Rap Italy, dentro le tracce di “Così com’è” degli Articolo 31
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Così com’è” degli Articolo 31. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Così com’è” degli Articolo 31.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro le tracce di “Così com’è” degli Articolo 31
Il nuovo corso di Rap Italy ritrova la strada dei leggendari Articolo 31 e “Così com’è”. A ben trent’anni dall’uscita di questo riuscitissimo disco è interessante raccontare un progetto che ha segnato la storia non solo del rap italiano, ma della musica italiana tutta.
Il disco viene canonicamente ricordato come il primo diamante del rap italiano, ma scavando anche solo nella folta tracklist, ci troviamo una sequela di brani che hanno segnato l’immaginario nazionalpopolare, con uno stato di forma da parte dei nostri J-Ax e DJ Jad forse all’apice (per quanto concerne la loro fase rap negli Articolo, ovviamente).
Siamo nel 1996 e il rap sta godendo generalmente di un grande momento nel mondo italiano, lontano forse dagli sfarzi totalizzanti di oggi, ma con in compenso una scena molto ricca (anche se non per questo unita) e un amore invidiabile per le quattro discipline dell’hip-hop. Ricordiamo che lo storico traguardo, oltre 500.000 copie vendute, avviene in un’epoca senza piattaforme streaming e conversioni, ma con effettive copie fisiche.
Come il successo dell’album fa chiaramente intendere, da una parte del mondo rap la band non era necessariamente tra le più amate, ma guardandoci intorno oggigiorno ci viene naturalissimo notare un’appartenenza sincera e in qualche modo pura. Il progetto riesce, secondo noi, a fondere un mondo pop (sicuramente diverso da quello odierno, va detto) con l’hip-hop, complice la solita curiosità di Ax e il talento con una passione pazzesca del fenomeno Jad.
Il disco contiene delle total hit come “Tranqi Funky“, “Domani” (in featuring con un’immensa Paola Folli) e “Il funkytarro“. Tutti e tre i brani ottengono un successo immenso e sono delle hit enormi, rappresentative di uno stile scanzonato ma identificativo. Le produzioni di Jad e le rime di Ax si incastrano alla perfezione e il risultato compie l’ardua impresa di importare dagli USA uno stile completamente italiano.
Il disco però non si appoggia solo su questi tre successi: troviamo infatti la profetica “2030“. Il testo ci racconta un futuro distopico in cui i vari disastrosi accadimenti fanno rimpiangere con fin troppa nostalgia gli anni Novanta. Una canzone rivolta al futuro mai così inquietantemente vicino, può essere facilmente declinata alla perenne “profezia”, ma la precisione tematica del brano (figlia di un’osservazione acuta della società da parte dello zio Ax già nei non così perfetti anni Novanta) ci regala delle sensazioni che dal 2020 in poi ( anche involontariamente, non solo per il tema del virus; anzi, a detta di Ax stesso, il suo riferimento era più sul tema dell’inquinamento) ci danno una terribile sensazione di realtà. Se non necessariamente nel concreto, sicuramente nel percepito.
Nel progetto troviamo poi l’omonima “Così com’è” (ottima), ma anche la bellissima “Fatti un giro“, forse una delle tracce migliori del duo, ci sono poi “Sono l’M.C.” (con Solo Zippo), “Non c’è rimedio” e un altro grande successo come “Così e cosà“. Di nuovo, un chiaro successo su tutta la linea.
Non dimenticando la grande famiglia della Spaghetti Funk, il disco vede anche il fraterno Space One con “Latin lover”. Il nostro vanta una foto in serata con Tupac, giusto per ricordarvi l’importanza della crew. Teniamo per ultima, ma sicuramente non per importanza, una collaborazione italiana di un certo peso: il disco contiene “L’impresa eccezionale“, straordinario brano con Lucio Dalla. Insomma, avete già capito.
“Così com’è” consacra un genere e un duo in piena ascesa: nonostante ottimi progetti successivi, gli stessi Articolo non riusciranno pienamente a replicare non solo il successo commerciale (comunque non obbligatorio), ma anche quello musicale e artistico. Ciò, unito a un allontanamento dovuto al comprensibile sfiancamento di Ax verso le vessazioni di tanti colleghi nel genere, porterà i due a realizzare successivamente dischi di tutt’altro genere, paradossalmente rilanciandosi (prima dell’inevitabile fine, per fortuna risaldata pochi anni fa).
Del disco vi invitiamo al riascolto non con una nostalgia non vissuta, ma con la curiosità di sentire sonorità, rime e stati d’animo ormai di un’altra epoca: in questi trent’anni il mondo è cambiato ed è interessante ascoltare da dove siamo partiti. In attesa del progetto solista country di J-Ax, visto anche al recente Sanremo, attendiamo la nuova reunion l’anno prossimo per i 31 anni del disco. Intanto, buona riscoperta!