Ritrovamenti: spazio a “I cantieri del Giappone” di Olly

I cantieri del Giappone Olly

Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Giovanni Saracino

Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non essendo state al centro della promozione di un progetto discografico, hanno continuato a risuonare nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra melodie e parole che meritano di essere riscoperte. Oggi parliamo de “I cantieri del Giappone” di Olly.

Queste gemme musicali raccontano spesso storie intime e universali, che svelano sfumature meno note degli artisti a cui appartengono e, forse, anche per questo si sono conquistate una propria dimensione nel tempo. In ogni puntata, andremo a scoprire un pezzo di passato che, in qualche modo, continua a trovare spazio anche nel presente.

Ritrovamenti: spazio a “I cantieri del Giappone” di Olly

Sull’onda dell’enorme successo ottenuto dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2025, Olly ha vissuto un periodo di ascesa costante e impressionante. Un trionfo che si è tradotto in una lunga serie di concerti sold out e in un rapporto sempre più solido con un pubblico trasversale, capace di riconoscersi nella sua scrittura diretta e profondamente emotiva.

Sono molti i brani che hanno raggiunto la vetta delle classifiche e che oggi rappresentano punti fermi delle scalette live del cantautore genovese. Da “Balorda nostalgia” a “Depresso fortunato”, passando per “Quei ricordi là” fino a “Per due come noi” e “Devastante”: il repertorio di Olly è ormai costellato di successi riconoscibili fin dalle prime note.

Accanto a questi, però, esistono canzoni altrettanto valide che, per dinamiche discografiche o per una diversa risposta del pubblico, non hanno goduto della stessa esposizione mediatica. “I cantieri del Giappone” rientra perfettamente in questa categoria: un brano coerente con la poetica dell’artista, capace di fondere ritmi, sonorità e immagini narrative che rispecchiano pienamente l’identità musicale di Olly. Un pezzo che, inevitabilmente, è stato oscurato da singoli più forti, ma che conserva una forza espressiva notevole.

Il brano trova il suo spazio naturale all’interno di “Tutta vita (sempre)”, album del 2025 che ha raccolto consensi unanimi e ha contribuito a consolidare il successo dell’artista. Un progetto che dimostra come la crescita di Olly non sia legata esclusivamente ai singoli più trasmessi, ma a una visione d’insieme solida e riconoscibile.

A confermare tutto questo arrivano anche i numeri. Nonostante “I cantieri del Giappone” non sia mai entrato in una rotazione radiofonica significativa, il brano può contare su oltre 20 milioni di streaming e su una media di circa 30 mila ascolti giornalieri, dati riportati da Kworb. Cifre che raccontano una popolarità sotterranea ma costante, costruita nel tempo grazie all’ascolto consapevole e alla fidelizzazione del suo pubblico e alla conquista di uno sempre nuovo.

Ed è forse proprio qui che si misura davvero la strepitosa ascesa di Olly: nella capacità di far vivere anche le canzoni meno celebrate, trasformandole in piccoli cult per chi sa ascoltare oltre la superficie. Perché i grandi artisti non si riconoscono solo dai tormentoni, ma dalla forza silenziosa dei brani che continuano a crescere, giorno dopo giorno, lontano dai riflettori.

Scritto da Giovanni Saracino
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