Rap Italy, dentro le tracce di “Madreperla” di Guè
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Sirio” di Lazza. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Madreperla” di Guè.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro le tracce di “Madreperla” di Guè
A gennaio 2023 l’anno inizia con un progetto rivoluzionario nella sua classicità. Un progetto che ha saputo influenzare tanta altra musica italiana negli anni successivi: stiamo parlando dell’album “Madreperla” di Guè, per noi un grandissimo lavoro.
La prolificità e la sensazione di “tanto” sono sempre state caratteristiche in qualche modo tipiche del mondo hip-hop (anche se, chiaramente, non valide per tutti). Con Guè questo ragionamento viene spesso portato sull’altare: la media, infatti, tra Club Dogo, carriera personale e side project, vanta quasi un album all’anno sostanzialmente “da sempre” (con punte talvolta di due progetti l’anno, colmando quindi eventuali assenze), il tutto senza dimenticare una valangata di featuring (nel 2024 e nel 2025 abbiamo toccato punte di quasi un feat. a settimana) e iniziative in ogni dove. La presenza di Guè, nel mainstream e nell’underground, è tangibile e massiccia.
Quando il progetto esce, ci troviamo poco dopo uno dei rari anni di “assenza” discografica. Il disco viene annunciato con un teaser in qualche modo leggendario, dove l’attitudine cinematograficamente gangster del nostro trova un suo apice: una “sofisticata ignoranza” tipica del Guercio.
Il progetto conta dodici tracce, con featuring tipici del mondo e dell’immaginario di Guè e alcune “sorprese”: dal solido Paky (“Tuta maphia“, già, avete capito), alla hit “Cookies n’ Cream” con Sfera Ebbasta e una pazzesca Anna (se ripercorrete i nostri precedenti articoli di questa rubrica, troverete conferma del fatto che per noi questo brano è stato fondamentale nel lancio totale della baddie italiana), ma anche Massimo Pericolo (“Need U 2nite“), “Free” con Marracash e Rkomi, “Lontano dai guai” in compagnia di Mahmood e infine “Da 1k in su” feat. Benny The Butcher (sorpresa, ma tipicamente Guè) e “Capa tosta” con Napoleone.
Il disco viene prodotto per la maggior parte da Davide Bassi, in arte Bassi Maestro, leggendario rapper e producer hip-hop riportato al genere con grande stile e serietà da Guè. Il Maestro (in tutti i sensi) ha infatti centellinato al massimo la sua presenza nel genere, dopo anni di gloriose tracce, privilegiando il progetto parallelo “North of Loreto”. A detta sua, solo con Guè poteva fare un disco del genere e dedicare al rap tutto quel tempo.
“Madreperla” porta quindi avanti una narrativa di Guè che mischia come nessun altro descrizioni dettagliate, profondità, aperture a tracce più spinte e punchline sporche, continuando a tracciare, come pochissimi nel genere, una continua strada a doppia corsia. Torna di nuovo la geniale rima sulla sofisticata ignoranza della leggendaria traccia con Marracash in “Salvador Dalì” di “Santeria” (2016).
I beat, poi, e l’aspetto sonoro generale del disco portano un sapore classico (ma non vecchio) semplicemente irresistibile, tanto è vero che ci chiediamo quando potremo rivedere la coppia Guè e Bassi in altre tracce. Questo aspetto di Guè viene forse a volte sottovalutato in favore della sua forte personalità o delle rime particolari (quest’ultimo aspetto anche a ragione), ma la sua grande conoscenza musicale si può osservare in tantissimi progetti, come l’ultimo mixtape, forse capolavoro, Fastlife 5, in compagnia questa volta di Cooking Soul.
Non solo le tracce con i featuring ricevono successo: “Mollami pt.2” ottiene infatti un grande riscontro, complice anche un rinnovato rapporto di grande lancio di molti suoi singoli su TikTok (la questione meriterebbe un approfondimento a parte).
Le nostre tracce preferite in assoluto del disco sono “Free” e “Lontano dai guai“: per noi questa parte di Guè, così riflessiva e attenta alla società e al tempo stesso all’introspezione personale, è semplicemente magnifica. Aiutano indubbiamente dei grandi concetti da parte di Rkomi, la solida presenza di Marracash e lo sconfinato talento di Mahmood.
Questo era “Madreperla“, un progetto che riporta nel mainstream rap delle sonorità classiche senza rinunciare per questo a proficue hit (di nuovo, “Cookies n’ Cream”). Ci ritroviamo settimana prossima su questi lidi, con un nuovo album e tanto rap!