Rob: “Il caos non si sistema, si urla” – INTERVISTA
A tu per tu con Rob per parlare del suo primo Ep intitolato “Chaos perfetto”, disponibile da venerdì 24 aprile 2026 per Warner Music. La nostra intervista alla vincitrice di X Factor
Un cambiamento improvviso, una vita che accelera e la necessità di trovare un equilibrio dentro il disordine: nasce così “Chaos perfetto”, il primo Ep di Rob. Un progetto costruito in soli tre mesi, ma capace di restituire con lucidità e autenticità un momento di passaggio tanto intenso quanto universale.
Dentro queste tracce c’è tutto: l’amore, certo, ma anche la rabbia, la denuncia, l’ironia e quella leggerezza necessaria per sopravvivere a una fase della vita in cui ogni emozione è amplificata. Un racconto generazionale che passa attraverso brani diversi tra loro, capaci di alternare momenti più duri, come quelli legati alla denuncia sociale, ad altri più intimi o autoironici.
Il risultato è un Ep che affonda le radici nel pop punk, ma si apre a contaminazioni e collaborazioni significative, da Nitro a Naska, mantenendo sempre al centro un’urgenza narrativa forte e personale. Un lavoro nato di getto, seguendo emozioni e stati d’animo.
In questa intervista, Rob ci accompagna dentro il suo “Chaos perfetto”: un viaggio tra musica, crescita personale e nuove consapevolezze, in cui il disordine smette di essere un problema e diventa, semplicemente, parte della vita.
Rob racconta le tracce del suo primo Ep “Chaos perfetto”, l’intervista
Cosa hai voluto inserire in questo progetto, che di fatto rappresenta il tuo biglietto da visita discografico?
«“Chaos Perfetto” racconta come sto vivendo la vita in questo momento. Il filo conduttore è spesso l’amore, ma ci sono anche brani che si allontanano da questo tema: “Come si fa a vent’anni” parla dei cambiamenti e degli errori che si fanno a questa età, mentre “Fiori di loto” affronta un tema forte come il femminicidio. Poi ci sono anche pezzi più leggeri, come la focus track, che racconta l’innamoramento e l’accettazione delle imperfezioni. In fondo è proprio questo il senso del titolo: la vita è caotica, ma va bene così».
A proposito del titolo di questo Ep, sui social hai scritto: “il caos non si sistema, si urla”. Quali sono i temi e le situazioni che più di tutte hai voluto raccontare e urlare?
«Ho voluto mettere dentro tutto: denuncia, ironia, rabbia e spensieratezza. “Misericordia” è molto arrabbiata, parla del giudizio delle persone, mentre “Fiori di loto” affronta una tematica delicata come la violenza. Ma c’è anche autoironia, come in “Stupida”. Credo che la musica debba servire sia a divertirsi sia a lanciare messaggi importanti, anche forti, che arrivino davvero».
Come si è sviluppato il processo creativo che ha preso forma in questi tre mesi e come sono nate le canzoni di “Chaos Perfetto”?
«È stato tutto molto intenso. Ogni canzone nasceva da quello che provavo in quel momento: se ero triste usciva una ballad, se ero arrabbiata nasceva un pezzo come “Misericordia”. A volte partiva tutto da una parola o da un giro di chitarra. È strano, perché riascoltando i brani penso sempre al momento in cui sono nati. È come se fossero dei figli: li vedi crescere e poi, quando escono, è come lasciarli andare».
Dal punto di vista musicale, che tipo di lavoro c’è stato dietro alla ricerca del sound da restituire a questo progetto?
«Io faccio pop punk, quindi parto da quella radice, che è un genere ribelle, che dice le cose senza filtri. Però ho lavorato con tanti produttori diversi e questo ha portato a contaminazioni interessanti. L’obiettivo era mantenere energia e autenticità, ma anche dare spazio a sfumature diverse, in base a quello che volevo raccontare».
Il singolo che accompagna l’uscita di “Chaos Perfetto” è “Misericordia”, realizzato insieme a Nitro. Com’è stato questo incontro?
«Lavorare con Nitro è stato incredibile. Io lo ascoltavo già da piccola, quindi trovarmi in studio con lui è stato assurdo. È stato bello vedere come due mondi diversi, il suo rap e il mio pop punk, si siano incontrati. Abbiamo trovato un equilibrio naturale e questo ha reso il pezzo ancora più forte».
Un’altra collaborazione importante è quella con Naska, che firma “La mia storia”. Com’è nato?
«Naska è super vicino al mio mondo, quindi è stato tutto molto naturale. Ha una penna incredibile e lavorare con lui è stato davvero stimolante. Mi ha dato tanto, sia a livello umano che artistico, ed è stato bellissimo poter collaborare su un brano così personale».
Quali skill pensi di aver appreso dalla tua esperienza a X Factor e di aver messo in pratica in questo Ep?
«Sicuramente ho imparato a essere meno severa con me stessa. Sono molto autocritica, ma lì ho capito che bisogna darsi tempo. Inoltre ho imparato a gestire ritmi intensi, ansia e stress. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto e mi ha preparata a quello che sto vivendo adesso».
Il tuo primo tour partirà da Milano con una data già sold out alla Santeria. Che tipo di live dobbiamo aspettarci?
«Sarà un live molto caotico, proprio come l’EP. Ci saranno momenti diversi: i brani del progetto, canzoni inedite, cover riarrangiate e anche momenti acustici. Sarà un vero e proprio viaggio, con tanti alti e bassi».
E cosa ti aspetti invece dal pubblico in queste date?
«Spero arrivi tanto calore. Per me il pubblico è tutto, è la mia energia. Vorrei che le persone venissero ai live per divertirsi, per saltare, per lasciare fuori i problemi e vivere quel momento al massimo».
Per concludere, cosa ti rende davvero soddisfatta del tuo percorso finora e di “Chaos Perfetto”?
«Il fatto che, anche se è nato in poco tempo, mi rappresenta al cento per cento. Non avrei immaginato, mesi fa, di arrivare a pubblicare un Ep. Invece oggi è realtà e ne sono davvero felice».