Rap Italy, dentro le tracce di “Gemelli” di Ernia
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Gemelli” di Ernia. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Gemelli” di Ernia.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro le tracce di “Gemelli” di Ernia
Ci sono progetti che arrivano semplicemente nel momento giusto. Il percorso di Ernia, come abbiamo visto nei nostri precedenti approfondimenti, ha visto un lungo tragitto e diversi tentativi prima di riuscire a trovare non solo una quadra artistica, ma anche un grande successo. L’album “Gemelli” esce nel 2020, in un periodo di relativa calma dalla pandemia da Covid-19, costruendo gradino dopo gradino un progetto multiplatino con diverse anime del rapper, unite al tempo stesso da una direzione unica dettata dalla profonda scrittura (che dopo eccellenti singoli episodi precedenti troverà una sorta di culmine con i successivi bellissimi dischi) e una costanza che accompagna i pezzi più aperti e quelli più rap.
Per visualizzare prima un eventuale elefante nella stanza, parliamo subito del brano che con ogni probabilità si porterà dietro per tutto il suo successivo percorso live negli anni: la superhit “Superclassico“. Realizzare un pezzo d’amore è una pratica che viene fatta quotidianamente, un pezzo d’amore di successo quasi mensilmente, ma una canzone che resti negli anni è un’impresa che invece riesce a pochi. Più frequentemente ai geni, una volta nella vita nella maggior parte dei casi.
In un panorama nel quale il rap e il mondo a lui connesso godono nel nostro solito contesto italiano di enormi numeri sulle piattaforme, le hit si analizzano e si presentano molto spesso. La magia di un ritornello cantato dalle prime note in lontananza è però quella cosa specifica e unica in cui “Superclassico” riesce, accompagnando prima infinite notti estive e poi una conseguente continua nostalgia che, guardando banalmente l’attuale classifica Spotify, continuerà ancora per molto ad accompagnare tanti ascoltatori.
“Gemelli” riesce a contenere, ma ce lo aspettavamo, al tempo stesso dei featuring mai scontati, sempre funzionali, veri e precisi, ma anche tanti brani in solitaria che permettono a Ernia una piena espressione. Il risultato è un progetto forse più aperto fin dal principio, ma con una sua personalità. In tal senso il progetto si apre con l’ottima “Vivo“, a cui segue la citata “Superclassico“. Altri pezzi sono “Morto dentro” (un altro ottimo brano), la divertente “U2” e una delle nostre preferite “Cigni” (correte a sentirla!). Chiude il progetto, prima della deluxe, “Bugie“. Un altro grande successo pop rap è invece “Ferma a guardare“, che per noi è pure migliore dell’altra superhit del disco. Il pezzo vedrà poi una sorta di remix con i Pinguini Tattici Nucleari e i numeri del singolo arriveranno quasi a raggiungere la “rivale” del disco stesso.
Per quanto riguarda il capitolo featuring, Ernia non delude. In “Puro Sinaloa“, remake della leggendaria “Puro Bogotà” della Dogo Gang (storia del genere), accompagnano il duca di Milano il fraterno Rkomi, l’amico Tedua e un allora lanciatissimo Lazza. Rifare un brano iconico è sempre un azzardo, ma l’allora nuova generazione riesce nell’impresa di creare un pezzo che semplicemente spacca. Restando sul capitolo leggende, il disco vede anche la presenza di Fabri Fibra.
“Non me ne frega un cazzo” analizza l’industria discografica (ancora attuale) e la scena rap italiana con grande stile e la raffinata strafottenza di due grandi MC. Vi invitiamo all’ascolto anche solo per prendere nota delle mitiche citazioni rappate da Fibra.
Profondità e analisi di storie vissute è invece “MeryxSempre” con Shiva. Il principino di Milano, allora con un hype diverso dallo status di oggi, si sposa benissimo con il collega realizzando un ottimo ritornello all’interno di una canzone dove le rime di Ernia riflettono una grande scrittura, forse il pezzo meglio scritto di “Gemelli“. Bellissima.
Chiudono le collaborazioni due figure molto amate in queste righe. Il sempre profondo Luchè in “Pensavo di ucciderti“, altro ottimo pezzo dove nuovamente la penna di Ernia è messa in evidenza, e Madame in “Fuoriluogo”. I due collaboreranno altre volte negli anni e già da allora si notò un’ottima alchimia, ricordiamo infatti un commento pubblico di Ernia sulla cantante: “tu sei la musica”.
Nella successiva deluxe arriveranno un nuovo capitolo della personale saga rap “Lewandowski VII”, “Di notte” con Sfera Ebbasta e Carl Brave (pezzo adatto al mercato streaming), “Dissing” con i 2Rari, “La prima volta“, la già citata rifatta “Ferma a guardare” e “Scegliere bene“.
“Gemelli” riesce quindi a lanciare definitivamente Ernia dopo anni di gavetta e i primi successi nell’ambiente, riuscendo nell’impresa di tenere dignitosamente un piede in due scarpe. Il successo mainstream e la credibilità artistica da rapper.
Il viaggio di Ernia proseguirà poi con due successivi dischi che riusciranno a rafforzare ancora di più i suoi aspetti più forti. Una grandissima penna da rispettare.