Rancore, il singolo “Fanfole” anticipa l’album “Tarek da colorare”
Tempo di nuova musica per Rancore che, a partire dal prossimo venerdì 3 aprile, renderà disponibile l’album “Tarek da colorare”, anticipato dal singolo “Fanfole”
Dopo aver esplorato le molteplici dimensioni dello “Xenoverso”, in cui realtà, immaginazione e futuro si intrecciano, Rancore viene rispedito sulla Terra con la memoria cancellata e senza più ricordi del percorso appena compiuto. Quando riemerge nel nostro mondo qualcosa però è cambiato: prova a raccontare ciò che ha visto, ma le parole che escono dalla sua bocca sembrano non appartenere più a questa realtà. Scivolano in deviazioni, neologismi e raplaplà che chi lo ascolta non riesce a decifrare. È da questo ritorno senza memoria e senza linguaggio condiviso che nascono le “Fanfole“.
È infatti dopo aver annunciato il nuovo album “Tarek da colorare”, in uscita venerdì 3 aprile e di cui è disponibile il pre-order, che Rancore svela il primo singolo “Fanfole”, fuori ovunque dallo scorso venerdì 20 marzo.
«Ho fatto un lungo viaggio e, quando sono tornato a casa, le parole che uscivano dalla mia bocca sembravano senza senso, sebbene in realtà ne nascondessero infiniti. “Non capisco mezza parola di ciò che dici”, mi dicevano – racconta Rancore – io però ero convinto che la musica fosse questione solo di sensazioni e nient’altro, quindi ho continuato nei miei raplaplà».
Sommergibili, esplorazioni submarainiane, giorni smegi e lombidiosi e isole gaddiane attraversate alla ricerca di tesori fatti di parole smarrite. È proprio da questa immersione nel linguaggio e nel non-senso che emergono le “Fanfole“, parole nuove, scomposte, apparentemente indecifrabili ma cariche di significato. Con questo singolo, Rancore trasforma così lo spaesamento del ritorno in un nuovo linguaggio: una musica che non ha interesse ad essere capita parola per parola.
Sul piano sonoro, la produzione di Meiden e il groove del basso di Jano accompagnano questo universo linguistico in una dimensione musicale che amplifica il carattere visionario del brano, trasformando il non-senso in ritmo e narrazione. La copertina del singolo è “Il Giardino Segreto” (2022) di Luigi Serafini, artista, architetto e designer noto a livello internazionale per le sue opere che evocano mondi immaginari, enigmatici e onirici tra cui il celebre Codex Seraphinianus (1981). Un’immagine che sembra dialogare naturalmente con l’universo simbolico di Rancore. Come il protagonista del dipinto, anche lui osserva le bolle disperdersi nell’aria e il mondo che ci viene raccontato ogni giorno, senza capirne il senso.
A impreziosire il brano arriva inoltre uno speciale intervento che sposta, con discrezione, il baricentro. Il singolo è la prima anticipazione del nuovo album “Tarek da colorare”: un ritorno alla realtà che diventa anche un nuovo spazio creativo, una pagina aperta in cui identità, immaginazione e linguaggio possono essere riscritti.
È da questa frattura che nasce il nuovo capitolo. Privato dei ricordi di quell’universo, Tarek si ritrova a dover ricostruire da zero il proprio modo di stare nel mondo e riscoprire se stesso. Anche il linguaggio sembra spezzarsi: parole inventate, suoni che ricordano una lingua, ma quale? Come per chi viene per la prima volta al mondo, comunicare è qualcosa che andrà imparato.
Ma nell’Universo in cui è stato reinserito manca qualcosa: Rancore si ritrova in un mondo improvvisamente in bianco e nero, dove i colori sembrano scomparsi. La propaganda politica alimenta e dirige il risentimento collettivo, dividendo il mondo in parti sempre più piccole e spingendo ognuno a scegliere il proprio colore in una guerra silenziosa che finisce per addormentare l’anima e lasciare gli individui sempre più soli, incapaci di mescolarsi e sporcarsi dei colori degli altri per svegliarsi a vicenda.