Rap Italy, i dieci featuring più importanti di Ghali

Ghali

Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dei featuring più importanti di Rkomi. A cura di Mattia Cantarutti

Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dei featuring più importanti della carriera di Ghali.

Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.

Rap Italy, i dieci featuring più importanti di Ghali

Torna il turno di un artista molto atteso in questo 2026: Ghali. Un rapper che ha saputo negli ultimi dieci anni costruirsi un immaginario unico in Italia e di cui attendiamo disperatamente l’ultima fatica discografica.

Abbiamo raccontato nella precedente monografia, dedicata ai suoi dieci pezzi più rappresentativi del suo lungo percorso, il suo percorso artistico prima di intraprendere questa scalata decennale. Dalle doppie nei primi grandi concerti di Fedez ai brani underground, Ghali tentò di avvicinarsi al mainstream con un progetto forse troppo in anticipo sui tempi nelle modalità comunicative: i Troupe D’Elite. Il progetto venne spinto da Tanta Roba, avanguardistica etichetta inaugurata dal leggendario Guè e DJ Harsh, al cui interno all’epoca trovavamo Fedez stesso (all’epoca, difficile a crederlo oggi, punta di diamante dell’intera operazione), l’eclettico Gemitaiz, ma anche un seminale Salmo (ricordiamo proprio “Midnite” con all’interno le immortali “Rob Zombie” e “Russell Crowe”) e il sempre stimabile Ensi.

Ghali cresce quindi in un panorama artistico molto florido e in una scena rap dalle grandi rime e dalla componente hip-hop ancora ben centrata. Tempi, investimenti e diversificazioni hanno poi portato i percorsi di questi artisti a prendere altre strade; dalla band stessa di Ghali, come ricordiamo periodicamente, emerse poi anche Ernia, penna dal grande valore per la nostra scena e i cui ultimi progetti continuano a dire la loro nel mainstream italiano per musicalità e narrazione.

La metamorfosi di Ghali avviene poco dopo: tra il 2014 e il 2016 il trapper lancia una serie di singoli auto-pubblicati su YouTube e (ri)definisce il suo ricco immaginario portando (grazie anche a una collaborazione storica con il geniale Charlie Charles) uno stile unico, gettando contemporaneamente le basi per la rivoluzione musicale del 2016.

Il nome di Ghali è sempre più forte e la sua visione artistica (ma anche editoriale) è sempre più solida; arriviamo quindi nel 2017 con la consacrazione al primo disco ufficiale: “Album“. Il progetto lo proietta dal “nome da tenere d’occhio” al mainstream totale, conquistando platini su platini e imponendosi quindi sul grande pubblico di massa.

Tre anni dopo Ghali tenta il bis con “DNA” (2020), un progetto diverso dal precedente ma che ne conserva le intenzioni, una conferma del suo status di artista pop a tutto tondo, capace di mescolare le radici hip hop e trap a brani più aperti.

La particolarità di Ghali è che, nonostante appartenga a una generazione molto compatta, riesce a realizzare la quasi totalità dei grandi brani senza la necessità (spesso ahinoi forzata) delle collaborazioni. Di certo i featuring non mancano (sia come ospite che come padrone di casa), ma si ha spesso la sensazione, in particolare agli inizi del boom post 2016, di una buona tenuta solitaria. Aspetto che, in linea con il mercato e i giovani colleghi, andrà pian piano ad assottigliarsi, realizzando poi grandi progetti collaborativi.

Dopo una sequela di progetti artisticamente validi ma sfortunamente dispersivi sul mercato, Ghali riconquista la sua grande fetta di pubblico grazie alla partecipazione a Sanremo 2024. La forma artistica del nostro viene esplicitata e ribadita con gran forza, tanto che, a due anni dalla gara, Ghali è ancora un nome atteso del nostro panorama (ricordiamo che da allora, nonostante singoli dall’importante successo, non ha ancora fatto uscire un disco ufficiale).

Nella precedente monografia già citata, abbiamo curiosamente scelto dieci brani senza featuring; è quindi stimolante per noi consegnarvi una lista con le collaborazioni, spesso di grande successo e altrettante dall’ottimo valore artistico a cui rimandarvi per l’ascolto. Buona ricerca quindi!

  1. Bimbi – Charlies Charles feat. Izi, Rkomi, Sfera Ebbasta, Tedua e Ghali (2017)
  2. Ne è valsa la pena – Capo Plaza feat. Ghali (2018)
  3. Peace & Love – Charlie Charles feat. Sfera Ebbasta e Ghali (2018)
  4. Boogieman feat. Salmo (2020)
  5. Pour toujours – Tedua feat. Ghali e Dargen D’Amico (2020)
  6. Compliquè – Rhove feat. Shiva e Ghali (2022)
  7. Pare feat. Madame (2022)
  8. Paura e delirio a Milano feat. Side Baby, Tony Effe e Pyrex (2023)
  9. Ghetto Superstar – Lazza feat Ghali (2024)
  10. Maneskin – Sadtours & Kid feat. Ghali e Shiva (2025)
Scritto da Mattia Cantarutti
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