Roby Facchinetti: “Se c’è passione e desiderio tutto può accadere” – INTERVISTA

A tu per tu con Roby Facchinetti per parlare dell’opera-prog “Parsifal – L’uomo delle stelle”, con le liriche di Stefano D’Orazio e Valerio Negrini, disponibile dal 28 marzo
Un nuovo importante progetto per Roby Facchinetti, che in questa intervista ci racconta la genesi e la gestazione di “Parsifal – L’uomo delle stelle”, l’opera-prog che racconta le gesta del cavaliere mitologico con le musiche da lui curate e le liriche di Stefano D’Orazio e Valerio Negrini, in uscita venerdì 28 marzo per Warner Music.
L’idea nasce da quello che è sempre stato un forte desiderio da parte del cantante e musicista bergamasco, di completare e trasformare in un’opera autentica il racconto dell’eroe Parsifal, già protagonista dell’omonima suite musicale e di un album cult dei Pooh pubblicato nel 1973. L’opera si compone di quarantaquattro brani divisi in due atti, dove l’eroe non appare più come un mito irraggiungibile, ma come un uomo che è chiamato ad affrontare difficoltà e prove, connotato da un’umanità profonda.
Roby Facchinetti presenta l’opera-prog “Parsifal – L’uomo delle stelle”, l’intervista
Tanti anni di lavoro e questo progetto vede finalmente la luce, cosa ti rende orgoglioso del risultato?
«Sono molto molto contento e felice di aver portato a termine questo progetto che all’inizio sembrava quasi impossibile. Nella vita ho imparato che quando vivi anche questi progetti che possono sembrare all’apparenza irraggiungibili, se c’è la passione, la forza, la voglia, il desiderio… allora tutto può accadere».
Sin dal primissimo album del 1973, cosa ti ha colpito della storia di Parsifal e del suo personaggio?
«Mi ha sempre colpito che questo Parsifal è diventato il più grande cavaliere della storia pur portandosi dietro valori e significati importanti, anche a livello umano. Non dimentichiamo che lui è il cavaliere senza macchia, e questo suo animo integerrimo mi ha sempre affascinato».
Nel 2012 il progetto comincia a prendere forma con Valerio Negrini, ripreso in seconda battuta con Stefano D’Orazio. Un sogno nato a sei mani che ha trovato poi l’apporto e l’appoggio di altri voci in campo…
«Inizialmente ho trasferito tutto su nastro, ma erano semplicemente dei provini. Dopo aver verificato che la storia funzionasse, ho cominciato a farlo sentire in giro, perché avevo bisogno di compagni di viaggio che credessero come me, come noi, in questo progetta opera-prog, proprio come me, Valerio e Stefano. Ed è stato così, in tanti hanno desiderato esserci, una serie di produttori che erano legati a delle società e non ultimo, diciamo che la ciliegina sulla torta, anche Warner Music che ha deciso di investire su questo titolo che si presta ad essere anche internazionale, perché c’è l’idea di farlo uscire non solo in Italia, ma anche all’estero».
Per concludere, cosa ti auguri possa arrivare al pubblico di questa opera mastodontica? Quali valori e quali sentimenti ti piacerebbe che venissero colti?
«Beh, è un racconto importante, una vicenda che appartiene alla storia dell’uomo, in riferimento a Re Artù, i cavalieri della tavola rotonda e che ci racconta delle crociate, del Santo Graal, di tutte queste affascinanti situazioni che sono riportate in questo nuovo Parsifal in un modo un po’ diverso, perché Stefano ha voluto umanizzare il personaggio, restituendogli tanta sensibilità e tanta spiritualità».