Sanremo 1961, viaggio nella storia del Festival

Sanremo 1961, viaggio nella storia del Festival

Il nuovo decennio si apre con i debutti di Celentano, Gaber, Paoli, Little Tony e Milva ma, nonostante le tante novità, vince la tradizione di Luciano Tajoli e Betty Curtis con “Al di là“.

L’undicesimo Festival della canzone italiana è andato in scena dal 26 gennaio al 4 febbraio del 1961 per la prima volta in quattro serate non consecutive, come al solito dal Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, con la conduzione affidata agli attori Alberto Lionello, Giuliana Calandra e Lilli Lembo. Tra gli interpreti in gara numerose conferme, tra cui: Achille Togliani, Gino Latilla, Arturo Testa, Fausto Cigliano, Joe Sentieri, Mina, Jula de Palma, Miranda Martino, Sergio Bruni, Teddy Reno, Wilma De Angelis, Tonina Torrielli, Tony Dallara, Betty Curtis e il ritorno di veterani del calibro di Claudio Villa, Aurelio FierroCarla Boni. Grandi assenti Nilla Pizzi e Domenico Modugno, sempre più lanciato verso la sua intensa carriera internazionale.

Concludono la rosa degli interpreti, una lunga lista di esordienti: da Adriano Celentano a Little Tony, passando per Milva, Tony Renis, Edoardo Vianello, Jimmy Fontana, Gianni Meccia, Rocco Granata, Luciano Rondinella, Cocky Mazzetti, Jolanda Rossin, Niki Davis, Sergio Renda, Nelly Fioramonti, Jenny Luna, Maria Monti, Aura D’Angelo, Nadia Liani, Silvia Guidi, i cantautori Giorgio Gaber, Gino Paoli, Bruno Martino, Pino DonaggioUmberto Bindi, oltre al vincitore Luciano Tajoli che commuove tutti per via della sua voce e della sua storia: per anni aveva tentato di approdare al Festival, ma non era stato ritenuto idoneo dalle organizzazioni precedenti a causa della sua zoppia dovuta alla contrazione della poliomielite da bambino.

Top e Flop di Sanremo 1961

Top
1. Adriano Celentano – Little Tony – “24 mila baci”   
2. Mina – Jenny Luna – “Le mille bolle blu”
3. Gianni Meccia – Wilma De Angelis – Patatina

Flop
1. Bruno Martino – Jula de Palma – A.A.A. adorabile cercasi” 
2. Edoardo Vianello – Luciano Rondinella – “Che freddo!”
3. Tony Renis – Niki Davis – Pozzanghere

Nonostante l’applauditissima vittoria, “Al di là” non convince a livello di vendite oltre che alla prova del tempo, cosa che riesce con facilità ai due debuttanti d’eccezione Adriano Celentano e Little Tony, che si classificano al secondo posto con “24 mila baci”, una delle pietre miliari del rock ‘n’ roll nostrano. Ottiene maggiore visibilità rispetto all’anno precedente Mina, la futura tigre di Cremona si classifica al quarto e al quinto posto con i brani “Io amo tu ami” e la celeberrima “Le mille bolle blu”. Durante una delle sue esibizioni, l’artista (accreditata dalla stampa come favorita alla vigilia) fu colpita da una crisi al punto da lasciare il palco in lacrime a metà canzone dopo aver perso completamente la voce a seguito di un acuto. Un brutto scherzo giocato dalla grande emozione, che portarono la cantante alla sofferta decisione di non rimettere mai più piede alla manifestazione, una promessa ancora oggi mantenuta a distanza di cinquantasei anni.

LE CONCLUSIONI DEL DIRETTORE

 

Gli anni ’60 per il Festival di Sanremo si aprono con la maggiore svolta mai vissuta dalla kermesse ligure fino a quel momento: al Casinò approdano i primi, veri, grandi cantautori italiani che ancora oggi cantiamo con maggior passione e gioia. Giorgio Gaber e Gino Paoli, ma anche in misura diversa Pino Donaggio, Edoardo Vianello Tony Renis, inaugurano quel filone cantautorale, intimo e personale che trasmuta la cifra stilistica della kermesse facendola passare da una dimensione spiccatamente leggera, nazional-popolare e classica ad una decisamente più sopraffina, elegante e personale che, tutt’ora, appartiene ad una leggera parte delle quote di ogni cast sanremese. A vincere è, comunque, la tradizione rispetto alla più grande novità fatto che, però, continua a rispettare la regola che, in quel di Sanremo, tende a non dare troppa fiducia alle rivoluzioni.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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