Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Oro blu” di Bresh

Rap Italy

Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Oro blu” di Bresh. A cura di Mattia Cantarutti

Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Oro blu” di Bresh.

Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.

Rap Italy, dentro le tracce di “Oro blu” di Bresh

Nuovo giovedì e nuovo approfondimento di Rap Italy. Oggi restiamo nella scena genovese, dalla quale ci eravamo salutati la scorsa settimana, con un artista il cui percorso è, in questi anni, forse al proprio apice popolare: parliamo quindi di Bresh.

Il percorso di Bresh è stato lungo e non scontato, una grande determinazione l’ha portato a raggiungere, con il tempo, importantissimi obiettivi. Nel 2022, reduce dal buon successo del progetto di due anni prima, “Che io mi aiuti” (2020), esce il progetto “Oro blu“, un disco che, possiamo affermare senza paura di essere smentiti, ha svoltato definitivamente la carriera del nostro.

Ciò che caratterizza questo disco è un binomio azzeccatissimo tra una bella attenzione ai testi e, al tempo stesso, all’aspetto più sonoro e di linee vocali. Dietro un continuo riferimento al mondo del mare, inevitabile vista la storia di Bresh, troviamo un progetto che riesce a parlare con termini apparentemente semplici e popolari di più temi e concetti, dai caratteri a volte anche parecchio profondi.

Parte del merito del bel lavoro dietro questo progetto viene anche dalla mente di Shune, importante producer, anche lui legatissimo alla nuova scuola genovese, che riesce a lavorare a tante chicche sonore e trasmettere letteralmente in musica il mondo interiore di Bresh.

Il successo del disco nasceva fortunatamente sotto buone stelle, in quanto l’anno prima singoli anticipatori come “Angelina Jolie” e “Caffè” avevano portato un bel momento per il nostro, nel primo caso con un singolo che di fatto è ancora oggi tra i suoi brani di maggior successo (fortunatamente per lui il palmares negli anni è notevolmente aumentato, visti tanti singoli dallo straordinario successo nazionalpopolare di questi ultimi tempi).

“Oro blu” vede accompagnato Bresh da svariati ospiti, tutti estremamente in linea con il progetto: dall’amico Rkomi troviamo anche l’altro fortissimo esponente genovese Izi, ma anche gli Psicologi (bel progetto che vi invitiamo a riscoprire), Tony Effe, Massimo Pericolo (che in quel periodo stava proprio lavorando a stretto contatto con Shune) e anche Francesca Michielin.

Come al solito passiamo ai nostri personali consigli: questa volta ci sentiamo di segnalare svariate tracce secondo noi molto belle come “Andrea” (bellissimo storytelling, per certi versi altro singolo che anticipa il grande successo futuro di Bresh), “Come stai” in featuring con Izi, ma anche “Svuotatasche” e, per noi, un piccolo capolavoro come “La presa bene e la presa male” in coppia con una divina e bravissima Francesca Michielin.

Da “Oro blu“, Bresh trova una personale consacrazione, dalla quale ancora oggi raccoglie i frutti, vedasi il recentissimo annuncio di un importante traguardo nei live, come la data all’Ippodromo Snai San Siro nel 2027. Dopo la deluxe del bel “Mediterraneo” siamo già curiosi di scoprire i prossimi passi di Bresh e la sua costante crescita artistica.

Scritto da Mattia Cantarutti
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