Ritrovamenti: spazio a “Resistere” de La Rappresentante di Lista
Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Marco Zollo
Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non avendo rappresentato a livello promozionale un progetto discografico, hanno continuato a vivere nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Marco Zollo ci guiderà in un viaggio attraverso melodie e testi mai dimenticati, ma che meritano di essere riscoperti. Oggi parliamo di “Resistere” de La Rappresentante di Lista.
Queste perle musicali, raccontano spesso storie profonde e universali, e rappresentano sfaccettature meno conosciute degli artisti di riferimento, al punto da vivere una vita propria. In ogni puntata scopriremo insieme un pezzo del passato che, per qualche motivo, ha saputo sfidare il tempo e trovare una sua dimensione nel presente.
Ritrovamenti: spazio a “Resistere” de La Rappresentante di Lista
“Resistere“. È la traccia numero nove di un album che proprio a giugno del 2026 ha ricevuto dalla FIMI la certificazione Platino per le oltre 50.000 copie acquistate. “My Mamma” (etichetta Woodworm), La Rappresentante Di Lista. Un lavoro gigantesco di cura, sperimentazioni, elettronica e strumenti analogici, che ha portato il duo in gara a Sanremo per ben due volte consecutive: con “Amare” nel 2021 e con “Ciao ciao” nel 2022. Ma nei credits si notano anche tanti collaboratori di primo piano.
Tra questi troviamo l’ingegnere del suono Andrea Suriani che si è occupato di tutto il mix e il mastering del progetto, e Dario Faini (Dardust) che ha prodotto specificamente tutta “Resistere”, cinque minuti e quarantasette secondi di canzone. Per le radio è troppo? Generalmente sì, ma negli anni non sono mancate nell’airplay tracce molto lunghe, anche recentemente. Il passepartout però rimane uno: il peso specifico che l’artista è riuscito a ritagliarsi in carriera. Immaginiamo quindi che La Rappresentante Di Lista questa importanza l’abbia raggiunta solamente qualche anno dopo, affermandosi come una delle realtà vmusicali italiane più influenti e determinanti nella nuova discografia pop.
“Mi accarezzerei e mi farei a pezzi / Ancora queste mani non riescono a credere / L’immensità dei cieli azzurri”. L’arrangiamento di “Resistere” è costituito da batteria, percussioni aggiuntive, pianoforte, sintetizzatori, vari archi fra cui violini, viola e violoncello, ma anche una chitarra elettrica e una baritona. Baritona? Sì, come quelle usate a fine anni cinquanta dalla surf music, genere sviluppato nella California del sud e usato anche dai Beach Boys, nel metal e in altre declinazioni del rock. Nel nostro caso la chitarra baritona è stata presa in mano da Roberto Cammarata, promoter e musicista palermitano, scopritore nel 2012 di LRDL quando ancora Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi erano attori di teatro.
Il testo è un monologo introspettivo sul fatto di aver attraversato le paure, i sogni e il dolore senza aver imparato a migliorarsi, e sulla necessità di continuare a vivere senza timori, e che forse sia questa l’unica cosa che conta di più. Curiosamente tutta la canzone è parlata, tranne il ritornello che rappresenta il momento della liberazione dai propri spettri, dalle proprie ombre. È un momento toccante che via via diventa sempre più corale. Anzi, il coro c’è ed è alla fine, come se fosse una vera rinascita dell’anima, una redenzione, un abbraccio alla vita. “Voglio provare ad esistere / La mia natura è resistere / E non mi importa di perdere / Quello che mi serve adesso è vivere”.
“Resistere” conta ad oggi oltre 2 milioni di stream su Spotify, un buon piazzamento d’ascolto liquido, ed è stata riproposta anche in alcuni tour successivi alla promozione di “My Mamma”; ad esempio, la ritroviamo nella scaletta de “LRDL 2024 tour”, e speriamo torni ad essere riproposta anche prossimamente.