“Qui gatta ci cova” di Tullio De Piscopo: te la ricordi questa?

Qui gatta ci cova Tullio De Piscopo

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Qui gatta ci cova” di Tullio De Piscopo

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1993 con “Qui gatta ci cova” di Tullio De Piscopo.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Qui gatta ci cova” di Tullio De Piscopo

“Qui gatta ci cova” è il brano con cui Tullio De Piscopo partecipò al Festival di Sanremo del 1993, inserito nello stesso anno nell’album “Cosmopolitana”. Scritto insieme a Mario Capuano e Giosy Capuano, il pezzo rappresenta bene lo stile dell’artista napoletano: un mix di energia ritmica, contaminazioni pop e un forte senso del groove, eredità della sua carriera di percussionista.

Il testo ruota attorno alla figura enigmatica di una donna descritta come una “gatta”: sfuggente, sensuale e imprevedibile. L’espressione popolare “Qui gatta ci cova” suggerisce che dietro il suo comportamento si nasconda qualcosa di misterioso. Il protagonista è affascinato ma anche inquieto da questa presenza, che sembra rubargli l’anima e sconvolgere i suoi equilibri emotivi.

Interessante anche l’uso di espressioni in dialetto napoletano, che danno al brano un carattere più diretto e popolare, avvicinandolo alla tradizione musicale partenopea pur restando in un contesto pop moderno. Nel complesso “Qui gatta ci cova” è una canzone giocata sull’energia e sulla teatralità, dove Tullio De Piscopo racconta una passione travolgente e misteriosa attraverso immagini vivaci e un ritmo che non concede tregua, trasformando il desiderio in una corsa musicale piena di tensione e vitalità.

Il testo di “Qui gatta ci cova” di Tullio De Piscopo

Qui gatta ci cova
bollente e misteriosa
e’ a casa o per strada
se scappa chi le busca
non si sa’
graffio’…amori nel passato
sente il bisogno di carnalita’
tutta la notte, anche di giorno
per me tu sei…
follia… malia…
faina… eh… eh.eh…
tu m’e’ fatto ‘na rapina
qui gatta ci cova
l’anima mi strappera’
io la cerco non m’ama
la voglio fino all’osso
arrivera’
cerchero’ tra vicoli e portoni
devo bruciare il maschio che c’e’ in te
il ritmo corre batte in testa
per me tu sei…
follia… malia…
faina… eh… eh.eh…
tu m’e’ fatto ‘na rapina
faina
come una perla sono pronto a rotolare
uho… uho… saltare saltare
tic tac
l’orologio porta sempre il tempo
un po’ veloce a volte troppo lento
la gatta felina guatta guatta sta
ma chi t’ha detto ca nun ce’ a faccio
a te acchiappa’
stai sotto un cielo aperto
oppure dentro un letto
forse per strada a casa al bar
o nel deserto
senza ragione attacca una nuova canzone
invece poi m’accorgo che è un
illusione
la gatta sul tetto sul tetto che scotta
si nun me stongo accorto
piglio pure e botte
e poi e poi spero che finira’
sento la mamma grida ma chi to fa’ fa
come un delirio è questa febbre
che mi assale
uho…
follia… malia… faina… eh…
tu m’e’ fatto ‘na rapina
faina…
tu m’e’ fatto ‘na rapina
faina…
faina
tu m’e’ fatto ‘na rapina
faina…
faina
tu m’e’ fatto ‘na rapina
faina…

Scritto da Nico Donvito
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