Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Carattere speciale” di Thasup

Rap Italy

Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Carattere speciale” di Thasup. A cura di Mattia Cantarutti

Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Carattere speciale” di Thasup.

Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.

Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Carattere speciale” di Thasup

Continuiamo la nostra rubrica dedicata agli album del rap italiano concentrandoci su una figura su cui non ci siamo mai soffermati a dovere: Thasup (per i più nostalgici, ThaSupreme).

Il talentuoso multiartista italiano (enfant prodige non solo del rap, ma anche delle produzioni musicali, la più ricordata è “Perdonami” di Salmo, prodotta in adolescenza) ha da poco festeggiato una recente certificazione di quinto platino per l’album “c@ra++ere s?ec!@le” (si pronuncia “Carattere speciale”) (2022) e il suo ritorno è uno dei più attesi dal pubblico.

L’alter ego di Davide Mattei emerge nella scena mainstream in un periodo molto florido per il rap italiano, parliamo degli anni dal 2017 al 2019, un periodo di sviluppo totalizzante per il successo del rap. Proprio nel 2019 esce, non casualmente, “23 6451” (si pronuncia “Le Basi”), un importantissimo e seminale disco su cui sicuramente faremo un approfondimento a dovere in futuro (l’album al momento colleziona sei platini, rendendo i primi due dischi ufficiali dell’artista due successi veramente incredibili).

Arrivando al sodo invece, abbiamo scelto di concentrarci su “Carattere speciale” per l’importanza che secondo noi il disco ha avuto nel mercato italiano, riuscendo a portare all’industria un prodotto musicale semplicemente incredibile, considerando la giovane età del nostro e l’enorme ruolo tecnico e creativo che ThaSup ha nei suoi progetti. Del progetto prediligiamo la musicalità (dalle basi al lavoro sui pezzi) al flow, in favore della scrittura, sicuramente in crescita dall’esplosivo primo disco, ma forse messa ancora in “secondo piano” proprio dall’imponente lavoro musicale. Non mancheranno comunque spunti di riflessione in tracce secondo noi molto valide e interessanti anche da questo punto di vista.

Il progetto contiene svariati featuring: alcuni nomi oggi risultano improbabili viste le attuali forze di mercato, mentre altre scelte artistiche ed editoriali ritenute strambe al tempo oggi invece sono quasi normali. Troviamo quindi Coez, Mara Sattei (sorella di ThaSup), Tiziano Ferro, Shiva, Rkomi, Pinguini Tattici Nucleari, Lazza e Sfera Ebbasta, Salmo e infine Rondodasosa. Si aggiungerà al nutrito cast successivamente anche il sempre follemente lucido Tedua.

Di “Carattere speciale” semplicemente adoriamo “Okkappa” e “Molecole (interlude)”, due brani che per noi rispecchiano pienamente le premesse delle righe sopra. Ci aggiungiamo però estremamente volentieri l’inaspettata “Rotonda”, dove ThaSup e Tiziano Ferro sanciscono una singolare ma funzionante coppia. È impossibile non citare poi la total hit “Siri” con i beniamini della Fimi Sfera Ebbasta e Lazza. Il trio (unito a una co-produzione del buon Charlie Charles) realizza una canzone semplice ma terribilmente funzionale, un grande brano leggero sicuramente da classifica, ma dall’irresistibile leggerezza.

Altro featuring per noi molto funzionale, al netto dei giudizi che i recenti anni ci hanno dato sulla persona, è quello di Rondo in “Ciao”, un altro valido brano in cui il driller di San Siro sfrutta molto bene i suoi flow e accompagna perfettamente ThaSup. Bellissimo e dal contenuto interessante c’è poi la sentita “Casino nella mia testa”, dove con il mentore Salmo i due affrontano dinamiche molto personali ma che possono rispecchiare tutti noi.

Tra i brani che vi consigliamo ci sono la solitaria “Mi ami o è fake” e, di nuovo, altri due featuring “da classifica” ma per noi funzionali al disco: l’indie-poppeggiante “Illy” con il maestro dei ritornelli Coez e una dinamica “Rock & rolla” con il solito affascinante Rkomi. Come avrete intuito, anche il brano con Tedua per noi è molto valido. La loro “Dimmi che c’è” sposa alla perfezione il mondo musicale lunatico di Thasup con la rappresentanza marittima di Tedua.

L’impatto di Thasup nel genere è stato secondo noi notevole e, dietro un’iniziale esplosione, sta negli anni trovando una sua dimensione (vedasi la recente certificazione, sappiamo che là fuori c’è una bella nicchia che lo ascolta). Vista la giovane età non ci aspettiamo (e non glielo auguriamo nemmeno) che per ora ci sia però una stabilità. Attendiamo quindi con fervore le prossime uscite e ci auguriamo che il suo percorso prenda nuove entusiasmanti strade (saremmo curiosi di vederlo seriamente live, oltre che scoprire dove la sua passione per la musica lo porterà).

Fortunatamente l’artista negli anni ha lavorato a svariati side projects. Speriamo però di sentire presto dei progetti ufficiali e di scrivere con lui nuove pagine della sua storia.

Scritto da Mattia Cantarutti
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