Sal Da Vinci: “Ho sempre cercato di impegnarmi per essere felice, imparando il mestiere dell’amore”
Le parole di Sal Da Vinci nel giorno di uscita del suo nuovo album, intitolato “Per sempre sì”, disponibile sia in fisico chee in digitale per Atlantic Records Italy / Warner Music Italy / Cose Production a partire da venerdì 29 maggio 2026
Sal Da Vinci ha reso disponibile il nuovo album “Per sempre sì”. Prodotto da Adriano Pennino, il disco arriva in uno dei momenti più importanti della carriera recente dell’artista napoletano: dal trionfo al Festival di Sanremo al successo senza confini di “Per sempre sì“, diventato un fenomeno virale capace di conquistare anche il pubblico europeo grazie all’eco dell’Eurovision Song Contest.
Un progetto che mette al centro l’amore, la famiglia, la resilienza e la forza dei sentimenti, con quello stile autentico e popolare che da sempre rende Sal Da Vinci una delle voci più amate. Queste le sue parole durante l’incontro stampa di presentazione dell’album: «Mi sorprende e mi rende felice che sia arrivato qualcosa di veritiero. Questo disco parla di logiche che fanno parte della nostra vita, racconta il dolore, il rapporto tra un padre e un figlio. Ho sempre cercato di impegnarmi per essere felice, imparando il mestiere dell’amore. La fedeltà è la costruzione di un qualcosa, non una parola vuota. È la dimostrazione di qualcosa di speciale».
«Quando si parla di neomelodico – aggiunge l’artista – sembra che si parli di un genere a parte che non fa parte della cultura del nostro Paese. Se analizziamo la parola, nuovo melodico non è un termine positivo. Il problema è quando si usa per ghettizzare, e questa cosa va un po’ chiarita. Io faccio musica pop, che arriva al cuore della gente e che racconta i sentimenti che possono provare tutti. In questo album non ho fatto altro che raccontare me stesso, il mio modo di fare musica e di vivere».
Sal Da Vinci racconta poi “Voglio ancora amarti“, dedicata al padre e custodita a lungo prima di trovare finalmente spazio in questo progetto: «È una canzone nata nel dolore, un dolore insopportabile che non passa col tempo. All’inizio non riuscivo a cantarla, poi qualche anno fa, durante uno spettacolo il regista Luca Miniero mi convinse a eseguirla dal vivo. C’era una commozione generale. Il dolore si è trasformato così in altro. Questa canzone io l’ho voluta cantare per esorcizzare il dolore, perché tutti noi, bene o male, passiamo da lì. La musica aiuta a superare anche queste cose. La gente non vuole altro che questo».
Chiarissimo il senso di questo progetto, che Sal tiene a ribadire: «Quando si parla di canzone popolare, il grande Roberto Vecchioni, napoletano d’adozione, si è spesso sul significato del termine “canzone alta”, che non deve essere per forza intellettuale, ma deve abbracciare più gente possibile. Quindi, se anche una canzone di questo album riuscisse a far riflettere anche solo una persona, io avrò compiuto il mio intento. È un disco di pancia, fatto con amore, che aiuta a riscoprire il valore dello stare insieme. Io stesso mi sono messo a confronto con tanti ragazzi giovani che, con me, hanno realizzato questo lavoro».
In chiusura, un commento sull’esperienza dell’Eurovision Song Contest che si è appena conclusa: «A Vienna c’è stato un incontro di culture, ma anche di esseri umani. E stato un villaggio di sentimenti, un‘esperienza che porterò nel cuore per sempre. Con molti ragazzi giovani rappresentanti di altre nazioni, ci sentiamo e ci confrontiamo. Alcuni mi chiedono di collaborare o di poter incidere “Per sempre sì” in altre lingue. Che dire, è un qualcosa di pazzesco».