Ritrovamenti: spazio a “Veronica guarda il mare” di Noemi
Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Giovanni Saracino
Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non essendo state al centro della promozione di un progetto discografico, hanno continuato a risuonare nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra melodie e parole che meritano di essere riscoperte. Oggi parliamo di “Veronica guarda il mare” di Noemi.
Queste gemme musicali raccontano spesso storie intime e universali, che svelano sfumature meno note degli artisti a cui appartengono e, forse, anche per questo si sono conquistate una propria dimensione nel tempo. In ogni puntata, andremo a scoprire un pezzo di passato che, in qualche modo, continua a trovare spazio anche nel presente.
Ritrovamenti: spazio a “Veronica guarda il mare” di Noemi
Contenuta nell’album “Cuore d’artista” del 2016, “Veronica guarda il mare” chiude la tracklist del disco di Noemi, composta da nove brani. Tra questi figurano anche i singoli “La borsa di una donna”, presentato in gara al Festival di Sanremo dello stesso anno, “Fammi respirare dai tuoi occhi”, “Idealista!” e “Amen”.
Firmata da Saverio Grandi per il testo e da Gaetano Curreri degli Stadio e Fabio Barnaba per le musiche, “Veronica guarda il mare” è una ballad lenta, delicata e fortemente evocativa. Pur non essendo stata scritta da Noemi, la canzone assume i contorni di una sorta di autobiografia artistica e personale dell’interprete romana. Il mare diventa infatti la metafora del suo percorso di vita, fatto di correnti che trascinano, onde che travolgono e approdi che conducono verso nuove emozioni, sentimenti e inevitabili dolori.
Si tratta di uno dei brani meno conosciuti del repertorio di Noemi. Su Spotify, infatti, supera di poco i 300mila ascolti, collocandosi tra le tracce meno ascoltate dello stesso album. Una scelta comprensibile per un pezzo poco radiofonico, ma che si distingue per una costruzione musicale raffinata e per un testo capace di unire semplicità e profondità.
Proprio come il mare evocato nel titolo, la canzone invita a lasciarsi attraversare dalle sue immagini e dalle sue suggestioni. Forse è questa la chiave per riscoprirla oggi: non cercare il ritornello immediato o l’impatto istantaneo, ma lasciarsi guidare dal suo racconto intimo, dalla sensibilità interpretativa di Noemi e da una scrittura che trova la propria forza nelle sfumature. È in questa dimensione raccolta e autentica che “Veronica guarda il mare” continua a custodire il suo valore più prezioso, quello per cui vale la pena riascoltarla ancora oggi, almeno un’altra volta.