Roshelle, “L’origine del mondo” è il titolo del nuovo singolo

Roshelle

Tempo di nuova musica per Roshelle che, a partire dallo scorso venerdì 6 febbraio 2026, ha reso disponibile il singolo “L’origine del mondo”

Anticipato da alcuni indizi condivisi nei giorni scorsi sui social, Roshelle annuncia oggi il nuovo singolo “L’origine del mondo”, in uscita venerdì 6 febbraio per BMG e disponibile da ora in presave (http://roshelle.lnk.to/originedelmondo). 

Con “L’origine del mondo” la cantautrice torna a più di due anni di distanza dalle scene per aprire un nuovo capitolo del suo percorso artistico: una vera e propria rinascita emotiva e creativa, in cui ciò che è stato si frantuma per lasciare spazio a una nuova pienezza. 

«La nascita della nuova stagione ha lacerato ed esploso i bordi del contenitore in cui abitava quella precedente. Le mie abitudini sono cambiate, le stanze in cui penso non sono più le stesse. Il mio cuore oggi è pieno, al posto di sentirsi un barattolo vuoto in cerca del suo coperchio. ‘L’origine del mondo’ è il big bang, è la colonna sonora di un giorno di nebbia fittissima in cui poi spunta il sole e me lo godo. Questa canzone è una piccola porta che affaccia sull’universo infinito, ci si tuffa senza indecisioni e lo abbraccia» ha commentato Roshelle.

La canzone si compone strumento dopo strumento fino a raggiungere un apice sonoro vibrante, per poi tornare all’essenza spogliandosi lentamente di tutto ciò di cui si era vestita. Un movimento ciclico che riflette il senso stesso del brano: nascita, esplosione, creazione di nuovi mondi.

“L’origine del mondo” fa da big bang al nuovo progetto di Roshelle: apertura e insieme epilogo del suo primo album di inediti “Mangiami pure”, in uscita il 27 marzo per BMG, con la direzione artistica di Tommaso Ottomano. Un percorso sonoro che introduce una Roshelle inedita, in una veste estetica e musicale più consapevole.

Il video, diretto da Tommaso Ottomano, costruisce un immaginario intimo e sospeso, in cui il tempo sembra rallentare fino quasi a dissolversi. La scena è dominata da una casa in miniatura, uno spazio domestico fragile e simbolico che prende vita attraverso trasformazioni visive e percettive. Roshelle la attraversa con gesti misurati, abitando ogni stanza come un frammento emotivo: gli oggetti si animano, le proporzioni si alterano e le superfici mutano, suggerendo un processo di costruzione e ricostruzione interiore. L’estetica, curata e cinematografica, accompagna lo spettatore in un viaggio delicato tra solitudine, curiosità e immaginazione, lasciando affiorare più domande che risposte.

Scritto da Redazione RM
Parliamo di: