Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Antidoto” di Tormento
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Antidoto” di Tormento. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Antidoto” di Tormento.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Antidoto” di Tormento
Dopo aver portato in alcuni approfondimenti recenti parte della gloriosa storia dei Sottotono con i suoi floridi anni ’90, ci concentriamo oggi su qualcosa di nettamente più recente, con il racconto di “Antidoto” (2026), bellissimo progetto della sempre valida penna di Tormento, doverosamente accompagnato dal suo stile, unico, come sempre ci ha abituati.
Antidoto prende corpo attraverso sette tracce molto iconiche e con comparsate di una certa caratura: parliamo infatti di un roster composto da Leslie Sackey, Wado, Ernia, Rkomi, Gaia, Promessa, Eiemgei, Noyz Narcos, Junior K e Sayf.
Dietro producer di un certo tipo (Eiemgei, produttore attivo nella scena da molto, e Junior K, producer con a carico molti successi mainstream), rapper consolidati e giovani promesse troviamo un’identità di Tormento ancora chiarissima, rinnovata dove serve e al tempo stesso squisitamente classica.
Se ci esponiamo tanto nei complimenti al nostro MC non è per semplice simpatia o in memoria del necessario (e meritato) status acquisito negli anni, ma anche per un’attitudine e un lavoro alla musica semplicemente sorprendente e dalla freschezza sempre alimentata da una passione e una serietà alla disciplina ammirabile.
Un certo approccio alla vita, con importanti riflessioni sul mondo visibile e invisibile, trasportate in musica e nel crudo linguaggio del rap sono per noi un mix degnissimo di nota e, nel nostro panorama, assolutamente originale. Invitiamo infatti i nostri ascoltatori a non ascoltare il disco solo una volta, ma a riflettere su tanti punti molto interessanti portati dal rapper nelle sue canzoni (e anche nelle interviste, in cui ha sempre cercato di spiegare al meglio la sua arte).
Del progetto ci piacciono praticamente tutte le tracce; le solitarie “Veleno” e “Certe cose”, quest’ultima in particolare, ci convincono totalmente e apprezziamo il giusto bilanciamento tra sonorità, impiego della voce di Tormento e testi. Di altrettanta grande qualità musicale sono anche “Allontanarsi” (in featuring con Leslie Sackey, Wado e il sempre brillante Ernia) e “Fredda come l’inferno”, dove troviamo un featuring con l’ispirato Rkomi.
Ottimissima è anche la traccia “Un’altra bugia” con una sempre valida Gaia, un bilanciato Tormento e il nuovo arrivo nella scena rap che conta Promessa. Un giovane talento che si sposa benissimo con la vecchia scuola portata avanti da Torme.
La traccia che prediligiamo, però, è “Sofia” in featuring con Sayf; i due si scambiano rime, punchline e swag in una traccia che arriva quasi a toccare i cinque minuti e ci regala delle vibes squisitamente hip-hop (la rima su Biglino da parte di Sayf non è passata inosservata).
I featuring con Sayf e Promessa, secondo noi, non sono semplici collaborazioni volte a portare a casa dei numeri in più (cosa che, se fatta con una certa intenzione, può portare comunque a ottima musica alle volte), ma sono per noi una conferma dell’impegno di Tormento a non adagiarsi sugli allori, vivere del glorioso passato e rimpiangerlo, ma adattarsi al nuovo, insegnando e apprendendo, dando e ricevendo. Gli scambi di rime con questi giovani MC sono molto belli e tecnici, un plauso a loro per esserci vicendevolmente ispirati e “aiutati”.
Questo è un nostro breve pensiero su un progetto che speriamo continui a mantenere all’attivo uno dei rapper più grandi della nostra storia. Eventuali deluxe, nuovi dischi e altro ancora saranno sempre graditi, ascoltati e promossi.