Rap Italy, i dieci featuring più importanti di Emis Killa

Emis Killa

Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dei featuring più importanti di Emis Killa. A cura di Mattia Cantarutti

Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dei featuring più importanti della carriera di Emis Killa.

Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.

Rap Italy, i dieci featuring più importanti di Emis Killa

Se uno degli scorsi approfondimenti era dedicato alle collaborazioni più importanti del rap italiano era rivolto alla stella della scena rap Lazza, questo di oggi trova un collegamento con uno dei suoi maestri: Emis Killa.

Il percorso di Emis ha visto tanta passione per il movimento hip-hop e la musica in generale, coltivata con anni di gavetta, freestyle in giro per l’Italia e una disciplina sempre poco considerata da chi, con questo genere del rap, non ha mai voluto purtroppo approfondire troppo la sua storia.

Lo zarro di Vimercate esordisce nel mercato ufficiale discografico nel 2012, con lo storico “L’erba cattiva“, ma vede partire il suo percorso nel rap italiano già molti anni prima, dagli storici e antichissimi pezzi con Fedez, alla sua saga per definizione, il seminale mixtape “Keta Music” (il cui primo capitolo è datato 2009), ma anche “Champagne e spine” (2010), secondo tape dell’artista che vede al suo interno già preziosissime penne della nostra scena italica: parliamo di pezzi da novanta come il leggendario Ensi, ma anche Vacca, il king del rap Marracash, per non parlare del futuro frequente collaboratore Jake La Furia e il compagno Guè, all’epoca i due ancora Club Dogo e con un palmares per l’epoca non indifferente.

Di altrettanta importanza è il secondo progetto nel mainstream di Emis Killa, parliamo di “Mercurio“, siamo appena un anno dopo l’esordio ufficiale (2013) e la popolarità del rapper aumenta in modo esponenziale, traghettandolo dal mare della “promessa” a quello della “fama”.

Come già raccontato nello scorso approfondimento a lui dedicato, il binomio (non facile e scontato da ottenere) di Emis Killa tra l’ottima scrittura e la sua attenzione per la musica, lo hanno portato ad alternare brani dal sapore più street o conscious (con differente stile per ciascuno, ovviamente), a grandi pezzi popolari dalla ballabilità (quasi) assicurata.

Un album fondamentale, e per certi versi rischioso, è “Terza stagione” (2016), nell’anno storico della trap italiana, il nostro ci regala un progetto pensato, con un rimario da manuale e un’attenzione alla musicalità non scontata ma nemmeno eccessiva. Al disco di hit (di cui comunque il progetto giustamente non se ne priva), si affiancano invece le caratteristiche che ormai già conosciamo di Emis Killa, portando ad un progetto forse difficile a primissimo impatto per il grande pubblico, ma dalla forte valenza artistica, testimone odierno è infatti il percepito che questo album anima nelle discussioni online e nei discorsi sull’artista stesso.

La carriera di Emis Killa prosegue poi con un album solido ma forse meno diretto, “Supereroe” (2018). Un ottimo disco di un’ottima carriera, con uno dei suoi brani più amati: il capolavoro “Fuoco e Benzina“.

Arriva poi un disco gigantesco, il bellissimo “17” (2020), realizzato in collaborazione proprio con Jake La Furia (con cui negli anni si erano ricambiati vari solidissimi featuring), e il sottovalutato “Effetto Notte” (2023), un disco dall’ennesimo buon successo, ma che forse avrebbe meritato maggior considerazione sia dalla scena rap italiana, che dal mondo mainstream di cui ogni tanto l’artista stesso fa parte. Restiamo fiduciosi, vista la qualità del progetto, sul futuro di lungo periodo di questo disco.

È di recentissima uscita invece “Musica triste” (2025), un disco con almeno tre anime dell’mc (una più drammatica, una più gangster e una più caciarona) che mischia benissimo l’attitudine di Emis a scrivere cose molto diverse tra loro su beat altrettanto diversi. Ci permettiamo poi di affermare che in questo disco, al netto dei giudizi che si possono avere sul testo e sulle canzoni nel complesso, le sue rappate sono quasi tutte straordinarie.

Negli anni procede poi la saga di Keta Music, nel 2015 il secondo capitolo e nel 2021, il vol.3, nell’attesa di una prosecuzione, siamo lieti che l’attenzione alla saga non sia solo di dominio degli appassionati del genere (cosa bellissima e doverosa ovviamente), ma abbia preso man mano sempre più pubblico e clamore.

Di Emis Killa abbiamo già raccontato di come ha navigato l’industria musicale italiana in questi anni, confermando il suo status di hitmaker e la sua rilevanza nel rap italiano contemporaneo (vedasi gli enormi live Em15 e Emis16, dedicati proprio alla sua carriera).

Le collaborazioni, vista la sua forte attitudine a dividere il beat con più artisti (tipica del rap), hanno visto anche nel suo caso come in tanti veterani moltissimi esempi degni di nota impossibili da riempire in una top 10, ecco a voi qua sotto però un tentativo in tal senso! Buon ascolto.

  1. Pum pum feat. Fedez (2009)
  2. Giusto un giro – Marracash feat. Emis Killa (2011)
  3. A cena dai tuoi feat. J-Ax (2013)
  4. Parigi feat. Neffa (2016)
  5. Mon fre – Shiva feat. Emis Killa (2019)
  6. L’ultima volta con Jake La Furia feat. Massimo Pericolo (2020)
  7. Morto di fame feat. Lazza (2021)
  8. On Fire (Paid in Full) feat. Sfera Ebbasta (2023)
  9. Moneylove – Massimo Pericolo feat. Emis Killa (2023)
  10. Ambra feat. Tedua (2025)
Scritto da Mattia Cantarutti
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