Ritrovamenti: spazio a “Antonio” di Levante

Antonio Levante

Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Marco Zollo

Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non avendo rappresentato a livello promozionale un progetto discografico, hanno continuato a vivere nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Marco Zollo ci guiderà in un viaggio attraverso melodie e testi mai dimenticati, ma che meritano di essere riscoperti. Oggi parliamo di “Antonio” di Levante.

Queste perle musicali, raccontano spesso storie profonde e universali, e rappresentano sfaccettature meno conosciute degli artisti di riferimento, al punto da vivere una vita propria. In ogni puntata scopriremo insieme un pezzo del passato che, per qualche motivo, ha saputo sfidare il tempo e trovare una sua dimensione nel presente.

Ritrovamenti: spazio a “Antonio” di Levante

«Non si rinnega la felicità vissuta. Anzi: ogni album è un pezzo del mio diario, volevo che restasse traccia delle cose belle che ci sono state». Così Levante, in un’intervista a Vanity Fair di qualche anno fa, rispondeva con grande maturità ad una domanda diretta su “Antonio”, la canzone dedicata alla relazione con Diodato. In effetti, nonostante la fine della storia fosse già avvenuta, si è deciso di inserire comunque la canzone nell’album “Magmamemoria”, uscito per Warner Music a ottobre 2019 e ristampato ad inizio 2020 con il titolo di “Magmamemoria MMXX” (certificato Disco d’Oro da FIMI/GFK per le 25mila unità vendute).

“Vai avanti tu? Tu, nell’alba che non si dimentica / L’eco infinita che fa un bacio quando esplode in una vita vuota / Sembra meravigliosa”. L’imbarazzo innocente, lo stupore, la sorpresa sono tutte sensazioni percettibili, è un testo che afferma l’amore, lo scruta, lo onora e lo accompagna nel suo percorso di evoluzione. Si racconta di “una vita vuota” che viene travolta da un bacio talmente potente da provocare un’eco lunghissima, quasi che la possano sentire tutti. Ci troviamo di fronte ad un’immagine travolgente, carica di emotività, e come questa vi sono anche altre immagini spiazzanti che arricchiscono la narrazione. Il brano è interamente firmato da Claudia Lagona, alias Levante, sia per il testo sia per la musica. E allora il discorso qual è? Il discorso è che “Antonio, mi fai benissimo, bene così / Ma non chiedermi perché è successo / L’amore ti succede senza spiegazioni / Esci di casa dispari e ritorni pari”. Quindi un invito a godere di questo regalo dolcissimo della vita, senza fasciarsi la testa con mille domande inopportune.

“Antonio” si trova in fondo alla tracklist di “Magmamemoria” e dura la bellezza di 5 minuti e 49 secondi. Nonostante questo e nonostante non sia mai stata pensata come promo, su YouTube è stata riprodotta quasi un milione di volte, mentre su Spotify si va verso il milione e mezzo di stream. Qualcuno potrebbe dire che a causa della durata non sarebbe stata accettata dagli editori delle radio. Non è esattamente così! Si pensi anche soltanto a “Ora che non ho più te” di Cremonini (00:05:03) o a “Mille giorni di te e di me” di Baglioni (00:05:36). La scelta può dipendere da vari fattori, e la durata può incidere ma non in senso assoluto.

In un video del format YouTube “#LevanteNarra”, Levante e il polistrumentista Antonio Filippelli raccontano che hanno iniziato ad arrangiare il pezzo partendo dalla coda strumentale, e descrivono la musica di “Antonio” come una “suite” dove gli archi guidano i tempi, formando un insieme dissonante di note (cluster) che va ad impreziosire l’armonia. Nella stessa chiacchierata i due confessano che questa composizione è fra le loro preferite, e allora perché non riportarla in concerto? Il gossip, le illazioni? Ma che importa… Un diamante non si scalfisce mai.

Scritto da Marco Zollo
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