produzione leggera, strumentalmente contemporanea e alla ricerca di una leggerezza apparente ma non sempre reale. Due protagonisti si confrontano tra le note ricostruendo la propria relazione a due tra chi fugge, chi non si arrende al pensiero costante di ciò che si era e chi ancora continua a desiderare di acciuffare quel senso delle cose che non sempre appare chiaro. La scrittura di Nicolas è sempre interessante, la sua voce riconoscibile e delicata e questa sua voglia di confrontarsi musicalmente con l’oggi lodevole. VOTO: 6/7

  • PASTELLO BIANCO – Pinguini Tattici Nucleari

Continua con grande fortuna la saga dei Pinguini Tattici Nucleari che, di fatto, stanno continuando a beneficiare della luce (e delle canzoni) di Sanremo 2020. Questa volta la band bergamasca di Riccardo Zanotti si prestano ad un brano che adotta la tipica dimensione della forma-canzone più classica e tradizionale. La ballata pop di forma italica sfrutta alcuni degli elementi più tipici degli ’80 nostrani ma si dota anche delle aperture più recenti. La voce di Zanotti, dalla sua, non abbandona la propria cifra identitaria dimostrandosi forse anche imperfetta ma non per questo meno efficace. Un pezzo che testimonia che leggerezza e profondità possono coesistere in uno stesso artista. VOTO: 7

  • MAGARI NO – Tommaso Paradiso

Cambia pelle Tommaso Paradiso che, per anticipare un album più volte rimandato e rimaneggiato, ha scelto un brano con diverse novità. La prima riguarda la collaborazione autorale con Federica Abbate e Francesco ‘Katoo’ Catitti e Federico Nardelli per la produzione. Nomi che sostituiscono quello di Dario Faini che, fino a qui, aveva accompagnato l’ex Thegiornalisti. La seconda, e più importante, novità riguarda, invece, proprio la forma-canzone che torna a recuperare un mood più vicino a quello della prima ora dei Thegiornalisti con una nostalgia spiccata, un linguaggio meno forzatamente strano ma un po’ più limitato all’interiorità ed una produzione ampia che non fatica a riempire l’atmosfera con efficacia. Paradiso ha tirato fuori una nuova bella canzone dopo qualche periodo di troppo di latitanza. VOTO: 7.5

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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