Affrontiamo un tema collegandoci ad una canzone

In molte canzoni si cerca di esprimere al massimo tutta la bellezza dell’amore e si descrivono tutti i caratteri che rendono questo sentimento assoluto. Con assoluto intendo dire senza limiti o vincoli di alcun tipo.

Si sente cantare di amori infiniti a cui il linguaggio di parole ed immagini può soltanto tendere ma mai arrivare per davvero, perché se parliamo di qualcosa di infinito è difficile racchiuderne il significato all’interno di frasi o fotografie. Il ragionamento è molto semplice e lineare. Ciò che è infinito non può essere racchiuso in contenitori concettuali o non può comprendersi in pieno nella riproposizione di immagini concrete. Se un sentimento è indefinito allora la sua essenza più profonda potremmo coglierla quando ne facciamo esperienza.

Potremmo anche raccontarla nel tentativo di renderla più tangibile e concreta ma in quel preciso momento ci accorgeremmo che per ogni parola e per ogni immagine ce ne vorrebbe una più adatta. Al contrario molti artisti cantano la fine dei sentimenti attraverso il racconto concreto del dolore che nel manifestarsi in vari modi testimonia ciò che si sta provando. Qui nel primo piano non c’è il sentimento ma la persona che soffre per la sua assenza ed è chiaro che si possono usare tantissime frasi o evocare altrettante fotografie mentali per rendere il concetto di sofferenza facilmente fruibile.

Ma se pensiamo alla nostra vita e alle nostre esperienze cosa notiamo? Che probabilmente per amore abbiamo gioito e abbiamo sofferto, lo abbiamo descritto nei dettagli più impercettibili e siamo rimasti senza parole, lo abbiamo raccontato ma mai del tutto, lo abbiamo percepito in tutta la sua concretezza e come qualcosa di infinito, più grande di noi.

Serviva quindi una canzone che raccontasse un po’ questa situazione. Serviva un testo che mischiasse l’ideale con il concreto, quello che ci aspetta con quello che poi nella realtà è. Serviva un testo che mettesse al centro un’esperienza consapevole per porla al servizio di un sentimento che viene quindi descritto anche nelle sue contraddizioni. Serviva una canzone che contenesse tutto e Per quel che ne so di Tormento Feat Tiromancino riesce in questo difficile compito. Il brano in questione infatti propone l’idea di un amore che non segua schemi o regole precise. Si presentano aspetti positivi ma anche angoli di sofferenza.

Emerge il concetto di trovarsi a contatto con qualcosa di grandissimo di cui abbiamo estremamente bisogno ma allo stesso tempo non mancano di sottolineatura alcune ombre e aspetti contraddittori “L’amore per quel che ne so ti sembra che hai imparato e poi sbagli da capo, mescola i contro coi pro, offre una soluzione ma complica le cose un po’”/ “L’amore per quel che ne so se strappa poi ricuce, se parli poi traduce, l’amore per quel che ne so abbatte le fortezze, confonde le certezze che ho”.

Quante volte infatti ci capita di rimanere delusi da un percorso sentimentale che pensavamo fosse giusto ma in realtà è senza meta? Quante volte ci capita di non saper come comportarci e cerchiamo consigli come se esistesse un manuale di istruzioni? Il rischio è di precipitare nell’incertezza come evidenziato nel frammento proposto.

Un altro aspetto da considerare è racchiuso nel ritornello: “Non ha un prezzo e non lo puoi pagare, se non ti sceglie devi rinunciare, puoi fare finta che non faccia male”. Riferito all’amore il tema di fondo risulta quello di dover anche rinunciare nel momento in cui non ti scelga. Emerge con chiarezza che l’equilibrio sentimentale non dipenda solo da noi ma anche dagli altri e che si debbano rispettare le scelte altrui anche se ci feriscono. La sofferenza svanirà col tempo ed anche questa è una verità.

Vero è che certe ferite non si rimarginano mai del tutto ma altrettanto vero è che il tempo allevia certi tormenti “Ma lo sai bene che ci vuole tempo per porre fine a questo tormento”. La canzone “Per quel che ne so” come vedete racconta la realtà, nei suoi aspetti positivi ma anche in quelli più delicati.

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Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

By Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

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