“Quante parole che non dici” di Arisa: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Quante parole che non dici” di Arisa
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2014 con “Quante parole che non dici” di Arisa.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Quante parole che non dici” di Arisa
“Quante parole che non dici” è una confessione che porta con sé il senso di colpa di chi sta cercando la propria strada, diviso tra teorie, logica e necessità concrete. Arisa traduce questo conflitto attraverso un curioso linguaggio matematico e grammaticale: le frasi diventano «addizioni», l’amore qualcosa da calcolare, mentre le parole si accumulano fino a trasformarsi in un «lago di virgole» dal quale è difficile uscire.
Ed è proprio ciò che non viene detto a diventare il cuore della canzone. Le parole trattenute non scompaiono, ma continuano a crescere dentro fino al momento in cui, con il tempo, «esploderanno tutte nello stesso momento». Non è necessariamente un’esplosione distruttiva: può essere anche una liberazione, il modo attraverso cui ciò che è rimasto inespresso trova finalmente una forma e permette di stare meglio.
Nel finale, infatti, la parola cambia natura: dalla difficoltà di comunicare nascono «fiori dalla tua bocca», insieme a «pezzi di stelle» e a tracce di ciò che sembrava perduto. È un’immagine che completa il percorso di maturazione: ciò che inizialmente appare come errore, confusione o incapacità di spiegarsi può diventare, con il tempo, consapevolezza. “Quante parole che non dici” racconta così la necessità di lasciar sedimentare il passato, fino a trovare il coraggio di dare voce a quelle parole che, proprio perché rimaste a lungo in silenzio, possono finalmente far sentire meglio.
Il testo di “Quante parole che non dici” di Arisa
Le cose cambiano,
Come cambia il colore del mare,
Quando lo osservi per molte ore.
Le facce delle persone,
I posti dove hai cercato le meraviglie che poi hai trovato.
Ma perché vuoi capire l’amore?
Cosa c’è di così complesso da decifrare?
Padre perdonami, se ho fatto tutto male è solo colpa delle teorie.
Io sono pratica, ci provo a galleggiare e a fare i conti di logica.
Perché forse ho bisogno d’amore,
O forse ho soltanto voglia di contare
Quante parole che non dici e vorresti gridare,
Con il tempo vedrai esploderanno tutte nello stesso momento,
Tutte fino a farti sentire meglio.
Le frasi si sommano, diventano delle addizioni,
Dei labirinti di coniugazioni.
Uscirne è difficile,
Tuoi rischiare di naufragare in un lago di virgole.
Ma perché vuoi spiegare l’amore?
Sono solo due numeri prima da calcolare!
Quante parole, quante regole scelte da fare,
Con il tempo vedrai esploderanno tutte nello stesso momento,
Tutte fino a farti sentire meglio.
Nascono i fiori dalla tua bocca,
Pezzi di stelle,
Cose che avevi smarrito nel nulla,
Tracce di te.
Quante parole che non dici e vorresti gridare,
Con il tempo vedrai esploderanno tutte nello stesso momento,
Tutte fino a farti sentire meglio.