“Ricetta di donna” di Ornella Vanoni: te la ricordi questa?

Ricetta di donna Ornella Vanoni

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Ricetta di donna” di Ornella Vanoni

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1980 con “Ricetta di donna” di Ornella Vanoni.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Ricetta di donna” di Ornella Vanoni

Nel 1980 Ornella Vanoni pubblica Ricetta di donna, il suo ventiduesimo album in studio. La title track è uno dei brani più rappresentativi del disco: una canzone ironica, provocatoria, elegante, che gioca con gli stereotipi femminili per smontarli dall’interno.

Già dal titolo, si intuisce il meccanismo narrativo: la donna viene descritta come se fosse il risultato di una formula, di un insieme di ingredienti ben calibrati. “Deve avere l’aria di chi ha già vissuto”“seno quanto basta a riempir la mano”“fianchi dove affonda qualunque capitano”. L’elenco sembra rispondere a uno sguardo maschile, quasi consumistico. Ma è proprio in questa esagerazione che si annida la critica.

Il ritornello è la chiave: “Costano, le donne costano / più dei motori, dei gioielli e delle lacrime”. È un verso che gioca sull’ambiguità. Non si parla solo di denaro, ma di prezzo emotivo, di valore, di complessità. Le donne “ballano”, ma quelle vere “sono rare e non si comprano”. È qui che la canzone cambia prospettiva: la donna non è oggetto, è soggetto libero, non acquistabile, non possedibile.

Ricetta di donna” è una canzone che anticipa riflessioni sul ruolo femminile, giocando con gli stereotipi senza subirli. Ornella Vanoni, come sempre, non alza la voce, non predica: osserva, suggerisce, ironizza. E proprio in questa misura sta la sua forza.

Il testo di “Ricetta di donna” di Ornella Vanoni

Tutta una vita a non saper che fare
Proprio al momento di andare in ferie al mare
Va e viene il sole in un mattino a nolo
Son decisioni che van prese al volo! (Come al volo? Eh, al volo!)

Ciclomotore, gridi di mattina
Non c’è più rimmel, non c’è brillantina
E guardi indietro e vedi tutti gli anni
Passati a limitare i danni
L’autobus che passa adesso, allora c’era già

Niente domande, niente risposte
Un onda beve un po’ di sabbia amara
Ne arriva un’altra che ritorna mare
Niente domande, niente risposte
C’è un ombra quieta che non ti molla mai, che non sfiorisce mai

Non c’è bisogno di dannarsi e poi
Di soldi veri, neanche imprestati, mai
Guardi lo specchio che sa un po’ di vino
Voltarsi è un lampo, e parli con quel che resta del budino

Parli col tram che non ti ha mai sorriso
Inconcludente dire: abbiamo chiuso
Però che bello quell’inverno
A fare un po’ da perno per poi passare al tu

Scritto da Nico Donvito
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