Ritrovamenti: spazio a “Come acrobati” di Giorgia

Come acrobati Giorgia

Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Giovanni Saracino

Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non essendo state al centro della promozione di un progetto discografico, hanno continuato a risuonare nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra melodie e parole che meritano di essere riscoperte. Oggi parliamo de “Come acrobati” di Giorgia.

Queste gemme musicali raccontano spesso storie intime e universali, che svelano sfumature meno note degli artisti a cui appartengono e, forse, anche per questo si sono conquistate una propria dimensione nel tempo. In ogni puntata, andremo a scoprire un pezzo di passato che, in qualche modo, continua a trovare spazio anche nel presente.

Ritrovamenti: spazio a “Come acrobati” di Giorgia

Tratto da “Oronero”, album pubblicato nel 2016, “Come acrobati” è uno dei brani più interessanti e meno celebrati della discografia di Giorgia. Un pezzo ritmato, dal sound europeo, che unisce vibrazioni elettropop alla straordinaria voce dell’artista romana, da sempre riconosciuta come una delle più potenti e versatili del panorama musicale italiano.

L’album “Oronero” ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico e critica, trainato soprattutto dalla title track e da singoli come “Scelgo te”, “Credo” e “Vanità”. Brani che hanno consolidato il successo del progetto, ma che inevitabilmente hanno lasciato in ombra altre tracce, rimaste confinate a un ascolto più intimo e riservato ai fan più affezionati.

Tra queste c’è proprio “Come acrobati”, un pezzo che, forse, avrebbe meritato maggiori occasioni per spiccare il volo. Diverso dalle ballad intense e introspettive che spesso caratterizzano la produzione di Giorgia, il brano si distingue per un’impostazione più ritmica e moderna, mostrando un lato meno esplorato dell’artista.

Guardando ai numeri, “Come acrobati” supera di poco il mezzo milione di ascolti complessivi, con una media di appena 41 ascolti giornalieri (dati Kworb). Numeri modesti se rapportati all’enorme mole di successi di Giorgia, ma che raccontano bene quanto la sua discografia sia vasta e ricca di brani iconici, che, inevitabilmente, ne oscurano altri.

Ed è proprio qui che nasce lo spunto più interessante: “Come acrobati” è un brano fuori contesto solo in apparenza. Quella che potrebbe sembrare una debolezza – la distanza dalle classiche ballad emotive – avrebbe potuto trasformarsi in un punto di forza. Promosso come singolo, avrebbe offerto un contrasto netto rispetto all’immaginario più noto di Giorgia, mettendo in luce la sua capacità di adattarsi a sonorità diverse senza perdere identità.

Difficile dire se “Come acrobati” abbia mai avuto reali possibilità di diventare un singolo. Probabilmente no, anche perché “Credo”, che a livello ritmico gli si avvicina, possiede una forza emotiva e un messaggio forse più immediato e profondo, pur nella sua semplicità.

Resta il fatto che questo brano è rimasto sospeso in un limbo: conosciuta e apprezzata soprattutto da una nicchia di ascoltatori, ma mai davvero valorizzata. Eppure rappresenta un tassello importante per chi ama la musica e vuole andare oltre i grandi successi, alla scoperta delle sfaccettature meno evidenti di un’artista.

Un brano che contribuisce a raccontare Giorgia a 360 gradi, mostrando ciò che spesso resta nascosto dietro l’apparenza e i numeri: la voglia di sperimentare, di uscire dai confini e di camminare, appunto, in equilibrio, come acrobati, rischiando anche di cadere ma sempre rialzandosi e proseguendo il proprio percorso artistico.

Scritto da Giovanni Saracino
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