Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Decrescendo” di Rkomi
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Carattere speciale” di Thasup. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Decrescendo” di Rkomi.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Decrescendo” di Rkomi
Nuovo giovedì e nuovo approfondimento di Rap Italy. Oggi torniamo su uno dei nostri dischi preferiti del 2025: “Decrescendo” di Rkomi.
Il percorso di Rkomi negli ultimi anni è stato quello di un’ascesa quasi ininterrotta, coronata nel 2021 da “Taxi Driver“, disco più venduto dell’anno e certificato 9 volte platino.
Dopo il joiunt album con Irama nel sottovalutato “No Stress” (2023), Rkomi torna sul palco dell’Ariston con “Il ritmo delle cose” a Sanremo 2025, brano che sancisce poi il titolo stesso del nuovo progetto: “Quante cose distruggiamo costruendo, è un violento decrescendo”.
È il quarto disco in studio dell’artista milanese e, a detta dello stesso Rkomi, il suo lavoro più personale e intimo di sempre, scritto nell’arco di due anni mettendo da parte ogni maschera. Ciò che caratterizza questo disco è proprio un importante lavoro di sottrazione: dietro un titolo che parla di “decrescita” della vita in tutte le sue sfaccettature, Mirko torna in parte anche alle sue origini più rap per raccontarsi senza filtri, tra famiglia, amicizie, amori e il rapporto mai vissuto con un padre che non ha mai conosciuto.
Un disco che riesce, al tempo stesso, a farci rientrare in dei microcosmi di tutta la sua carriera: da pezzi rappati molto bene e sinceri a brani più aperti e melodici. “Decrescendo” vede accompagnato Rkomi da un gruppo di amici di lunghissima data e nuove collaborazioni: Tedua, Izi, un doppio Ernia, Lazza, Nayt e Bresh.
Come al solito passiamo ai nostri personali consigli: il disco si apre con un brano molto sentito e toccante come “L’ultima infedeltà“, da cui parte un’urgenza comunicativa e risolutiva molto potente e personale. Dell’album ci sentiamo di menzionare anche le collaborazioni in “10 secondi” con un toccante Nayt, “Vorrei” con un solido e poetico Ernia e iTedua, autore con lui della bella e nostalgica “Vent’anni“. Di “Decrescendo” vi consigliamo poi l’aperta “Apnea da un po’“, ma anche “Non c’è amore” con Lazza e “Brutti ricordi” con Bresh.
In attesa di nuova musica da parte di un artista fortunatamente imprevedibile come Rkomi (sappiamo che tornerà a breve con un EP celebrativo dei suoi inizi), vi consigliamo di recuperare la sua ormai solida discografia in toto, per affrontare un viaggio che parte dal rap (e la trap) e approda ad altre sonorità, per tornare poi a casa.