“Quante vite avrei voluto” di Enrico Ruggeri: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Quante vite avrei voluto” di Enrico Ruggeri
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2001 con “Quante vite avrei voluto” di Enrico Ruggeri.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Quante vite avrei voluto” di Enrico Ruggeri
“Quante vite avrei voluto” è uno dei brani più intimisti e riflessivi di Enrico Ruggeri, una canzone che si muove sul confine sottile tra rimpianto e consapevolezza, tra desiderio e accettazione. Non c’è rabbia, non c’è recriminazione: c’è piuttosto uno sguardo lucido e disarmante sul tempo che passa e sulle infinite possibilità che ogni vita, per sua natura, è costretta a scartare.
Il testo si apre con una serie di “avrei voluto” che non suonano come lamenti, ma come confessioni sussurrate. Ruggeri immagina una vita domestica, affettiva, quasi borghese: figli, una famiglia numerosa, la quotidianità condivisa. È un desiderio di stabilità che sorprende, perché messo in bocca a un artista che ha fatto dell’irrequietezza e dell’indipendenza una cifra espressiva. La distanza tra ciò che si è scelto e ciò che si è lasciato indietro diventa subito il cuore emotivo del brano.
“Quante vite avrei voluto” è una canzone che non cerca risposte, ma accompagna l’ascoltatore in una riflessione profonda e necessaria. Un brano che parla di limiti, scelte e tempo, con la delicatezza di chi ha imparato che accettare una sola vita non significa rinunciare alla sua grandezza.
Il testo di “Quante vite avrei voluto” di Enrico Ruggeri
Avrei voluto avere tanti figli
E accompagnarli tutti a scuola
E poi vederli crescere
Dentro una grande famiglia sola
Avere il tempo per giocare
E preparare da mangiare
E non dovermi allontanare mai
Avrei voluto avere
Tutte quelle donne che ho desiderato
E ricoprirle di attenzioni
Da lasciarle senza fiato
E organizzare viaggi
E non lasciarle sole neanche un’ora
E non dovermi allontanare mai
Quante vite avrei voluto
Quante vite avrei vissuto quante alternative
Per chi vive in una vita sola
Quante prospettive
Per potersi innamorare ancora di altre vite
Con altre vite
Perchè c’è sempre un’altra vita
Possibile nella vita
Avrei potuto stare un pò più a lungo
Con mia madre e con gli amici
E mettere radici
Ed imparare a lavorare in casa
E poi girare il mondo e vivere il presente
Stare con la gente e non fermarmi mai
Quante vite avrei voluto
Quante vite avrei vissuto quante alternative
Per chi vive in una vita sola
Quante prospettive
Per potersi innamorare ancora di altre vite
Con altre vite
Perchè c’è sempre un’altra vita
Possibile nella vita
Quanti libri non ho letto
Quante storie non ho mai sentito quante cose
Non verranno mai
Quante vite avrei voluto
Quante vite avrei vissuto quante alternative
Per chi vive in una vita sola
Quante prospettive
Per potersi innamorare ancora di altre vite
Con altre vite e’ un’avventura meravigliosa
La mia vita
Però c’è sempre un’altra vita possibile
Nella vita