Sanremo 1997, viaggio nella storia del Festival

I Jalisse trionfano a sorpresa battendo i veterani favoriti Anna Oxa, Patty Pravo e Massimo Ranieri. La loro “Fiumi di parole” entra nella storia della kermesse

Sanremo 1997La quarantasettesima edizione del Festival della canzone italiana, in scena al Teatro Ariston di Sanremo dal 18 al 22 febbraio del 1997, è stata presentata da Mike Bongiorno, alla sua undicesima ed ultima conduzione, affiancato per l’occasione dalla showgirl Valeria Marini e dal comico Piero Chiambretti. Quarantuno canzoni in gara, suddivise nelle due categorie “Campioni” e “Nuove Proposte”. Tra i big al debutto, ricordiamo Francesco Baccini, i Dirotta su Cuba, i Ragazzi Italiani, Greta e i Pitura Freska, oltre al ritorno di diversi veterani, tra cui: Nek, Patty Pravo, Anna Oxa, Massimo Ranieri, Fausto Leali, Loredana Bertè, Al Bano Carrisi, Toto Cutugno, i New Trolls, Carmen Consoli, Syria, Marina Rei, Silvia Salemi, Tosca, Adriana Ruocco, Alessandro Errico, i Cattivi Pensieri, Alessandro Mara, gli O.R.O., Camilla, Leandro Barsotti, Maurizio Lauzi, Olivia, Petra Magoni e i coniugi Alessandra Drusian e Fabio Ricci, al secolo i Jalisse, che si aggiudicarono a sorpresa il titolo con l’intramontabile “Fiumi di parole”.

Tra le nuove leve, segnaliamo le presenze di: Alex Baroni, Niccolò Fabi, Massimo Caggiano, Vito Marletta, i D.O.C. Rock, Domino, Randy Roberts, Luca Lombardi, Mikimix (al secolo Michele Salvemini, alias Caparezza), Paolo Carta, Tony Brescia e le due sorelle Paola e Chiara, vincitrici della sezione giovani con “Amici come prima”. Numerosi gli ospiti internazionali, da David Bowie ai Bee Gees, passando per le Spice Girl, Jamiroquai, Lionel Ritchie, Al Jarreau e Natalie Cole.

Top e Flop di Sanremo 1997

Top
1. Patty Pravo – “E dimmi che non vuoi morire”  
2. Nek  – Laura non c’è
3. Alex Baroni – “Cambiare”     

Flop
1. Pitura Freska – Papa Nero”  
2. Leandro Barsotti – “Fragolina”  
3. Camilla – Come ti tradirei” 

Sanremo 1997 Patty PravoAd imporsi nelle classifiche di vendita all’indomani dalla manifestazione, oltre ai brani detentori delle due categorie “Fiumi di parole” dei Jalisse e “Amici come prima” di Paola e Chiara, saranno soprattutto E dimmi che non vuoi morire di Patty Pravo (scritta per lei da Vasco Rossi) e “Laura non c’è” di Nek, una vera e propria hit che rilancia la carriera dell’artista emiliano. Tra gli altri brani di successo, ricordiamo: “Storie”  di Anna Oxa, Ti parlerò d’amore di Massimo Ranieri, “Cambiare” di Alex Baroni, “Sei tu” di Syria, “A casa di Luca” di Silvia Salemi, Confusa e felice di Carmen Consoli, Vero amore dei Ragazzi Italiani, Padre Nostro degli O.R.O., Non ami che te di Fausto Leali, Senza tù di Francesco Baccini, Nel respiro più grande di Tosca, È andata cosìdei Dirotta su Cuba, “Dentro me” di Marina Rei, “Capelli” di Niccolò Fabi, “E penserò al tuo viso” di Alessandro Errico e “Quello che sento” dei Cattivi Pensieri.

LE CONCLUSIONI DEL DIRETTORE

Vittoria a sorpresa quella dei Jalisse che, di fatto, sbaragliarono un’agguerritissima concorrenza rimasta a bocca asciutta. Perlomeno dentro l’Ariston. Lontano da Sanremo furono, in realtà, Nek, Carmen Consoli e Patty Pravo a dominare le classifiche di vendita e di popolarità. Se Nek con la sua “Laura non c’è” raggiunse l’apice del proprio successo sbarcando anche in Sud America e ripercorrendo le orme dell’anticipatrice Laura Pausini, Carmen Consoli uscì dall’Ariston con le ossa rotte a causa di un brano, “Confusa e felice”, eliminato dalla serata finale e apparentemente non capito. Furono i giorni e le settimane successive a decretarne il successo lanciando la carriera dell’originale cantautrice siciliana. A Patty Pravo, invece, va invece il merito di aver in qualche modo riportato Vasco Rossi al Festival anche se solo in qualità di autore: dopo la sua celebre “E dimmi che non vuoi morire” la rockstar firmerà anche “Lo zaino” per gli Stadio nel 1999 e “La tua ragazza sempre” per Irene Grandi nel 2000.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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