Recensione del brano del debutto sanremese

“Tra storie che scorrono: le osserviamo cambiare e troviamo cambiati solo noi”. E’ così che il giovane Riki si è presentato al suo debutto al Festival di Sanremo per raccontare la sua Lo sappiamo entrambi, un brano classico con tinte di contemporaneità che mira a raccontare dello scorrere del tempo senza che si riesca a rendersene conto, del momento in cui ci si trova a dirsi addio perché diventati altro da quello che si era inizialmente.

Apre il discorso un pianoforte intimo che ben raffigura quel tempo sospeso in cui tutto sembra fermarsi di fronte alla lampante e lapidaria constatazione che un amore è irrimediabilmente finito e non resta che voltare pagina una volta per tutte per poter, poi, ripartire ancora una volta.

“Restiamo distanti restandoci accanto” dicono i versi del brano proprio per dare spazio a quella sensazione di conclusione che, però, si fa fatica ad esplicitare, a condividere con l’altro perchè, forse, si tema che per lui/lei non possa essere così. “Però qualcosa non torna” apre l’inciso per lasciarsi andare ad un amaro verso che ricorda “io fisso il vuoto che è a pezzi”.

Ed è così che una storia si conclude almeno nei fatti trovandosi, poi, a dover fare i conti inevitabilmente con la dimensione della comunicazione verbale e non. Si trovano “parole che inciampano” ma che, prima o poi, diventeranno senz’altro capaci di abbattere quel grosso muro dell’incomunicabilità: “silenzio in mezzo e dopo un po’ il frastuono e poi il silenzio ancora”.

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Lo sappiamo entrambi | Testo

Le luci si spengono
Mentre il tempo sbiadisce nascosto in disparte
E ascolta fissandoci
Tra storie che scorrono
Le osserviamo cambiare e troviamo cambiati solo noi
Restiamo distanti restandoci accanto
Non lo noti anche tu?
Nei nostri sguardi che si sfiorano per strada e per sbaglio
A mezz’aria e senza alzarsi di più
Però qualcosa non torna
Tralasciando i ricordi che ho di te
Ti scrivo e dopo cancello
Non ti scrivo ché tanto è inutile
Io fisso il vuoto che è a pezzi e tu
Ti addormenti guardando la TV
Chi se ne frega di noi se non so
Quello che vuoi se non parli
Se ci diciamo di sì ma fingiamo
E lo sappiamo entrambi
Parole che inciampano
Le sprechiamo in silenzi sfogandole addosso
E poi sul telefono
Trattieni i respiri e li aggiusti in un fiato
Ti diverti e ti annoi
Da adesso in poi non darmi mai e non darlo mai per scontato
Non rispondi se ti chiedo di noi
Però qualcosa non torna
Tralasciando i ricordi che ho di te
Ti scrivo e dopo cancello
Non ti scrivo ché tanto è inutile
Io fisso il vuoto che è a pezzi e tu
Ti addormenti guardando la TV
Chi se ne frega di noi se non so
Quello che vuoi se non parli
Ci riproviamo ma la voce singhiozza
Urlami in faccia, rinfaccia e vai
Silenzio in mezzo e dopo un po’
Il frastuono e poi il silenzio ancora
Però qualcosa non torna
Tralasciando i ricordi che hai di me
Mi scrivi e dopo cancelli
Non mi scrivi che tanto è inutile
Io fisso il vuoto che è a pezzi e tu
Ti addormenti guardando la TV
Chi se ne frega di noi se non so
Quello che vuoi, se non parli
Se ci diciamo di sì ma fingiamo
E lo sappiamo entrambi

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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