Rap Italy, dentro le tracce di “Ranch” di Salmo
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Ranch” di Salmo. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Ranch” di Salmo.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro le tracce di “Ranch” di Salmo
Il 2025 è stato un anno di grandi ritorni nel rap italiano, composto da una sequela di progetti molto importanti nel genere di riferimento di questa rubrica. Tra questi, e volendo partire anticipatamente dalla fine del 2024, con l’ultima uscita di Marracash e il suo “È finita la pace”, abbiamo avuto progetti come “Tropico del Capricorno” di Guè, “Fame” di Jake La Furia, “Il mio lato peggiore” di Luchè, “Mentre Los Angeles brucia” del leggendario Fabri Fibra e “Funny Games” di Noyz Narcos, nome estremamente collegato all’artista di cui stiamo per parlare: “Ranch” di Salmo. Un’annata che non capita spesso.
“Ranch” è un progetto in qualche modo particolare all’interno della folta discografia di Salmo. Lo spaziare tra i generi, con un timbro e una forza musicale unici, sono sempre state caratteristiche rinomate dell’artista, portate parecchio in avanti in particolare negli ultimissimi anni (per quanto concerne il mainstream, visto che è noto anche il passato di Salmo in altri generi differenti dal rap nel glorioso underground), però in questo disco ci vengono presentate ancor più occasioni esplicite in cui, oltre alle rappate classiche, vengono portati dei veri e propri pezzi cantati. È l’artista stesso a dichiarare in più momenti la voglia di cimentarsi sempre di più nel canto, e questo progetto ci sembra il chiaro primo vero passo in merito.
In “Ranch“, ovviamente, dietro a un immaginario western nostrano e in flirt con il country, troviamo anche tanto rap e un sano amore per l’hip-hop. La galoppata inizia subito con “On Fire”, un pezzo letteralmente infuocato che mostra tutti i muscoli rap del nostro, con un prezioso contributo al beat di un ispiratissimo Low Kidd; si segue poi con “Crudele”, altra preziosa lama. Più avanti nel disco troviamo anche “Bye Bye”, con un clamoroso Kaos (Kaos One, classe ’71 e nome sacro per l’underground italiano, un MC più volte citato nello stile e nelle rime da Salmo stesso negli anni), e un’altra traccia con uno storytelling fuori di testa: “Il figlio del prete”.
Se vogliamo bilanciare con la parte “cantata” citata prima, adoriamo la traccia “Sincero”, un brano che, oltre a portare una scrittura molto solida al cantato, regala vibes sia nostalgiche che sognanti (con della sana ribellione) splendide e riuscitissime. Citiamo poi “Conta su di me” e “Cartine corte”. Successivamente viene lanciato il brano aggiuntivo “Flashback”, un pezzo che racconta la nostalgia in modo semplice ma non banale, riuscendo a regalare sane emozioni agli ascoltatori. Il progetto intero ha attualmente la certificazione platino, ma siamo pronti a scommettere che salirà ancora.
Non sappiamo definire con certezza il percorso futuro di una grande mente creativa come quella di Salmo: se a volte pensiamo che la parte da cantante la farà da padrone, molto spesso veniamo subito smentiti da featuring e collaborazioni dove assistiamo invece a brani di tutt’altro tipo. È quindi in questa bellissima incertezza che aspettiamo le mosse dell’eclettico Salmo e vi invitiamo, nell’attesa, a riscoprire “Ranch“!