Ritrovamenti: spazio a “Quanto forte ti pensavo” di Madame

Quanto forte ti pensavo Madame

Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Marco Zollo

Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non avendo rappresentato a livello promozionale un progetto discografico, hanno continuato a vivere nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Marco Zollo ci guiderà in un viaggio attraverso melodie e testi mai dimenticati, ma che meritano di essere riscoperti. Oggi parliamo di “Quanto forte ti pensavo” di Madame.

Queste perle musicali, raccontano spesso storie profonde e universali, e rappresentano sfaccettature meno conosciute degli artisti di riferimento, al punto da vivere una vita propria. In ogni puntata scopriremo insieme un pezzo del passato che, per qualche motivo, ha saputo sfidare il tempo e trovare una sua dimensione nel presente.

Ritrovamenti: spazio a “Quanto forte ti pensavo” di Madame

“E alle donne che hai amato / ho tenuto il mio segreto / e non ho detto come mi hai odiato / non ho detto di che sei capace / tanto non ti avrebbero lasciato / perché troppo innamorate / anche io lo sono stata”. Da chi è stato scritto questo testo? Naturalmente da lei, Francesca Calearo in arte… Madame! E d’altronde si sente. Si sente il suo desiderio di esprimere l’amore nelle sue forme più distorte, più disperate. “Quanto forte ti pensavo” rimane perfettamente intrappolato nel concept generale de “L’amore” del 2023, un album di grande successo discografico (50mila copie vendute in meno di un anno, Disco di Platino secondo FIMI/GFK).

Il racconto di Madame qui è un misto di rabbia, lucidità, sofferenza e rassegnazione. Soprattutto nella parte finale. Infatti, dopo aver descritto l’altra persona come ostile, disturbata e certamente artefice della rovina più soffocante, l’artista veneta si lascia andare ad una forma di sottomissione ossessiva e sconsolata, e canta: “Quindi ti darò tutto l’amore / l’amore / l’amoreL’amore che ho / l’amore che ho / l’amore che ho / sperando che un giorno mi libererà”. Perché è vero, ci si può emancipare da un amore tossico, ma serve coraggio, intraprendenza, e conoscenza delle proprie qualità. “Quanto forte ti pensavo” non è il manifesto della speranza, non è la luce in fondo al tunnel. È al contrario la volontà di rimanere passivi di fronte al male, credendo che sia l’unica soluzione possibile.

E la musica invece come si presenta? Ecco, alle volte mettere due note sotto un testo così denso è cosa alquanto rischiosa e ridondante. Ma per fortuna esiste l’estro di grandi producer come Shablo e Vincenzo Luca Faraone che hanno saputo supportare dignitosamente la penna di Madame. Che cosa hanno fatto? Considerando un tempo in 6/8, hanno costruito una ballad blues che lascia l’ascoltatore in costante stato di sublimazione. Una scelta di produzione ben precisa, dove le parole non vengono sovrastate dal caos ma sottolineate dalla semplicità armoniosa di un pianoforte, di un basso, di un velo d’archi, di una batteria e di poco altro.

Dicevamo dell’effetto che la canzone ha avuto sull’ascoltatore. Eh, no. Non basta. Siamo arrivati al punto che bisogna parlare al plurale, dell’effetto che continua ad avere… sugli ascoltatori! Anche senza diventare singolo radio, solo su Spotify l’hanno riprodotta, l’abbiamo riprodotta più di 30 milioni di volte in meno di quattro anni. E Madame questo lo sa. Se prendiamo in mano la scaletta musicale del “Disincanto Tour” di quest’estate, ci accorgiamo immediatamente che “Quanto forte ti pensavo” resiste. È lì, in tutta la sua fierezza. C’è solo da sperare che non venga abbandonata, e che ad essere abbandonato sia soltanto l’amore che odia, che amore forse non è stato mai.

Scritto da Marco Zollo
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