Affrontiamo un tema collegandoci ad una canzone

Coriandoli trascinati un po’ qui e un po’ là dal vento, confusi per le strade tra prati e asfalto, diversi a noi stessi ma identici agli occhi degli altri. Colori e forme differenti, per carità, ma il destino rimane lo stesso, abbandonati a terra durante le feste di gente che non si conosce tra sorrisi sorpresi di chi non si sposta e a cui puntualmente si finisce tra i capelli prima di toccare il suolo. Non lo so, la nostra vita ha qualcosa in comune a quella di un coriandolo oppure no? Siamo anche noi vittime di venti che ci trascinano un po’ dove vogliono? E infine, le nostre peculiarità che ci distinguono e rendono unici agli occhi degli altri hanno un impatto reale sul mondo o al contrario siamo soltanto persone che fanno cose e vivono vite?

La musica è sempre motivo di riflessione e riflettere non fa mai male. Alle domande è ovvio non ci sia una sola risposta universalmente valida ma allo stesso tempo anche tanti spunti differenti possono aiutarci ad essere un pochino più consapevoli. La canzone La vita breve dei coriandoli di Michele Bravi offre tanti motivi per ricercare un senso in quello che siamo e facciamo.

Da un lato possiamo affermare di non essere come i coriandoli perché la vita dell’essere umano è caratterizzata da un elemento fondamentale che la distingue da tutto il resto: La libertà. Il coriandolo lanciato in aria non ha scelto di volare e soprattutto non ha la forza di resistere al vento e di decidere se percorrere una direzione diversa. La sua vita è essere preda degli eventi, tutti più grandi, tutti più forti. La nostra vita non è proprio così. Eppure è giusto sottolineare che a qualcuno l’idea di essere semplicemente un coriandolo come milioni di altri, spinto da forze esterne, tranquillizza. Toglie pressione, responsabilità, fissazioni eccessive. In fin dei conti la realtà dimostra che sono pochissime le situazioni sotto il nostro completo controllo anche se ci auto convinciamo di essere dei giganti. Coriandoli che pensano di essere giganti o giganti che pensano di essere dei coriandoli? Forse nessuna delle due, non lo so, resta in tutti i casi un parallelismo da considerare.

Se per qualcuno l’idea di essere una piccolissima unità di un universo che ci guida è motivo di serenità credo sia giusto non disturbare questo benessere. Dall’altro lato sono invece in tanti a porre al centro del discorso l’individuo che invece modella la realtà costruendola. Il coriandolo non è libero, noi sì. La libertà di fare è la base per progetti, cambiamenti, progressi. Significa poter andare dove non soffia il vento, correre controvento e soprattutto decidere. Tutto questo ovviamente in linea generale perché poi se entriamo nei dettagli ci dobbiamo domandare se siamo liberi per davvero, o se qualcuno in realtà ci impone dei vincoli, e in caso sapere di che tipo di vincoli si tratta fino a considerare persino l’ipotesi di ingabbiarci da soli. Libertà non significa fare tutto senza limiti o criteri perché ogni libertà individuale trova un freno naturale nella libertà altrui.

Per non parlare poi del senso di fragilità che accompagna tutta la canzone e che sembra suggerire un atteggiamento di inferiorità nei confronti di una vita che alle volte si mostra molto più grande, molto più forte, molto più generosa o molto più cattiva di noi. Da questa disamina pare emergere che tutto è sempre molto più grande di noi che allora non siamo così diversi dai coriandoli. Unendo i due concetti mi pare possiamo ipotizzare di vivere in una costante libertà fragile, mai sicura, mai protetta, mai certa. Del resto tutto cambia di continuo, Michele lo sottolinea, passa e poi ritorna.

La vita è per davvero un cerchio che alla fine si chiude? Perché se la ruota gira significa che amore e dolore ritornano insieme alle immagini a cui associamo i due stati dell’anima. E allora la fantasia serve per scappare dal dolore e sentire più stretti i momenti belli aspettando di riviverli. Un po’ come se con l’immaginazione si possano preservare, tenere da conto in qualche modo, un po’ come quando cerchiamo di valorizzare e proteggere quei sorrisi di chi ci circonda volendoci bene, attribuendo importanza ad un gesto destinato a spegnersi come tutto. Perché con la fantasia noi spesso cerchiamo di immaginare l’amore per anticiparlo e tenerlo il più a lungo possibile con noi. È l’unico motivo che ti può sollevare quando ti senti perso come un coriandolo.

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Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

Di Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

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