Ritrovamenti: spazio ad “Avessi un altro modo” di Marco Mengoni
Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Giovanni Saracino
Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non essendo state al centro della promozione di un progetto discografico, hanno continuato a risuonare nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra melodie e parole che meritano di essere riscoperte. Oggi parliamo di “Avessi un altro modo” di Marco Mengoni.
Queste gemme musicali raccontano spesso storie intime e universali, che svelano sfumature meno note degli artisti a cui appartengono e, forse, anche per questo si sono conquistate una propria dimensione nel tempo. In ogni puntata, andremo a scoprire un pezzo di passato che, in qualche modo, continua a trovare spazio anche nel presente.
Ritrovamenti: spazio ad “Avessi un altro modo” di Marco Mengoni
Contenuto in “Pronto a correre“, album del 2013 di Marco Mengoni, “Avessi un altro modo” è una ballad delicata e dal sapore un po’ retrò ma allo stesso tempo moderna, un ossimoro trasformato in musica. Il ritmo è dolce e accompagna un testo che richiama le atmosfere di una Mina contemporanea ad esempio, come si può sentire in brani recenti come “Buttalo via” del 2025.
Il pezzo è stato inevitabilmente messo in ombra dai grandi successi di quell’anno d’oro per l’artista di Ronciglione: dall’omonimo brano che prende il titolo dall’album “Pronto a correre” a “Non passerai”, da “Bellissimo” a “La valle dei re” fino a “L’essenziale”, che trionfò al Festival di Sanremo 2013.
Nonostante questo però, i numeri restano positivi. Mengoni ha scelto di portare il brano in alcuni dei suoi concerti, facendolo conoscere anche a chi non è un fan di lunga data. Oggi “Avessi un altro modo” sfiora 1,3 milioni di streaming su Spotify, risultando tra i brani più ascoltati dell’album che non sono stati lanciati come singoli. Sicuramente un successo frutto anche di questa scelta dell’artista, intenzionato a non trascurare nessuno dei passi compiuti verso il successo ottenuto.
Il fascino della canzone sta nella sua semplicità e nella capacità di mostrare un lato più intimo di Mengoni. Non cercando virtuosismi vocali estremi, ma giocando su sussurri e sfumature che arrivano dritti all’anima, come una carezza leggera. Marco dimostra di poter emozionare anche senza spingersi alle sue ormai conosciuti apici vocali, trasformando ogni parola in un piccolo incanto che resta impresso in chi ascolta.
Per chi ama Marco Mangoni è ovviamente una conferma, ma per chi lo conosce solo per i grandi successi può essere una vera scoperta, in quel lato più intimo ed equilibrato che l’artista è in grado di offrire, abbracciando in modo trasversale un pubblico sempre più ampio.