Ritrovamenti: spazio a “Lauro” di Achille Lauro

Achille Lauro

Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Giovanni Saracino

Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non essendo state al centro della promozione di un progetto discografico, hanno continuato a risuonare nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra melodie e parole che meritano di essere riscoperte. Oggi parliamo de “Lauro” di Achille Lauro.

Queste gemme musicali raccontano spesso storie intime e universali, che svelano sfumature meno note degli artisti a cui appartengono e, forse, anche per questo si sono conquistate una propria dimensione nel tempo. In ogni puntata, andremo a scoprire un pezzo di passato che, in qualche modo, continua a trovare spazio anche nel presente.

Ritrovamenti: spazio a “Lauro” di Achille Lauro

Tratto dall’omonimo album del 2021, “Lauro” rappresenta forse uno dei controsensi più interessanti della musica italiana contemporanea. Il brano che porta lo stesso nome del disco, e che avrebbe dovuto esserne il manifesto, non è stato infatti estratto come singolo. Una scelta decisamente inusuale, considerando che solitamente la title track rientra nel novero dei brani destinati alla promozione radiofonica e, potenzialmente, al grande successo.

È raro, seppur non un unicum infatti, che una traccia intitolata come l’album resti esclusa dal circuito dei singoli, soprattutto quando il nome stesso funge da richiamo identitario. E in questo caso l’identità è centrale: “Lauro” prende il titolo direttamente dal nome di nascita di Achille Lauro, all’anagrafe Lauro De Marinis, e si configura come un racconto fortemente personale.

Il brano è costruito su un’alternanza emotiva fatta di incoerenza, promesse di redenzione e inevitabili ricadute nei medesimi errori. Una narrazione intima che trova riscontro anche nella sua struttura musicale: vaghi sentori punk-rock, filtrati però attraverso una chiave decisamente più pop. La melodia è scandita e iterativa, forse fin troppo, soprattutto se rapportata alla durata complessiva del pezzo, che supera i tre minuti e mezzo ed è in gran parte sorretta da un ritornello insistente, specchio sonoro di quella ripetitiva incoerenza raccontata nel testo.

Dal punto di vista dei numeri, il brano “Lauro” registra circa 2 milioni e mezzo di streaming, con una media che sfiora i 450 ascolti giornalieri. Dati probabilmente alimentati anche dalla curiosità suscitata dalla coincidenza nominale con l’album, nonostante la canzone non sia mai stata promossa tra i cinque brani ufficialmente estratti come singoli.

Il progetto discografico, va ricordato, ha conosciuto anche una Deluxe Edition e, l’anno successivo, una versione intitolata “Achille Idol Superstar”, che ha ampliato la tracklist includendo, tra gli altri, anche il brano sanremese “Domenica”. Anche questo avrà certamente contribuito a non promuoverla neanche successivamente, divorata da altri successi che hanno caratterizzato la rapida ascesa dell’artista romano.

Lauro” rimane così una confessione a cielo aperto: un autoritratto senza filtri, fatto di fragilità, debolezze e della lucida ammissione della propria incoerenza. Perché sì, si cade, si ricade, e a volte accettarlo è l’unico vero atto di onestà. E forse è proprio in questa imperfezione dichiarata che Achille Lauro riesce, ancora una volta, a essere profondamente autentico.

Scritto da Giovanni Saracino
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