A tu per tu con il cantautore pugliese, in uscita con il nuovo singolo intitolato “Primo passo

Tempo di  nuova musica per Roberto Manobianco, artista e insegnante di canto che abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del singolo “Primo passo”, disponibile in rotazione radiofonica e negli store digitali a partire dallo scorso 14 luglio.

Ciao Roberto, benvenuto. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Primo passo”, cosa racconta?

«Ho voluto, con un po’ di ironia, raccontare i pensieri contrastanti e le incertezze che affollano la mente di chi è vorrebbe essere più spigliato in “amore” ma che purtroppo è l’esatto contrario del play boy. Come un mantra, per darsi coraggio, si ripete che la ragazza di cui si è invaghito sarà sua ma l’eccessivo zelo e l’eccessiva incertezza finiscono per  farla scappare».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il significato del brano?

«Certo, nella  frase “Maledetta Paranoia che mi fa scivolare tra le nuvole, non capisco cosa accade ma questo è l’effetto che non sai” è racchiuso quanto appena detto».

A livello musicale, come siete arrivati a questo tipo di sound?

«Volevamo che il brano facesse muovere il corpo cercando di ricreare quella tipica atmosfera da club, scenario di tante storie come quella del personaggio della mia canzone».

Dal punto di vista narrativo, cosa aggiungono le immagini del videoclip diretto da Angelo Pace?

«Il videoclip è figlio del recentissimo lockdown e racconta in maniera sottile la reclusione in casa e la voglia di riprendere a vivere ed emozionarsi, la voglia di ritornare alla normalità se pur impacciata per  il soggetto della canzone».

Come descriveresti il tuo rapporto con la musica?

«È un dare e avere! Mì ha dato tanto dal punto di vista emotivo, caratteriale e umano…. è un punto di riferimento nei momenti più bui e un luogo dove lasciarmi andare per non sprofondare nei miei pensieri. Così come mi ha dato tanto cerco di dare, attraverso la mia musica, le stesse cose che ha dato a me a chiunque ascolti le mie canzoni».

Quali artisti hanno influenzato e accompagnato il tuo percorso?

«Amo di gran lunga le voci femminili che cantano “di pancia” , senza pensare troppo ai manierismi ma a quello che il brano rappresenta per loro e maestre in questo secondo me sono state Billie Holliday, Nina Simone e Amy Winehouse. Ma sono cresciuto ascoltando anche gli Smashing Pumpkins,i Nirvana, Le Hole, gli Articolo 31, insomma tutto quello che in qualche modo rappresentava i miei pensieri in un determinato momento della mia vita».

Quanto influiscono la tua terra e le tue radici nelle tue canzoni?

«La mia terra è sempre presente, anche se non in maniera evidente, perché fa da sfondo a tutti i miei brani, al mio vissuto. In un brano di recente scrittura però l’ho voluta omaggiare ma non voglio ancora svelare in che modo».

Al netto della confusione dovuta al momento, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere? Cosa puoi anticiparci a riguardo?

«Purtroppo quello che è capitato ha rallentato leggermente i lavori ma non mi sono e non ci siamo fermati perché abbiamo sfornati nuovi brani e tra qualche settimana entrerò in studio di registrazione. Ma dovrete aspettare ancora un po’ per ascoltarli perché a breve uscirà il mio primo EP che raccoglie “vado via”, “Rinascerò”, “Primo passo” e altri brani».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«Non è semplicissimo rispondere a questa domanda perché quando scrivo un pezzo lo scrivo per me, per immortalare una sensazione. Scrivo di situazioni che chiunque si è ritrovato ad affrontare almeno una volt nella vita, quindi si rivolge a chiunque ascoltandola trovi un po’ di se e del proprio vissuto e ha voglia di cantare le proprie emozioni. Spero arrivi a più gente possibile, ma chi non lo vorrebbe?».

© foto di Azzurra Primavera

The following two tabs change content below.

Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.