“Rosa” de I Cosi: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Rosa” de I Cosi
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2007 con “Rosa” de I Cosi.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Rosa” de I Cosi
“Rosa” è uno dei brani più notturni e magnetici del repertorio de I Cosi, una canzone che vive di sottrazione, atmosfere e desiderio irrisolto. Contenuta nell’album “Accadrà” del 2007, rappresenta perfettamente quella stagione dell’indie italiano capace di raccontare i sentimenti attraverso immagini sfocate, sensuali e profondamente inquietanti.
Fin dai primi versi, la notte non è solo un momento temporale, ma un luogo emotivo. È di notte che il protagonista torna a prendersi ciò che non ha mai smesso di desiderare, ciò a cui non sa rinunciare. Il buio diventa protezione, complice, possibilità di vivere un sentimento che alla luce del giorno non potrebbe esistere. Il giorno, infatti, “non dovrà vedere”: la verità di questo amore è clandestina, fragile, forse colpevole.
Le immagini visive sono centrali: occhi grandi che fanno male, che sanno stregare. Lo sguardo diventa arma, incantesimo, ferita. Anche l’arrivo dei “venti d’oriente” aggiunge una dimensione esotica e simbolica, come se la notte portasse con sé una forza inevitabile, capace di travolgere ogni resistenza morale.
“Rosa” non è una canzone d’amore tradizionale. È il racconto di un tradimento emotivo prima ancora che fisico, di una distanza che cresce anche restando insieme. Non ci sono spiegazioni, né giustificazioni: solo il riconoscimento di un sentimento che non può essere controllato.
Il testo di “Rosa” de I Cosi
Di notte verrò
Per riprendermi quel che non ho
Mai potuto dimenticare
Ciò a cui non so rinunciare
Di notte sarà
Perché il giorno veder non dovrà
Quando nella tua stanza buia
Sola più non resterai
Rosa non essere gelosa
Se non ti guardo più
Se penso solo a lei
Se la sogno ancora tra le mie lenzuola
Più bianca della luna bella come nessuna
Che notte sarà
Già la vedo negli occhi che hai
Occhi grandi che fanno male
Occhi che sanno stregare
La notte verrà
Con i venti d’oriente verrà
Sarà dolce dimenticare
Quando la notte saprà
Di noi
Rosa non essere gelosa
Se non ti guardo più
Se penso solo a lei
Se la sogno ancora tra le mie lenzuola
Più bianca della luna bella come nessuna
Se tu fossi lei
Come ti vorrei
Rosa non essere gelosa
Se non ti guardo più
Se penso solo a lei
Più bianca della luna
Bella come nessuna
La notte si consuma
Più nulla mi consola… consola
Più nulla mi consola
Rosa… Rosa… Rosa… Rosa…
Rosa… Rosa… Rosa… Rosa… Rosa