A tu per tu con il giovane artista romano classe ’98, in uscita con il singolo intitolato “Serie A

Tempo di nuova musica per Lorenzo Polimeni, meglio noto con lo pseudonimo di Poli Ok, al suo ritorno discografico con il singolo “Serie A”, disponibile in rotazione radiofonica e nei digital store a partire dallo scorso 18 giugno. Il brano, prodotto da Naima & Manuel Longo, arriva dopo il successo dei precedenti estratti “Quante lacrime”, “Love me” e “2020 baby”. Conosciamolo meglio.

Ciao Lorenzo, benvenuto. Partiamo da “Serie A”, cosa hai voluto esprimere tra le barre di questo nuovo singolo?

«“Serie A” é il nostro upgrade: volevamo cambiare i soliti schemi e portate una traccia con una wave movimentata, ballabile ma allo stesso tempo significativa (speriamo di esserci riusciti!). Dopo un lungo allenamento è arrivato il momento di lasciare indietro gli altri campionati e di prendere il nostro posto in serie A».

Chi ti ha accompagnato nella realizzazione di questo pezzo? Parlaci della tua squadra

«Io e Manuelyto abbiamo messo giù una bozza della traccia in pochissimo tempo, il giorno stesso Naima ha contribuito alla creazione della strumentale!».

Un brano destinato al mercato estivo, in un’estate che non sarà di certo uguale alle altre. Personalmente come te la immagini?

«Provo ad immaginarla nel migliore dei modi e ad essere positivo ma di sicuro non sarà un’estate uguale alle altre. A prescindere da questo, spero che “Serie A” riporti quel mood estivo un po’ più spensierato di cui abbiamo bisogno».

In un momento così particolare, quali sensazioni e quali stati d’animo ti piacerebbe riuscire a trasmettere attraverso questo brano?

«Mi piacerebbe che i ragazzi prendessero questa canzone come spunto per credere in se stessi. Ognuno di noi ha un sogno diverso e, con il giusto allenamento, con la giusta perseveranza e con tanti sacrifici, si può scalare ogni vetta e raggiungere qualunque obiettivo. Ognuno di noi ha una squadra e ha il sogno di portarla in “Serie A”».

Facendo un breve salto indietro nel tempo, c’è stato un momento preciso in cui hai capito che tu e la musica eravate fatti l’uno per l’altra?

«Ho capito fin da subito che la musica era fatta per me. Da bambino iniziai a suonare la batteria e da lì non ho mai smesso, neanche per un giorno, di ascoltare musica. Il canto, oltre a essere stato una scoperta, è stato ciò che ha completato la mia passione per la musica».

A livello di ascolti, quali artisti e quali generi hanno influenzato e accompagnato il tuo percorso?

«I primi gruppi ad ispirarmi sono stati senz’altro i Nirvana, i Guns N’ Roses e gli AC-DC. Da bambino ascoltavo anche molto rap, soprattutto Mondo Marcio, Bassi Maestro, Marracash e Fabri Fibra».

A cosa si deve la scelta del tuo nome d’arte?

«“Poli” è una parte del mio cognome abbreviato, è il mio soprannome storico. “Ok” rappresenta il mio mood personale, anch’esso cosi da prima che iniziassi a fare musica».

Quanto contano, secondo te, oggi i social network per il lancio di un progetto discografico?

«Per me i social network sono il metodo di diffusione più forte per qualsiasi cosa commerciabile nel mercato di internet. Quello che serve é talento, impegno, perseveranza e, forse, anche un pizzico di fortuna. Quando hai questi quattro elementi i social possono farti metterti in contatto con milioni di utenti in poco tempo».

Al netto dell’attuale incertezza dovuta al momento, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere?

«”Serie A” è solo l’inizio, ho molte tracce registrate che non vedo l’ora di perfezionare e, magari, di farle uscire con un EP».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«La mia musica è ascoltata da grandi e piccoli, mi piace che le mie parole suscitino dei sentimenti e dei pensieri nelle persone di ogni età. Spero di riuscire a mantenere questo livello e, possibilmente, di amplificarlo!».

© foto di Claudio Porcarelli

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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