Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Truman” di Shade
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Truman” di Shade. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Truman” di Shade.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Truman” di Shade
Nel 2018 la scena rap mainstream si trova, come abbiamo ampiamente imparato nei nostri racconti storici della nostra rubrica, in un periodo estremamente florido e in totale cambiamento.
Dietro il consolidamento della scena trap e il successo di molti altri rapper, in quel periodo colleziona certificazioni e raggiunge il successo Shade, che nel 2018 pubblica “Truman”.
Shade per gli amanti del genere è conosciuto come una delle leggende del freestyle italiano, anni di battle nei peggiori posti d’Italia e il successo di MTV Spit, testimoniano un percorso lungo ma pieno. A conferma di questo, anche moltissime rime disponibili nei canali social (su tutti YouTube) con tante barre, punchline e freestyle del nostro.
Il disco quindi esce in un periodo fortunatissimo per il rapper, reduce dai successi di “Bene ma non benissimo” e soprattutto la super hit “Irraggiungibile” con Federica Carta.
“Truman” è un progetto che cerca di contenere al suo interno diverse anime di Shade. Da brani con rime e punchline, a pezzi più tendenti al pop.
Sulla prima parte, non ci dispiace assolutamente l’inizio, “Ouverture (Welcome to the show)” è un interessante pezzo rappato molto bene, ma estremamente divertente è anche la collaborazione con lo zio d’Italia J-Ax nella dirompente “Tutti a casa”, una collaborazione che in quegli anni era molto attesa (e che, per puro dovere di cronaca, verrà bissata e sarà di maggior successo con “Tori seduti” nel 2022).
Il disco ovviamente contiene le già citate “Bene ma non benissimo” e “Irraggiungibile”, brani che svoltano la carriera di Shade, svolta già chiamata da ottimi brani come “Mai una gioia” (2015), “Stronza bipolare” (2016) e “Odio le hit estive” (2016), ma che ottiene il vero successo nazionalpopolare proprio con quelle due hit.
Veramente ottima è poi la sottovalutata “Le cose peggiori” con Nitro. Per noi una canzone da riscoprire e che si qualifica come una delle migliori del progetto. Un buon bilanciamento tra le rime e i flow forniti da Shade e Nitro (bella coppia di mc’s), ma che riesce a regalare anche un ritornello parecchio riflessivo.
In merito a profondità per noi ben realizzate è anche “Replay”, un mood che su Shade si sposa benissimo e che in giovane età esercita negli ascoltatori un fascino sincero e naturale. Un bel pezzo.
Impossibile non citare poi “Il tuo anno” con il mitico Grido, evidentemente c’è alchimia tra Shade e i fratelli Aleotti. Nuovi brani, anche in questa forma, sarebbero sicuramente molto graditi in futuro! Anche questo è uno dei nostri brani preferiti del disco, forse subito il pezzo con Nitro. Consigliamo ai nostri lettori e alle nostre lettrici di recuperare il percorso solista di Grido per scoprire un grande rapper del nostro paese da riscoprire assolutamente.
In merito all’anima più pop di Shade è doveroso citare la hit estiva “Amore a prima insta” e “Figurati noi” in featuring con Emma Muscat. Abbiamo però un bel ricordo anche di “Je t’aime” con Bouchra.
Il progetto ottiene un buon successo e secondo noi i risultati commerciali ottenuti sono assolutamente validi. Dietro pezzi apparentemente più “semplici” emerge secondo noi una continua passione per le barre da parte di Shade, un modo di intendere il rap diverso da tanti colleghi, in particolare di quegli anni, ma applicabile in qualche modo pure oggi.
Nel 2019 assistiamo ad una deluxe del disco, che fortifica ancora di più il progetto, complice un ritorno con Federica Carta nella bella “Senza farlo apposta” (brano sanremese del 2019) e altri pezzi (su cui spicca un altro brano profondo e molto bello: “Truman”).
Il percorso di Shade non si può definire forse continuo nel mondo nazionalpopolare, ma dietro hit estive comunque molto rievocative di bei ricordi per tutti, secondo noi c’è un percorso molto valido nel rap (vedasi il discorso del freestyle, ma anche tanti pezzi dell’artista negli anni) e l’abilità dell’essersi costruito un suo pubblico negli anni senza non aver mai rinunciato a comunicare i suoi pensieri (spesso e volentieri eticamente molto condivisibili) e la sua musica in svariate forme su praticamente tutti i social da anni. Per noi una figura di riferimento nel vastissimo mondo dell’hip-hop italiano.