Rap Italy, i dieci featuring più importanti di Salmo

Salmo

Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dei featuring più importanti di Salmo. A cura di Mattia Cantarutti

Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dei featuring più importanti della carriera di Salmo.

Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.

Rap Italy, i dieci featuring più importanti di Salmo

La rubrica dedicata ai featuring del rap italiano continua e questa volta parliamo di Salmo, un vero artista all’interno della vastissima scena hip-hop italiana, dalle tantissime sfaccettature e dalla carriera ormai leggendaria.

Come abbiamo riportato ormai svariate volte quando, nei lidi di Rap Italy, abbiamo parlato di Salmo, una sua caratteristica che lo ha sempre distinto dalla mole di MC’S del nostro territorio è un approccio veramente personale ma estremamente poliedrico. Una capacità adattiva che, sicuramente, alle volte può creare dei fraintendimenti con il pubblico (o con i diversi tipi di pubblico, vista la grossa platea del nostro) in merito alle scelte artistiche e, perché no, editoriali, di una mente abituata a viaggiare su più binari, alle volte paralleli e altre giustamente intricati.

Vi abbiamo già raccontato in precedenza di album come “The Island Chainsaw Massacre” (2011), “Death USB” (2012) e “Midnite” (2013): progetti importanti che hanno segnato, man mano, la sua ascesa e quella della Machete Crew, un collettivo fondamentale per la scena del rap italiano.

Per farvi capire quanto il progetto Machete sia stato importante per la nostra florida scena, ecco una sequela di nomi usciti o partecipanti di questa folle cantera: Hell Raton, En?gma, Slait, Nitro, Jack The Smoker, Dani Faiv, ThaSup, LowKidd e Lazza.

Nel 2016, con “Hellvisback”, per Salmo scatta un ulteriore passo nella sua carriera. Il suo era già da anni un nome prezioso per la fanbase del rap italiano, ma questo disco lo consacra come “il nome” del genere e, al tempo stesso, amplia il suo pubblico, ponendosi inizialmente (volente o nolente) come alternativa a suoni e tematiche che in quel periodo stavano andando su altre strade (senza girarci troppo intorno: la trap italiana).

Il progetto, sempre crudo e con uno stile volutamente non per tutti, si pone anche come antitesi agli anni del boom di Fedez e J-Ax (forse più contraltari della coppia Marracash e Guè di Santeria), portando dalla sua parte una grossa fetta di pubblico che, all’epoca, non si ritrovava nelle scelte nazionalpopolari e di altro tipo da parte degli ex Newtopia.

Come abbiamo poi visto negli anni recenti e recentissimi, i naturali dissapori tra artisti si sono calmati e il rispetto di Ax per Salmo è stato più volte riportato nelle interviste, così come le inaspettate collaborazioni e ospitate tra Fedez e Salmo (forse quelli con le maggiori difficoltà e incomprensioni iniziali).

Salmo diventa quindi a tutti gli effetti un “big” e, come è consequenziale che sia, il progetto successivo, “Playlist” (2018), ottiene un successo stratosferico. La strada dei mille palazzetti sold out e di San Siro (purtroppo complicata dalla pandemia di COVID-19) porta l’artista in cima all’Italia.

Il disco successivo, “Flop” (2021), arriva e, sebbene abbia un buon successo, performa e convince meno del precedente. Nonostante ottime tracce, è con il più crudo e mirato “Cult” (2023), ottimo joint album con Noyz Narcos, che Salmo si riprende una fetta di pubblico che paradossalmente si stava pian piano allontanando (i grandi numeri dei live post Flop ci fanno giustamente restare tutto sommato solidi: parliamo anche qui di palazzetti e parecchie date importanti, chiaramente non si può parlare letteralmente di un “flop”).

È dell’anno scorso, poi, l’ennesimo ritorno con il bel “Ranch“ un disco che nuovamente porta un Salmo versatile e forse più che mai libero. Anche in questo approfondimento parliamo di un artista che non si è mai tirato indietro davanti alle collaborazioni, portando a volte scelte inaspettate e, moltissime volte, qualità e intenti forse superiori alla norma di tanti colleghi (facenti parte di un sistema collaborativo più dedicato al mercato che all’arte).

Nella successiva playlist ve ne portiamo 10, ma vi auguriamo di perdervi nella sua vasta discografia per scoprire una carriera che ci dice veramente molto di un grande artista e performer come Salmo. Buon ascolto!

  1. The Island feat. Hell Raton e Enigma (2013)
  2. Dal tramonto all’alba – Noyz Narcos e Fritz da Cat feat. Salmo(2015) 
  3. A volte esagero – Marracash feat. Coez e Salmo (2015)
  4. Don Medellìn feat. Rose Villain (2016)
  5. Mob – Lazza feat. Salmo e Nitro (2017)
  6. Chairaggione – Nitro feat. Salmo (2018)
  7. Il cielo nella stanza feat. Nstasia (2018)
  8. Marylean con Nitro e Marracash (2019)
  9. La canzone nostra – Mace feat. Salmo e Blanco (2021)
  10. Respira con Noyz Narcos feat. Marracash (2023)
Scritto da Mattia Cantarutti
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