Simona Molinari

Recensione di “Petali“, l’album finalista alle “Targhe Tenco” con cui la cantautrice aquilana è tornata sulle scene a sette anni dal precedente

Ben sette anni trascorsi dal precedente lavoro. Un lungo periodo di silenzio in cui, nel frattempo, Simona Molinari è diventata madre, è cambiata, è cresciuta. Oggi è un’artista rinata con un nuovo team di lavoro e nuove scelte interpretative. E questa risolutezza emerge tutta in “Petali” (qui la nostra intervista in occasione dell’uscita), il nuovo album della cantautrice aquilana pubblicato lo scorso aprile su etichetta BMG. Un progetto subito nominato tra i finalisti delle Targhe Tenco 2022, nella categoria “Interprete di canzoni”.

Quella che emerge da questo disco è una donna che conosce l’alternarsi di buio e luce. La vita è come un film che cambia spesso genere, dove “un giorno si è a terra ed un altro fai a pugni sul ring“, e bisogna riuscire a riempire anche quei momenti di vuoto che spezzano quelli di serenità non cedendo all’apatia. Non dimenticandosi di “brillare quando la notte tornerà a bussare“.

Un’accettazione della nostra precarietà che spicca già in quei “Petali” del titolo, un parallelo tra il nostro ciclo della vita e quello dei fiori: moriamo mille volte e mille volte rinasciamo, proprio come loro. La Simona di oggi sta vivendo la sua fase di rinascita. Ha sentito “l’invisibile richiamo della pace” e sa descriversi come il frutto anche delle esperienze mancate e non solo di quelle vissute. La missione ora è scrivere il suo “libro nuovo” e il suo racconto è talmente trasparente da invitarci a fare “casa” dentro di lei “ora che il vento più non c’è“.

Le canzoni |

È un album dove al centro c’è quindi la parola. Simona si presenta senza sovrastrutture, gioca in sottrazione e si mette al servizio delle storie. Ciò spiega la scelta di sonorità volutamente scarne e minimaliste come quelle della profondamente descrittiva “Davanti al mare“, scelta come singolo di lancio, o della bossa-nova di “Tempo da consumare“, “La chiave dentro lo specchio” e “Un libro nuovo“. Proprio in quest’ultima c’è spazio per una lucida analisi sui tempi odierni scanditi dalla velocità in cui “ci ritroviamo un po’ più soli in questa vita digitale“. La title-track “Petali” – una struggente storia d’addio (“Cosa resterà di quei sorrisi se non posso più cercarti?“) – è l’unico momento in cui non si rinuncia alla potenza vocale sfoderando un crescendo emotivo che sarebbe stato perfetto per il palco di Sanremo.

Una Simona che appare così diversa e più intima rispetto al passato, senza comunque dimenticare la leggerezza degli esordi. Ne sono dimostrazione l’incedere incalzante de “Il solito viavai” e l’ultimo estratto “Come un film“, l’unico brano che guarda allo swing che l’ha resa celebre. “La tua ironia” strizza invece l’occhio alla Mina degli anni ’60 e s’incolla in testa dopo un solo ascolto, mentre “Lei balla sola” racconta la storia di una clochard viaggiatrice sulle tinte di una samba leggera.

Simona Molinari Petali

Il giudizio complessivo |

Petali” è quindi un disco che riconcilia con valori purtroppo perduti: a un mondo sfrontato, insolente, spesso eccessivo, Simona Molinari risponde con la delicatezza e la gentilezza. Si dimostra così artista che non ha bisogno di urlare o di sgomitare per farti arrivare il suo messaggio. Entra in punta di piedi e ha il dono oggi raro di riuscire a scoperchiarti l’anima con il garbo e la discrezione. Un disco che forse non apprezzerete se troppo abituati ai motivetti di facile presa, ma che potrete sfruttare come un’occasione per essere rieducati a quella gentilezza di cui oggi c’è un gran bisogno.

Miglior traccia | Petali

Voto complessivo | 8/10

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Petali | tracklist e stelline

  1. Lei balla da sola ★★★★★★★½☆☆
    [Fabio Ilacqua]
  2. Davanti al mare ★★★★★★★★½☆
    [Cordio, Lorenzo Vizzini]
  3. Il solito viavai ★★★★★★★½☆☆☆
    [Simona Molinari, Lorenzo Vizzini, Massimo Greco]
  4. Tempo da consumare ★★★★★★★★☆☆
    [Fabio Ilacqua]
  5. Un libro nuovo ★★★★★★★★☆☆
    [Simona Molinari, Massimo Greco, Enrico Sant’Angelo]
  6. La chiave dietro lo specchio ★★★★★★★½☆☆
    [Fabio Ilacqua]
  7. Come un film ★★★★★★★½☆☆
    [Lorenzo Vizzini]
  8. La tua ironia ★★★★★★★★☆☆
    [Simona Molinari, Fabio Ilacqua]
  9. Petali ★★★★★★★★★☆
    [Fabio Ilacqua, Giovanni Caccamo, Lorenzo Vizzini]
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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

By Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

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