A tu per tu con l’artista lucana, fuori con il singolo “Fammi credere all’eterno“, tratto da “Universale

Tempo di nuova musica per Rosamaria Tempone, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Rosmy, fuori con il singolo “Fammi credere all’eterno”, nuovo estratto dal suo album d’esordio Universale, rilasciato lo scorso 11 gennaio. Composto a quattro mani con Luca Sala e prodotto da Enrico Kikko Palmosi, il brano è accompagnato dal videoclip impreziosito dalla presenza del noto attore comico Giovanni Storti. Incontriamo nuovamente la cantautrice lucana, per parlare dei suoi progetti e di questo positivo momento professionale ricco di soddisfazioni.

Ciao Rosmy, bentrovata. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Fammi credere all’eterno”, che significato ha per te?

«E’ un brano importante, già dal titolo stesso lascia immaginare qualcosa di infinito. Personalmente penso che l’eternità sia legata a un momento, quello della scelta. Ognuno di noi si ritrova a decidere della propria eternità, quanto deve durare e se durerà, per quanto mi riguarda affronto le cose con questo spirito, poi si cambia e arrivano altre eternità. Bisogna crederci».

Sei stata definita la cantautrice dell’amore, una bella responsabilità, visto che parlare di questo sentimento non è mai facile…

«Nella vita credo che l’amore sia la forza in grado di smuovere tutto, inteso come passione e come sentimento a 360 gradi. Il termine “cantautrice dell’amore” per me è bellissimo perché mi fa capire che io stessa sto mettendo davvero tutto l’amore del mondo in quello che sto facendo. In questo brano nello specifico c’è una bella contrapposizione, che con Kikko abbiamo voluto evidenziare anche negli arrangiamenti, perché si alternano momenti di desiderio, di follia, di sensualità e di rabbia».

Pensi che i social network abbiano incrinato ulteriormente i rapporti tra le persone?

«Credo proprio di sì, con questo progetto sono partita dal brano “Inutilmente” dove ho evidenziato l’attuale fenomeno del ghosting, in più c’è troppa confusione e velocità nel modo di comunicare, spesso viene prestata più attenzione all’immagine piuttosto che al contenuto, tendiamo a semplificare le cose».

Ma arriviamo al videoclip, che sdrammatizza un po’ il tutto, grazie soprattutto alla presenza di Giovanni Storti, com’è stato lavorare con lui?

«Lui è così, come lo vedi nei suoi film o nel mio videoclip, in più è una persona molto riservata, dolce e delicata. Sul set si è posto in maniera fantastica, ha fatto divertire tutti, ci sono dei momenti nel backstage che mi piacerebbe pubblicare, chissà. E’ stato davvero un piacere lavorare con lui».

Nel video c’è un finale a sorpresa che non so se vuoi spoilerare, però in qualche modo ci invita a riflettere su quanto la vita sia in fondo breve, dare sfogo a quello che siamo e seguire il nostro cuore non dovrebbe mai essere un errore, no?

«Penso che la scelta giusta sia sempre seguire se stessi, la libertà di comportarci per quelli che siamo. Le decisioni sono sempre personali e soggettive, questo finale potrebbe essere analizzato da diversi punti di vista, in primis la voglia di non percorrere la strada più comoda, cosiddetta standard, a favore di una scelta vera e sentita. Ho voluto lanciare un messaggio positivo, perché la vita va vissuta».

Qual è l’aspetto che più ti affascina nella fase di composizione di una canzone?

«Sento l’esigenza e l’urgenza di dire qualcosa, una sensazione che mi arriva da una serie di riflessioni. I miei testi nascono così, in maniera bella e unica, ogni volta che sento di avere qualcosa da dire mi gaso. Un brano nasce, mano a mano viene fuori, ma è sempre l’emozione che decide in quale direzione portarti.

Mi arriva tutto all’improvviso, non decido io il momento, quando accade mi fermo e butto giù due righe, da lì parte tutto. Per carattere cerco sempre aiuto e mi confronto con altre persone, non a caso il mio disco ha tante collaborazioni, fare le cose in gruppo è, secondo me, la vera forza. Ho sempre le porte aperte verso gli incontri e il cambiamento». 

Tra i prossimi impegni in calendario, l‘1 agosto a Jesolo e il 23 agosto a Mestre parteciperai al Festival Show. Ti vedo e ti sento serena, si percepisce che stai vivendo un bel momento.

«Sì, è davvero un bel momento, anche se tendo sempre a volere di più, sono contenta dei risultati che stanno arrivando, mi gratificano e fortificano. Non vedo l’ora di cantare davanti all’enorme pubblico del Festival Show, poi ad ottobre parteciperò al Mei, altro appuntamento per me molto importante. Devo dire che questo 2019, fino a questo momento, mi ha regalato tante cose belle e molto diverse tra loro, da Sanremo Rock alla Notte del Liscio, questo connubio e l’unione tra i generi musicali aiuta sempre tanto».

Per concludere, dove e a chi desideri arrivare con la tua musica?

«Come tutti coloro i quali fanno musica, il mio obiettivo è quello di arrivare al pubblico e non è così facile, ci vuole una fatica pazzesca. Non intendo necessariamente 100mila follower, mi riferisco ad un pubblico reale, quando canti e ti ritrovi davanti tantissime persone».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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