“Quel sorriso in volto”, il fedele ritorno dei Modà – RECENSIONE

In radio dal 21 giugno il nuovo singolo del gruppo musicale milanese capitanato da Kekko Silvestre

Si intitola Quel sorriso in volto l’inedito che segna il ritorno dei Modà e anticipa il loro settimo album in studio Testa o croce, la cui uscita è prevista per il prossimo 4 ottobre. A quattro anni di distanza dalla pubblicazione dell’ultimo lavoro in studio Passione maledetta, Kekko Silvestre e compagni rompono il proprio silenzio discografico con un brano che incarna al 100% lo stile tipico dalla band, in maniera fedele e conforme al loro percorso. Un brano romantico, ispirato e altamente rappresentativo, forse lontano da quello che viene richiesto oggi, soprattutto nel periodo estivo, ma fortemente apprezzabile, proprio per tutta questa serie di motivi. In un mondo dove tutti propongono cose simili, non vince chi arriva prima, bensì chi fa qualcosa di diverso, possibilmente in linea con il proprio trascorso.

Chi l’ha detto che si debba per forza di cose cercare elementi di novità? La cifra stilistica dei Modà è credibile e piuttosto unica nel panorama musicale italiano, che senso avrebbe snaturarla? Come sempre, il problema sono le aspettative, perché dopo due anni di totale silenzio qualcuno magari auspicava un cambio di rotta, ma a che pro? Evolversi non significa stravolgere completamente la propria identità, andare a tutti i costi a caccia di qualcosa di nuovo, omologandosi a ciò che c’è già in giro.

Se ascoltando Quel sorriso in volto si ha la sensazione che il tempo si sia fermato… beh, ben venga! In un’epoca dove tutto va veloce e non abbiamo nemmeno il tempo di assimilare le centinaia di uscite discografiche che ci vengono proposte di mese in mese (numeri decisamente sempre più in crescita), trovare artisti che decidono con determinazione di restare fedeli a se stessi non può che far bene all’intero sistema. Quale sarebbe il capo d’accusa? Il fatto che in estate non venga proposto un brano dalle sonorità reggaeton con un testo che parla di cocktail bevuti al tramonto in spiaggia? Personalmente la considero una manna dal cielo.

C’è troppa somiglianza con brani precedentemente già editi? Un rischio che si è disposti a correre quando si mettono al primo posto la credibilità e la riconoscibilità. In un periodo storico confuso e infelice, in cui vige la regola non scritta de “l’erba del vicino è sempre più verde”, tanto di cappello ai Modà che preferiscono attingere dal proprio giardino, anziché cogliere ispirazione altrove, nel fertile terreno delle più comode attuali tendenze. Che dire? Chapeau e bentornati.

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Quel sorriso in volto | Video

Quel sorriso in volto | Testo

Erano sposati solo da due ore e non parlavano
lei sudava sotto tutti quegli strati del suo abito
lui guidava sguardo fisso sull’asfalto la sua Cadillac
con Las Vegas alle spalle ed una meta ancora incognita

Si diceva che eran pazzi
e si baciavano sui metrò
per poi litigare ancora e darsi un altro abbraccio
ignoravano la gente
che rideva sempre un po’
quando si vestivano da sposi un giorno si e uno no
quando lei piangeva
e lui cantava un pezzo malinconico
stranamente le tornava all’improvviso come sempre
quel sorriso in volto

Fermi ai bordi della strada lui insultava la sua Cadillac
lei si allontanava in abito da sposa dalla macchina
“amore mio dove stai andando”
la rincorse e l’abbracciò
poi la prese in braccio e proseguì verso il deserto
chi li ha visti allontanarsi
è un camionista di New York
disse che quell’uomo strano le parlava e invece no
di sicuro le cantava quel suo pezzo malinconico
disse infatti che la donna lo guardava stranamente
col sorriso in volto

E ignoravano la gente
che rideva sempre un po’
quando si vestivano da sposi un giorno si e uno no
quando lei piangeva
e lui cantava un pezzo malinconico
stranamente le tornava all’improvviso come sempre
quel sorriso in volto
stranamente le tornava all’improvviso come sempre
quel sorriso in volto

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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